Matteo Rossi (Npr): “Relazioni internazionali e famiglia, le nostre priorità per il 2021”

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La rubrica settimanale “NON TI SCORDAR DI ME”, a cura della redazione di tribunapoliticaweb.sm, vuole essere una raccolta di testimonianze, per il tramite di interviste, di tutti coloro che si impegnano quotidianamente a favore della Repubblica di San Marino, delle istituzioni sammarinesi, dell’economia e della comunità in generale. Di tutti coloro che si impegnano, anche solo a titolo personale, per promuovere nel migliore dei modi l’immagine della Repubblica di San Marino, dentro e fuori i nostri confini. A quelli che in definitiva possiamo considerare gli Angeli Custodi della Repubblica più antica al mondo.

Matteo Rossi, NPR

Sta per concludersi il primo anno di una nuova legislatura basata sulla nascita di un’ampia coalizione di Governo. Quali sono i temi che come Npr avete cercato di portare all’interno del dibattito, e come siete riusciti a conciliarli con visioni, spesso differenti, di altre forze politiche della maggioranza?

“Il grande lavoro di questo primo anno di legislatura portato avanti dalla lista Npr è stato sul fronte delle relazioni internazionali, Europa e Italia, sul quale sia come lista che come partito componente della lista, ovvero il Psd -nel quale da sempre milito- ci si è spesi molto. Altra partita per noi fondamentale è stata quella sulla giustizia, dove il confronto anche al nostro interno è stato molto acceso, ma che fino ad oggi ha portato alla nomina a Dirigente del Tribunale una figura di primissimo piano come Presidente Canzio, una garanzia per tutti con il quale si sono avviati i lavori per le riforme di cui il Paese necessita. Per il resto, il delicato periodo storico caratterizzato dalla pandemia, ha limitato molto l’azione delle singole realtà politiche, ognuna delle quali impegnata a fronteggiare la crisi. Confidiamo che al più presto si possa tornare in una situazione di normalità”.

Da mesi sono ripresi i negoziati per l’accordo di associazione con l’Ue. Nei tuoi interventi in Consiglio hai spesso ipotizzato un impegno più deciso su questo fronte, parlando addirittura di adesione, possibilità che però è ancora osteggiata da molti. Quali sarebbe i pro e i contro di tale scelta?

“A distanza di tanti anni dal referendum sull’adesione, celebrato nel 2013, è inutile mettere sul bilancino i pro e i contro. Per cui mi limito a sottolineare i dati di fatto, ovvero che San Marino è un Paese extra UE, ma comunque Europeo. E non ci sono altri orizzonti se non l’Europa. La pandemia ci ha dimostrato -come se ce ne fosse ancora bisogno- che le vie del sovranismo non solo erano sbagliate, ma addirittura impercorribili, e che le politiche economiche messe in campo dall’Unione Europea stanno salvando gli Stati, letteralmente falcidiati dal Covid 19. San Marino stato membro? Un’utopia probabilmente, una provocazione. Ma pensate se il referendum che abbiamo proposto nel 2013 (vinto, senza raggiungimento del quorum) avesse invece vinto e raggiunto il quorum. Referendum nel quale si chiedeva di presentare la domanda di adesione, non di aderire. Sicuramente le paure e le incertezze che oggi abbiamo sarebbero state molto meno. Quello che oggi invece è un percorso ben avviato e che ci fa ben sperare è il percorso di associazione all’Unione, per cui guardiamo fiduciosi per il raggiungimento di questo fondamentale traguardo per San Marino”.

Da giovane impegnato in politica, quali sono le battaglie e le istanze che ti stai impegnando a promuovere? C’è spazio per le istanze del mondo giovanile in una istituzione come il Cgg?

“Gli spazi ci sono. Personalmente da giovane padre di famiglia mi sto facendo portavoce delle famiglie. Per esempio sono molto preso dalle problematiche della scuola, cerco di essere sempre attento ai disagi delle famiglie di lavoratori, che quotidianamente si fanno in quattro per i loro figli. In questo settore la politica ha delle vere proprie autostrade, dei campi di conquista per i diritti dei lavoratori. E’ impensabile che in un Paese progredito come il nostro ci siano ancora casi in cui nei colloqui di lavoro si preferiscono -faccio un esempio- lavoratori uomini per il semplice fatto che non dovranno un giorno andare in maternità. E’ fantascientifico ascoltare racconti di amiche lavoratrici, vittime di mobbing o di ricatti, per il fatto di essere donne. E’ in questi momenti qui che -secondo me- la buona politica deve farsi sentire, a tutela dei cittadini e dei lavoratori, e dimostrare di non essere ‘forte con i deboli e debole con i forti’.”

Il 2021 sarà un anno cruciale per il Paese: quali dovrebbero essere le priorità per il rilancio economico ma anche sul fronte sociale?

“Relazioni internazionali, accordo con Italia e Unione Europea. San Marino vive se la politica estera ci garantisce la sopravvivenza. Questi sono i passaggi cruciali, dopo dei quali si potranno impostare politiche economiche, finanziarie, si potrà ridar lustro al turismo e continuare a garantire ai sammarinesi le conquiste civili figlie della nostra storia come la sanità universale e gratuita e una scuola per tutti, gratuita e di alto livello”