Clima teso: la politica si prepara ad affrontare passaggi delicati in Consiglio

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Il tema giustizia già in queste ore infiamma il dibattito politico. In attesa della presa d’atto nel prossimo Consiglio Grande e Generale della nomina dei due Giudici d’Appello e il conseguente giuramento di fronte alla Reggenza, Libera e Repubblica Futura già sul piede di guerra riguardo al progetto di legge sulla giustizia, che sarà discusso in Aula con richiesta di procedura d’urgenza, e che “modifica sostanzialmente – accusano – la composizione del Consiglio Giudiziario Plenario” ed “elimina la facoltà del diritto di voto al Dirigente del Tribunale”.

Nessuna forzatura per l’attuale maggioranza che, anzi, ne fa una questione di coerenza rispetto agli impegni presi con gli elettori, in primis quello di mettere mano velocemente a Tribunale e settore giustizia, “per rimediare – dicono – ai danni compiuti nella scorsa legislatura”. Vista l’importanza della materia, sul progetto di legge in questione è stato stabilito in Ufficio di Presidenza un aumento del 50% del minutaggio degli interventi in Consiglio per dare maggior spazio al dibattito, questo in parziale accoglimento di una richiesta proveniente dall’opposizione.

Nella delibera emanata l’11 febbraio scorso, intanto, vengono elencati i passaggi che hanno condotto alla recente presa d’atto della nomina dei due Giudici d’Appello da parte del Congresso di Stato. Tutto parte dalla sentenza del Collegio Garante del 14 gennaio scorso. Dispositivo che rappresenta un unicum, sia per quanto stabilito dai Saggi relativamente al “procedimento da osservare per consentire ai giudici di assumere l’incarico”, sia per “la prassi ad oggi adottata – si legge – in assenza di disposizioni procedurali specifiche in materia”. Di qui la richiesta da parte dell’Esecutivo prima di un parere all’Avvocatura dello Stato “circa gli atti e comportamenti spettanti al Congresso” in virtù della sentenza stessa, e poi anche al Collegio Garante attraverso una missiva trasferita dai Segretari alla Giustizia e agli Interni; missiva alla quale ha risposto con decreto il Presidente dei Garanti, Giovanni Nicolini, reiterando l’invito al Congresso a compiere, per l’appunto, tutti gli atti per consentire ai giudici di appello nominati di assumere tempestivamente l’incarico. Nello specifico, Nicolini precisa che al Segretario di Stato alla Giustizia Massimo Andrea Ugolini spetta il compito di “dare formale comunicazione dell’esito del concorso ai partecipanti” – così come ripreso dalla delibera in oggetto -; mentre al Segretario di Stato agli Interni Elena Tonnini attribuito l’incarico di svolgere le funzioni di notaio ad acta per il giuramento dei vincitori davanti alla Reggenza.

Argomenti che questa sera terranno banco a ‘Palazzo Pubblico’, in onda su Rtv alle 21,15.

Fonte San Marino RTV

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