Consiglio Grande Generale, seduta di venerdì 29 maggio 2020, pomeriggio

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  I lavori del Consiglio Grande e Generale ripartono dal Comma 8: la prima lettura del progetto di legge sulla variazione al Bilancio dello Stato per l’esercizio finanziario 2020. Michele Muratori (Libera) rivolge un appello ai consiglieri della maggioranza, in particolare “quelli più giovani: non indebitate il Paese con cifre che non saremo in grado di restituire”. “Mi chiedo se questo sforamento è una norma ad personam per una nuova carica” si domanda a proposito dell’articolo 5. In merito all’articolo 4, Iro Belluzzi (Npr) mette in guardia da “norme retroattive” che potrebbero “far perdere di credibilità al Paese”. “Il Covid ha solo accelerato un percorso avviato da scelte fallaci del recente passato” rimarca Daniela Giannoni (Rete). “Abbiamo una storia di indipendenza che perdura da secoli e sarebbe un dramma se dovessimo essere un domani gestiti da pochi soggetti esterni” osserva Maria Luisa Berti (Npr). “Dobbiamo cercare di riprogettare il sistema Paese e sanare quelle criticità che per troppo tempo ci siamo portati dietro” è la posizione del Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini. “Noi questo debito non lo ripagheremo alla scadenza – avverte Giovanni Zonzini (Rete) -. Pertanto è evidente che alla scadenza delle obbligazioni questo debito andrà rifinanziato tutto o in parte. “Mi sapete dire dove troviamo 130, 140 milioni in più ogni anno nel nostro bilancio? – è la domanda che Andrea Zafferani (Rf) pone all’esecutivo -. Spero possiate capire da soli che questo debito non è sostenibile”. “Io credo che questo Governo dica sicuramente un forte no a quelle che possono essere le tassazioni dei risparmi e i prelievi forzosi” conclude il Segretario di Stato Marco Gatti.

    I toni si accendono quindi sul Comma numero 9, riguardante il progetto per le modifiche al Piano regolatore generale (P.R.G.). La novità più importante riguarda la realizzazione del nuovo impianto sportivo di Serravalle. “Un progetto – precisa il Segretario di Stato Stefano Canti – dal valore di 10 milioni di euro” il quale permetterà di “rispondere all’esigenza manifestata dalla Federazione Sammarinese Gioco Calcio”. Con l’articolo 5 si vanno ad “attuare misure di compensazione attraverso la conversione di un’area agricola, posta in località Ciarulla, in zona parco”. Previsti anche interventi per le imprese come “l’ampliamento di alcune zone produttive nel Castello di Acquaviva con relative compensazioni”. Le forze di opposizioni non risparmiano le critiche. “Si continuano ad usare i metodi degli anni Novanta” attacca Vladimiro Selva (Libera).  “Siamo di fronte a un ritorno al passato e quell’urbanistica il cui risultato lo vediamo sulle nostre strade.Se questi terrazzi in terra sono così importanti, si poteva benissimo fare una procedura di esproprio”. “L’impianto sportivo è un punto. L’altro punto è legato invece alla compensazione” osserva Fernando Bindi (Rf). Il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini difende i contenuti del progetto di legge. Si rivolge al consigliere Selva, ricordando “che la maggioranza di allora ha tenuto l’Aula bloccata su realtà progettuali di un fantomatico investitore di nome Turki che voleva edificare in area San Giovanni un grande albergo di 33 piani”.

Di seguito una sintesi degli interventi

Comma  8 – Progetto di legge “Variazione del Bilancio dello Stato e degli Enti del Settore Pubblico Allargato per l’esercizio finanziario 2020” (I lettura)

Michele Muratori (Libera): Sono sempre stato contrario al referendum sul tetto degli stipendi. Soddisfatto per questo cambio di rotta espresso dal movimento Rete. Bisogna fare emergere questa differenza. Ora che siete al Governo dovete fare i conti con le difficoltà di trovare professionisti a quelle cifre. Recentemente è stata fatta una nomina. Mi chiedo se questo sforamento è una norma ad personam per una nuova carica. Io credo che un mea culpa sia rispettoso nei confronti di chi era contrario a quel tetto massimo. Capisco che avete millantato rapporti formidabili con l’Italia. Non lo dico da consigliere di opposizione ma da sammarinese. Mi riferisco al servizio del programma satirico di Antonio Ricci. Vedere la nostra millenaria Repubblica elemosinare 400 milioni all’Italia per evitare un rischio di speculazione, è abbastanza avvilente. E’ un salto nel buio, fate molta attenzione. Mi giunge voce che qualche tempo fa una banca era disposta a comprare il 40 per cento di quote Carisp con un investimento a rischio zero. Il mio appello è rivolto a persone integerrime come Pasquale Valentini ma anche ai giovani. Non indebitate il Paese con cifre che non saremo in grado di restituire. Non prendete per oro colate quello che vi viene proposto dal Governo. Il rischio è di votare per la svendita del nostro Paese.

Iro Belluzzi (Npr): E’ un indebitamento che può nascere solo se ci sono le condizioni per onorare quello che si richiede ricorrendo ai mercati. Voglio richiamare all’attenzione l’articolo 4. Abbiamo avversato in maniera forte quando c’è stato l’elemento di appropiazione di qualcosa che non era dello Stato. Abbiamo combattuto l’elemento della defenestrazione del Cda di Cassa di Risparmio. Non penso che si possono pensare norme retroattive facendo perdere di credibilità al Paese. Il Paese ce la potrà fare se rispetterà un ordinamento democratico riconosciuto dall’esterno.

Segretario di Stato Andrea Belluzzi: Non si può governare un Paese quando il Governo non può incidere su una delle principali voragini del Paese. Spesso è venuto a mancare il fairplay.  O parliamo di occupazione sistematica del potere – e in passato c’è stata – oppure parliamo a diritto di Governo e di partecipare da parte delle istituzioni. Non nascondiamoci dietro ad un dito. E’ dovere di ogni forza politica mettere le migliori espressioni possibili su determinati incarichi. Parliamo dello sviluppo e di come rigenerare quel debito, che va ripagato e va restituito. Parliamo di come usare quel denaro per fare sviluppo economico.

Alice Mina (Pdcs): Sarà necessaria una piena condivisione di tutte le condizioni che gli attori del mercato e non ci pongono. Un finanziamento estero deve essere sostenibile. Noi tutti dobbiamo essere messi nella condizione di sapere cosa esso potrà comportare. Un dovere che abbiamo nei confronti della cittadinanza. Non dobbiamo diventare ostaggio di qualcuno e non possiamo vincolare il Paese. Dobbiamo mettere nero su bianco interventi a cui lo Stato non potrà sottrarsi. Non ci si potrà sottrarre dalla messa in sicurezza del bilancio e dall’equilibrio del sistema bancario e finanziario.

Daniela Giannoni (Rete): Partiamo da una perdita prevista per il 2019 di 49 milioni. Situazione difficile e ben diversa dal 2017 quando ancora si potevano mettere in campo azioni per evitare debito estero. Abbiamo avuto svendita Delta e il pesante sbilancio di Carisp. Il Covid ha solo accelerato un percorso avviato da scelte fallaci del recente passato. I debiti fanno paura quando sono sostenibili e non si ha progettualità.

Vladimiro Selva (Libera): Pur spalmando il debito su tanti anni vuol dire chiedere ai cittadini dei sacrifici che sono e saranno importanti e gravi. C’è un tema economico che è quello di non deprimere l’economia interna del nostro Paese che da sola è in grado di produrre reddito e ricchezza. Credo che bene farebbero maggioranza e Governo a continuare a parlare con il Paese perché tutto il Paese sarà chiamato a farsi carico di scelte tanto importanti. Debito che dovrà essere restituito in termini anche di interessi. Il nostro rating ci porterà ad avere collocazioni di interessi piuttosto alte.  Oggi l’Europa ha dato una svolta alle proprie politiche.

Maria Luisa Berti (Npr): Quando si rappresenta che ci sono attività e operatori o società che hanno una esposizione debitoria nei confronti dello Stato di centinaia di milioni, significa che qualcosa non ha funzionato nei controlli, nei recuperi e nelle azioni di responsabilità. Su questo fronte dovremo essere molto più incisivi in futuro. La mia preoccupazione è quella di fare una grande attenzione affinché i titoli di debito pubblico non vengano detenuuti da pochi soggetti. Abbiamo una storia di indipendenza che perdura da secoli e sarebbe un dramma se dovessimo essere un domani gestiti da pochi soggetti esterni. Ho qualche perplessità sull’articolo 4. In un paese normale quando ci sono delle cariche e hanno una connotazione strettamente politica, quando quella parte politica non c’è più, dovrebbero essere quelle stesse persone a fare un passo indietro.

Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini: Nel momento in cui ci affacciamo al mercato anche noi dobbiamo attivare delle politiche di riforma per dare vita ad un progetto sostenibile entro la fine dell’anno. Dobbiamo essere coscienti che la strada non sarà affatto semplice. Dobbiamo cercare di riprogettare il sistema Paese e sanare quelle criticità che per troppo tempo ci siamo portati dietro. Questo anche all’interna del sistema bancario. Bisogna cercare di recuperare il più possibile i soldi laddove possibile. Destinare il più possibile le fonti di approvigionamento al riancio del Paese. Individuare dei macrosettori da incentivare e su cui fare sviluppo. Occorre affrontare problemi strutturali e sistemici.

Giovanni Zonzini (Rete): Questa norma garantisce alle opposizioni nel rispetto delle proporzioni una rappresentanza. Cosa che non è stata fatta nel Cda di Cassa di Risparmio del 2017. Venendo al nodo principale, quello dei finanziamenti. Anche a me corrono i brivid lungo la schiena quando sento consiglieri di sinistra inneggiare al Fondo Monetario. Il mercato stabilisce tassi di interesse basati per lo più sul rating. Credo che difficilmente potremo accedere a tassi di interesse vantaggiosi dopo il downgrading. Però le condizioni economiche ci impongono di fare scelte che in altri momenti non avremmo voluto fare. Come si intende ripagare il debito? Noi questo debito non lo ripagheremo alla scadenza. Pertanto è evidente che alla scadenza delle obbligazioni questo debito andrà rifinanziato tutto o in parte. Questo va detto per onestà intellettuale. L’imposizione diretta è quella volta a garantire una maggiore eguaglianza e una maggiore redistribuzione della ricchezza. Occorre però al contempo mantenere il nostro welfare state, principale argine a una crisi economica e sociale.

Rossano Fabbri (Libera): Su Cassa di Risparmio dobbiamo essere estremamente chiari. Sebbene la scorsa legislatura abbia influenzato il conteggio di attivi e passivi, non si può non vedere come la questione Cassa di Risparmio abbia origini ben più lontane. Si chiedeva allo Stato di garantire per milioni e milioni di euro senza avere idea di come fossero messe le cose in Cassa. Basta rimbalzarsi delle responsabilità gli uni con gli altri perché così non si guarda avanti. Non è con un articolo di legge buttato lì che si può fare un ragionamento sullo spoil system. Questo è veramente poco ma vedremo nel corso dell’articolato cosa si riuscirà a fare. Il tema del tetto degli stipendi mi dà la possibilità di tornare su un punto che ha caratterizzato la politica degli anni passati: un errore pagato a caro prezzo dal Paese e che è stato alla base di quello che poi è successo in ambito sanitario.

Giacomo Simoncini (Npr): Non è possibile pensare di inasprire la fiscalità sui cittadini e le ritenute sulle pensioni. Sarà necessario fare ora i provvedimenti che servono, aspettare qualche mese potrebbe essere troppo tardi, non possiamo permetterci che le imprese chiudano, dobbiamo supportare tutti i nostri cittadini che fanno impresa e si impegnano per dare lavoro alla persona. Bisognerà ragionare sulla gestione oculata degli Npl e sul recupero della monofase che non viene corrisposta.

Mariella Mularoni (Pdcs): Se ricorda bene consigliere Muratori nella precedente legislatura la Dc ha chiesto e sostenuto l’istituzione di una commissione di inchiesta per contrastare questi comportamenti in contrasto con lo Stato. Cosa dovremmo pensare della vendita degli Npl e delle tante consulenze dispensate nella precedente legislatura? Ora poniamo le basi per riportare l’istituto di Cassa di Risparmio ad essere redditizio. Una nuova gestione degli attivi patrimoniali iscritti nel bilancio.

Alessandro Scarano (Pdcs): Alla situazione ben nota a tutti noi dobbiamo aggiungere una emergenza sanitaria che ha aggravato ulteriormente le cose. Una emergenza che ha fatto maturare in tutti noi la consapevolezza che è arrivato il momento nel decidere. Ma nel decidere è fondamentale che lo si faccia con cognizione di causa. Occorre dare una prospettiva nuova al settore bancario. L’articolo più significativo è sicuramente il numero 3. Bisogna fare i conti con la realtà e con lo stato delle cose. Per far fronte a tutto questo e dare una risposta sono necessarie risorse e la scelta è quella di rivolgersi al mercato. Tale scelta è maturata al fine di non essere vincolati a qualcuno in particolare. Sarà importante individuare i più solidi e affermati player sul campo per ottenere le migliori condizioni. Indebitamento significa essere capaci di far fronte al rimborso del capitale e degli interessi che maturano.

Paolo Rondelli (Rete): Qualcuno dai banchi dell’opposizione si è stupito della sinergia tra Rete e Pdcs. Non mi stupisco per due motivi. Il senso di responsabilità con cui si è scelto di dare un Governo al Paese sapendo che ci aveva preceduto aveva dissipato in 13 anni le nostre fortune. La situazione è peggiore di quella che ci aspettavamo. Preferisco lavorare pro tempore con la Dc nell’ambito di un patto tra gentiluomini che con compagni di merende dal dubbio pedigree finanziario. Voglio sperare che il confronto costruttivo ci porterà a produrre un testo definitivo ancora migliore.

Marco Nicolini (Rete): Non ripeterò quanto detto da altri. Mi focalizzo sulle recriminazioni dell’opposizione che accusa Rete di incoerenza. Io posso rispondere personalmente dato che la scorsa legislatura ero indipendente. Non ero contrario all’indebitamento estero, come non lo sono adesso. Ero semmai contrario al fatto che questo indebitamento fosse deciso da una netta minoranza del Paese. Voterò questa legge ed invito ogni parte dell’Aula a ragionare su quale sia la situazione in cui versiamo e su come lavorare tutti insieme per dare una identità al Paese con proposte costruttive.

Mirko Dolcini (Domani – Motus Liberi): L’articolo 4 nasce dalla necessità di trovare una sinergia tra enti pubblici e società partecipate e il diritto politico. A volte si creano dei cortocircuiti. La sinergia tra lavoro tecnico e indirizzo politico ci deve essere. Non possiamo confondere le scelte politiche con i tecnici. Altro elemento fondamentale è quello sul tetto delle retribuzioni. Prevedere un aumento percentuale del tetto sulla base della meritrocrazia e degli obiettivi raggiunti – tra l’altro contrattualmente previsti – non ci vedo proprio nulla di scandaloso. Sarà fondamentale la condivisione e l’approfondimento con le parti sociali.

Andrea Zafferani (Rf): Spenderemo un milione di euro solo per la Banca d’Affari che dovrà collocare i nostri titoli sul mercato. Abbiamo un deficit strutturale di 500 milioni circa che aumenterà per il calo delle entrate che ci sarà. Parliamo pure di progetto di sviluppo. A noi ci interessa. Però la domanda è: mi sapete dire dove troviamo 130, 140 milioni in più ogni anno nel nostro bilancio? Spero possiate capire da soli che questo debito non è sostenibile. La scelta di non guardare ad ampio spettro – di non cercare tutti i canali possibili – ci costerà decine di milioni di euro e la colpa è tutta vostra. Il tempo per lavorare ad alternative c’è ancora.

Denise Bronzetti (Npr): Chi era presente nelle scorse legislature ricorderà che il tetto agli stipendi era nato con l’obiettivo di intervenire sulle retribuzioni degli enti partecipati dello Stato, a cominciare da Cassa di Risparmio. Lo scopo era calmierare le retribuzioni all’interno di realtà che avevano usufruito e continuavano ad usufruire di forti immissioni di denaro pubblico su cui non era possibile intervenire in quel momento. E’ fondamentalmente quello che oggi in qualche modo viene ribattuto in questo articolo. Non sfuggirà a nessuno la necessità di poter in qualche modo intervenire. Bisogna necessariamente richiamare tutti ad un forte realismo. Ci concentremo moltissimo anche sull’erogazione del credito.

Segretario di Stato Luca Beccari: Da quando il nostro Paese ha avviato il percorso di riconversione economica, le nostre entrate si sono ridotte e siamo passati da una condizioni in cui – nonostante una serie di problematiche strutturali – comunque collezionavamo avanzi che permettevano un equilibrio. Ora gli avanzi non ci sono più. Abbiamo sempre parlato dell’ipotesi dei cosiddetti Stati amici. Nessuna ipotesi escludere l’altra. A mio avviso ogni soluzione deve essere bilanciata rispetto a quelle che sono le nostre esigenze. Un flash brevissimo sul tema della norma legata ai Consigli di amministrazione. Credo che questa norma permetterà non solo in questa fase ma anche in futuro di garantire sempre una rappresentanza nei Consigli di amministrazione proporzionale a quella che è la rappresentanza in Consiglio.

Gian Matteo Zeppa (Rete): Abbiamo fatto battaglie in maniera cosciente e abbiamo sempre reso conto ai nostri elettori e ai cittadini. Chi ha detto che i Cda sono politicizzati ha scoperto l’acqua calda. Ovvio che l’auspicio è di mettere persone in grado di poter ricoprire quei ruoli in maniera dignitosa. C’è una sottile differenza rispetto al referendum. Si andranno a valutare i risultati dei dirigenti e quindi finalmente c’è una valutazione dei dirigenti.

Francesco Mussoni (Pdcs): Fare un assestamento di bilancio in questa fase significa muoversi su alcune linee. Un Paese dove cambia il rapporto pubblico/privato. Occorre introdurre un principio di sussidiarietà. Un Paese che si toglie limiti e blocchi sul tema dello sviluppo e apre a uno sviluppo serio e credibile. Un paese che fa una revisione della spesa seria. La prendo come una sfida verso un Paese che accetta il progresso e il futuro. Questo passaggio non va preso come mantenere vecchie abitudini. Su questi punti si giocherà la spinta per il sostentamento delle prossime generazioni e per fare in modo che il nostro Paese resti un Paese ricco di benessere e qualità di servizi. E’ questa la sfida che le forze politiche oggi devono accogliere. La norma sullo spoil system. Ringrazio il Segretario Gatti che ha presentato questa norma. E’ normale che in una fase di emergenza si debba introdurre un meccanismo di organizzazione di questi organismi amministrativi dei principali enti. La norma dovrà essere emendata ma l’obiettivo è garantire una equa rappresentatività. Il provvedimento coglie il momento e la realtà in cui stiamo vivendo e ha un forte coraggio politico sia del Governo che della maggioranza. Una maggioranza che sa di dover affrontare delle situazioni difficili.

Segretario di Stato Marco Gatti: Il ricorso al debito estero ha la necessità di trovare una pluralità di prestatori. La situazione del mercato dei capitali ha intrinseco questo aspetto. Il mercato paga un tasso di interesse che è sicuramente più elevato rispetto ad altri interventi come il ricorso al Fondo. Un percorso che il Governo non intende escludere ma su cui riteniamo opportuno ragionare. Anche il ricorso a Paesi amici ha un costo non solo economico ma anche politico. Una cosa che dobbiamo soppesare. E’ un percorso che noi dobbiamo iniziare. Quello del mercato è un percorso che dà garanzie perché non dipende da altre scelte politiche se non quelle di San Marino. Come si ripaga il debito? Io credo che questo Governo dica sicuramente un forte no a quelle che possono essere le tassazioni dei risparmi e i prelievi forzosi. Quella sarebbe la maniera per distruggere l’economia di uno Stato non per sollevarla. Il debito di mercato si paga nel lungo periodo perché sono programmi che gli Stati hanno su tantissimi anni. Questa è una strada possibile e che va tentata e percorsa fin da subito. Mi auguro che nel mese di giugno si possa arrivare all’approvazione della variazione di bilancio.

Comma 9 – Progetto di Legge “Modifiche alla Legge 29 gennaio 1992 n.7 – Piano Regolatore Generale (P.R.G.) per attuazione di interventi finalizzati alla creazione di infrastrutture sportive pubbliche e per l’attuazione di interventi rivolti alle imprese, finalizzati allo sviluppo economico ed occupazionale della Repubblica di San Marino”

Segretario di Stato Stefano Canti: La proposta di legge che si sottopone all’esame dell’On.le Consiglio Grande e Generale ha ad oggetto modifiche al vigente Piano Regolatore Generale (P.R.G.) – Legge 29 gennaio 1992 n.7. Le modifiche al P.R.G., oggetto del progetto di legge in esame, sono finalizzate ad apportare al vigente strumento di pianificazione generale del territorio gli adeguamenti necessari a consentire l’attuazione di interventi volti alla creazione di infrastrutture sportive pubbliche nonché all’attuazione di interventi rivolti alle imprese finalizzati allo sviluppo economico ed occupazionale della Repubblica di San Marino. In riferimento alla realizzazione delle predette infrastrutture sportive pubbliche, il progetto di legge mira a rispondere all’esigenza manifestata dalla Federazione Sammarinese Gioco Calcio di realizzare, con il sostegno di UEFA e FIFA, un nuovo impianto sportivo a Serravalle al fine di incrementare l’attività calcistica, sia a livello nazionale che internazionale e contiene, altresì, le modifiche necessarie a raggiungere un accordo con la proprietà privata ai sensi dell’art.17 della legge 14 dicembre 2017 n.140, in luogo dell’esproprio di terreni.  La Commissione Politiche Territoriali in data 11 agosto 2017 con delibera n.9 ha approvato il Piano particolareggiato della Zona Servizi Sportivi e Zona a parco adiacente in località Serravalle che prevede la realizzazione del predetto impianto sportivo.  Il Congresso di Stato con propria delibera n.22 in data 10 luglio 2019 riconosceva quale infrastruttura strategica, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del Decreto Delegato 31 gennaio 2019 n.23, l’intervento edilizio volto alla realizzazione di nuovo impianto sportivo in attuazione al Piano Particolareggiato sopra citato. In riferimento agli interventi rivolti alle imprese il progetto di legge mira a consentire l’ampliamento di alcune zone produttive nel Castello di Acquaviva con relative compensazioni. Le aree che verranno trasformate in zone produttive sono adiacenti ad insediamenti produttivi esistenti determinandone l’ampliamento e consentendo il potenziamento e lo sviluppo di realtà industriali consolidate con importanti ricadute sul piano occupazionale. A tal proposito, si evidenzia che l’approvazione definitiva dei Piani Particolareggiati e relative varianti che andranno a disciplinare le aree oggetto di modifica di cui alla presente Legge, prima di essere approvate dalla Commissione per le Politiche Territoriali, saranno subordinate alla preventiva valutazione favorevole del progetto di sviluppo aziendale che le imprese saranno tenute a presentare al Congresso di Stato. L’articolo 1 indica quali finalità della legge le modifiche necessarie a consentire l’attuazione di interventi finalizzati alla creazione di infrastrutture sportive pubbliche e allo sviluppo economico ed occupazionale della Repubblica di San Marino. Gli articoli 2, 3 e 4 indicano le modifiche da apportarsi agli allegati A1, B e C della Legge 29 gennaio 1992 n.7 Piano Regolatore Generale (PRG) e relative norme di attuazione ai fini della realizzazione delle infrastrutture sportive pubbliche. L’articolo 5 modificando la Legge 29 gennaio 1992 n.7 Piano Regolatore Generale (PRG) e relative norme di attuazione, attua misure di compensazione attraverso la conversione di un’area agricola, posta in località Ciarulla, in zona a parco. L’articolo 6, indicano le modifiche da apportarsi agli allegati A1, B e C della Legge 29 gennaio 1992 n.7 Piano Regolatore Generale (PRG) e relative norme di attuazione ai fini dell’attuazione di interventi rivolti alle imprese. L’articolo 7 modificando la Legge 29 gennaio 1992 n.7 Piano Regolatore Generale (PRG) e relative norme di attuazione, attua misure di compensazione attraverso la conversione di un’area produttiva, posta in località Cà Amadore, in zona a verde esistente. L’articolo 8 prevede le condizioni per l’attuazione degli interventi di cui all’articolo 1, comma 1, stabilendo, altresì, la decadenza di ogni diritto edificatorio di cui agli artt. 2, 3 e 4 della presente legge in caso di mancata stipula dell’atto di trasferimento della proprietà delle aree necessarie, entro 3 (tre) mesi a far data da quella di approvazione della presente legge. L’articolo 9 stabilisce prescrizioni relative alla viabilità carrabile di progetto, prevedendone la realizzazione a cura e spese della parte privata e l’accesso ai terreni distinti catastalmente al Foglio di Mappa 4 particelle n. 99, n. 101, n.102, n.103 e n. 372. L’articolo 10, infine, prevede la modifica di alcune Tavole contenute nella Legge 16 novembre 1995 n.126 in conformità ai disposti della presente legge. Al presente progetto di legge si applica la riduzione dei tempi di approvazione di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a) del Decreto Delegato 31 gennaio 2019 n.23 e di cui all’art. 3, comma 4 della Legge 27 Giugno 2013 n.71 – Legge in materia di sostegno allo sviluppo economico. Quello sul campo da calcio è un intervento importante e strategico: stiamo parlando di un investimento da 10 milioni di euro. Potremo dare seguito a manifestazioni calcistiche che rientrano in questo ambito.

Vladimiro Selva (Libera): La nostra normativa prevede tutta una serie di opzioni per acquisire dei terreni: la possibilità di acquistarli, di fare delle permute, in ultima istanza prevede la possibilità per lo Stato di fare un esproprio. In quel caso si può acquisire il terreno in modo coattivo sulla base di stime che tutelino i valori. Se questi terrazzi in terra sono così importanti, si poteva benissimo fare una procedura di esproprio. Noi dobbiamo pensare a una valorizzazione di questo territorio. Noi non dobbiamo difendere nessuno ma almeno quel valore deve essere preso in mano. Siamo di fronte a un ritorno al passato e quell’urbanistica il cui risultato lo vediamo sulle strade: palazzine che si tolgono rispettivamente la vista del monte e del mare. C’è bisogno di fare una variante di Prg in zona parco? Io mi stupisco un po’ di chi attorno a lei non le dice lei. Io penso che ci sia molta gente seria che ha voglia di un Paese migliore. Se continuiamo a usare i metodi degli anni Novanta, io credo che qualcosa qua non funzioni. Spero che molti se ne accorgono. Cosa diversa è la proposta di Acquaviva. Io non so se tra un’area agricola e un’area parca necessariamente ci sia una valorizzazione ambientale. La nostra legge prevede di fare nell’area parco strutture ricettive e parcheggi. Non è automatico. Io la invito Segretario a riprendere in mano l’indirizzo del precedente Segretario che però è un lavoro di tutti, è una ricchezza di tutti. Segretario, non ci porti i lotti edificabili in zona parco.

Segretario di Stato Teodoro Lonfernini: Prima di intervenire in questo dibattito ci tengo a rimettere in ordine qualcosa. Ci sono state politiche territoriali che negli anni della San Marino da bere hanno sventato il nostro territorio. Mi fa specie consigliere Selva che lei se ne accorga solamente nel 2020. Lei ricorderà che la maggioranza di allora ha tenuto l’Aula bloccata su realtà progettuali di un fantomatico investitore di nome Turki che voleva edificare in area San Giovanni un grande albergo di 33 piani. Non credo che sia il momento per le strumentalizzazioni politiche. Se poi qualcuno è contrario a far ripartire la macchina edilizia anche da questi elementi – sicuri e sani perchè le federazioni sono un patrimonio pubblico. Anche qui, consigliere Selva, se era tutto facile, perché non è stato fatto nella scorsa legislatura, l’agevolare quel progetto? Perchè quando le prime presentazioni di quell’impianto risalgono al 2012? Approvo questa metolodigia di lavoro, approvo di individuare determinate aree da un punto di vista strategico, se devono diventare una opportunità di una sinergia perfetta tra pubblico e privato, tanto meglio, me ne faccio una ragione.

Maria Luisa Berti (Npr): Dobbiamo fare attenzione al fatto che non si avvino percorsi di speculazione urbanistica. Sarebbe opportuno evidenziare se a fronte di questa compensazione che riguarda privati ci sia comunque un conferimento di beni immobili ai quali viene attribuita una edificabilità che abbiano valore corrispondente a quello che viene tolto per questa compensazione. Sarebbe un esercizio utile a fugare questi dubbi che vengono palesati da parte dell’opposizione. Chiedo di avere questi dati e che vengano palesati gli indici di edificabilità.

Fernando Bindi (Rf): In Commissione c’era un clima di colpevolizzazione, perché dire qualcosa avrebbe significato essere contro l’impianto sportivo. L’impianto sportivo è un punto. L’altro punto è legato alla compensazione. Buffo che una cosa di questo genere venga presentato con una tavola che non ha nemmeno le curve di livello. Ci dobbiamo chiedere se questa mentalità deve continuare o si ha il coraggio di contrastarla. Mettiamo le cose a posto. Il campo sportivo va fatto e ormai l’impostazione della pratica è ancora quella della logica del passato. Va bene, non ci si può fare niente. Le aree produttive non sono giardini o parchi. Ma tra il non essere giardini ed essere uno squallora ce ne corre. I soldi non ci sono per compensare la trasformazione. Io ho il ricordo che si può anche documentare degli anni in cui si pagavano profumatamente anche i calanchi. Abbiamo perso il senso della comunità perché non ci siamo resi conto che pezzettino dopo pezzettino costruivamo un insieme che è una immagine poco bella. Se recuperassimo questo obiettivo non esamineremmo le pratiche ma qual è il modo migliore per utilizzare un bene prezioso e limitato in modo da lasciare a quelli dopo di noi una situazione non peggiore da quella che abbiamo ricevuto.

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