Consiglio Grande e Generale, seduta di giovedì 27 febbraio – pomeriggio

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I lavori del Consiglio Grande e Generale ripartono dal Comma 34, incentrato sulle Istanze d’Arengo. L’Aula respinge all’unanimità la prima delle Istanze, con la quale veniva richiesta  “l’abrogazione della Legge 29 agosto 1950 che vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del partito fascista”. “Accampare pretese di incostituzionalitù in questo caso è anacronistico” commenta il Segretario di Stato Elena Tonnini. Per Gerardo Giovagnoli (Npr) il voto rappresenta l’occasione per “esercitare la memoria e divulgare quello che è stato e non deve più essere”. Si prosegue quindi con l’Istanza d’Arengo n.2 del (“per l’introduzione di una normativa in merito all’attuazione delle istanze d’Arengo approvate che preveda un preciso obbligo in tal senso da evadere entro un limite di tempo prestabilito e con riferimento costante sia al proponente che al Consiglio Grande e Generale”) che viene accolta, la n. 3 (“per la previsione – come passibilità deducibili in sede di dichiarazione dei redditi – delle spese veterinarie sostenute per animali domestici detenuti legalmente dal contribuente”) bocciata. Approvata la n.4 (“per la previsione di incentivi per l’apertura di distributori di metano per autotrazione”). Via libera anche alla n.5 (“per la definizione di un brand d’immagine green della Repubblica e per un programma di piantumazione di alberi tipici del territorio sammarinese”) e alla n.11 (“per la istituzione della Giornata della Sostenibilità”).

     Si apre quindi la discussione sulle Istanze numero 6 (“per il riconoscimento ai lavoratori e alle lavoratrici del diritto ad usufruire del part time in presenza di figli minori o famigliari di primo e secondo grado non autosufficienti”) e numero 9 (per il riconoscimento ai fin della carriera lavorativa – anche per le lavoratrici assunte a tempo determinato – dei periodi di aspettativa post- partum) con il riferimento del Segretario di Stato Teodoro Lonfernini: “Quanto all’Istanza numero 6, il riferimento è di respingere l’istanza d’Arengo ma con un impegno preciso di lavorare nelle strutture normative che riguardano l’attività previdenziale e il mondo del lavoro in maniera decisamente complessiva”. Alle 19.30 i lavori vengono sospesi.

Di seguito una sintesi degli interventi

Comma 34

Istanza d’Arengo n.1 del 6 ottobre 2019 – per l’abrogazione della Legge 29 agosto 1950 “Legge per la Repubblica” che vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del partito fascista

Segretario di Stato Elena Tonnini: Occorre anzitutto chiarire che è da diversi anni che il proponente sottopone all’Aula consiliare questa istanza d’Arengo che puntualmente viene bocciata. In tutta sincertà mi auguro che lo sia nuovamente. Credo che questa istanza sia una contraddizione: si chiede di abrogare la legge che vieta la riorganizzazione del partito fascista e chiama in causa presunti contrasti con la dichiarazione dei diritti del cittadino. Accampare pretese di incostituzionalitù in questo caso è anacronistico.

Daniela Giannoni (Rete): Quando ho sentito il testo dell’Istanza, sono stata tentata di alzarmi e di lasciare l’Aula. Se il proponente ha potuto avanzare la richiesta è proprio perché la nostra Repubblica non è fascista. Questa istanza ci ricorda quanto è importante la democrazia e non perdere la memoria di quello che siamo stati. La libertà del singolo termina laddove va a ledere quella di un altro.

Guerrino Zanotti (Libera): Sottoscrivo l’intervento del Segretario Interni. Oggi è più facile esprimere sentimenti di odio e rancore stando dietro una tastiera. Sentimenti non dissimili da quelli che hanno dato origine a certi regimi totalitari.

Gerardo Giovagnoli (Npr): Qualcuno cerca di dipingere la storia come non è stata. A cosa ci si riferisce? Alla perdita dei diritti politici? Alle spedizioni punitive e ai pestaggi degli avversari? All’abolizione di tutti i partiti tranne uno? Alle leggi razziali? Nel 1942 sono state fatte anche da noi le leggi razziali, mandando fuori dalla Repubblica personaggi illustri. Non si venga a dire che come contraltare si diede alla Repubblica una veste architettonica nuova oppure il trenino. Si possono barattare queste conquiste? E’ l’occasione buona per esercitare la memoria e divulgare quello che è stato e non deve più essere.

Istanza d’Arengo n.6 del 6 ottobre 2019 – per il riconoscimento ai lavoratori e alle lavoratrici del diritto ad usufruire del part time in presenza di figli minori o famigliari di primo e secondo grado non autosufficienti

Istanza d’Arengo n.9 del 6 ottobre 2019 – per il riconoscimento ai fin della carriera lavorativa – anche per le lavoratrici assunte a tempo determinato – dei periodi di aspettativa post- partum

Segretario di Stato Teodoro Lonfernini: Mettere al centro del welfare la persona è una priorità del programma di Governo della maggioranza. Il welfare però presenta una serie di aspetti che vanno affrontati complessivamente e discussi con le parti sociali e le categorie affinché non si abbia un effetto limitato. Noi riteniamo che questo lavoro debba essere messo in campo in maniera ordinata e complessiva con un riordino dei nostri atti normativi. Quanto all’Istanza numero 6, il riferimento è di respingere l’istanza d’Arengo ma con un impegno preciso di lavorare nelle strutture normative che riguardano l’attività previdenziale e il mondo del lavoro in maniera decisamente complessiva. In riferimento all’Istanza numero 9, l’accoglimento comporterebbe aggravio per i datori di lavori. Pur non ritenendo di approvare l’Istanza, si ritiene necessario affrontare le tematiche in oggetto in una revisione degli interventi a sostegno della famiglia.

 

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