Libera: nella sanità tutto funziona?

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Nella sanità tutto funziona?
Diciamo che funziona poiché chi ci lavora, il personale sanitario, sa affrontare le emergenze e gestire i servizi fra le tante difficoltà che incontra quotidianamente. Diciamo che la Struttura del servizio pubblico è talmente consolidata da reggere gli stress più pesanti, come è accaduto a marzo e aprile di quest’anno, quando il numero dei ricoverati per Covid ha superato qualsiasi previsione.
Perché allora non partire da queste capacità per programmare ciò che sta accadendo ora e cioè l’arrivo della seconda ondata pandemica che, nonostante le dichiarazioni ottimistiche del governo, sta travolgendo anche San Marino?
Perché non si sono utilizzati i 4 mesi di tregua offerti dalla pandemia per attrezzarsi al meglio per prevenire innanzitutto i contagi che prima o poi sarebbero ritornati, continuando a insistere sul Covid-free, ben sapendo che già a metà settembre non c’erano casi riscontrati solo perché a San Marino gli screening sulla popolazione non vengono fatti?
Perché mandare allo sbaraglio studenti e insegnanti a scuola senza avere messo in piedi un
monitoraggio efficace per identificare il contagio e isolarlo tempestivamente. Il caso dei bambini delle scuola elementare di Dogana potrebbe essere solo la punta di un iceberg.
Perché consentire di organizzare feste pubbliche con centinaia di persone e impedire quella
prevista per Halloween solo perché è intervenuto il Prefetto di Forlì?
I sammarinesi non lo sanno poiché da noi il tampone viene fatto solo se ti trascini per almeno una settimana i sintomi della malattia, nel frattempo i familiari, le persone che incontri e le persone che hai incontrato che a loro volta incontrano altre persone, possono avere diffuso il Coronavirus e drammaticamente magari aver coinvolto in questo chi è più debole di salute o le persone anziane più fragili.
Il Segretario di Stato Ciavatta, per non creare allarmismo, convoca l’unità di crisi, per quanto ci risulta, solo dopo il 20 ottobre, quando i buoi sono già scappati dalla stalla per la seconda volta, dopo quella di febbraio.
L’ospedale entra nella fase due, così spiegano i tecnici, ciò significa che per far fronte all’arrivo dei casi da trattare in isolamento, sarà necessario ancora una volta chiudere reparti e distaccare da altri settori personale già carente.
Non esiste un protocollo certificato per i medici di base ognuno dei quali affronta il rapporto con i pazienti che si presentano con i sintomi, in maniera diversa. Perché non fare tesoro
dell’esperienza precedente che ha indicato come la malattia possa essere combattuta
efficacemente se viene diagnosticata con rapidità e altrettanta rapidità vengono prescritte cure ormai frutto della, purtroppo vasta, sperimentazione.
Il Segretario Ciavatta ha però il tempo di perdersi dietro ai numeri dei fondi pensioni che a suo dire sono in crisi perché gli sbilanci non sono stati ripianati nei tre anni precedenti. Il Segretario non sa che tali sbilanci, prima di tutto hanno già dei piani per essere ripianati decisi dal Consiglio Grande e Generale, non sa che il problema del sistema previdenziale non è certo quello del ripianamento da parte dello Stato, quanto piuttosto lo sbilancio sempre più forte fra lavoratori attivi e pensioni erogate e che solo un patto intergenerazionale lo potrà sanare, non sa infine che la liquidità del
fondo pensione non è per nulla sofferente in quanto registra attivi di oltre 400 milioni di euro.
Dall’alto della sua intangibile figura e dando sfogo al sentimento represso da almeno 10 mesi di riversare odio e accuse sugli altri, annuncia anche che se dovessero emergere responsabilità il governo è pronto a fare esposti verso chi ha gestito il passato. Dato che il problema è quello di riportare equilibrio fra versamenti pensionistici e pensioni erogate, non sarebbe meglio che il Segretario invece che inveire alla vecchia maniera, iniziasse a dire come intende affrontare il cuore del problema per garantire nel prossimo futuro la pensione a chi ne maturerà il diritto?
Intanto il Consiglio Grande e Generale si riunirà da lunedì prossimo per almeno 7 giorni dalla mattina alla notte: 80 persone chiuse in un ambiente non particolarmente ampio che hanno, fra le altre cose il compito di parlare e quindi emetteranno nugoli di aerosol di saliva. Pensate che qualcuno si sia preoccupato almeno di fare un test preventivo? No! Ma che importa, ora c’è mister Ciavatta, tutto è free!

 

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