Csu: “San Marino è il paese dei segreti: prima i debitori delle banche, ora il prestito Cargill!”

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato a cura di CSU:

È stata una conferenza molto interessante e vivace quella di venerdì sera organizzata dalla CSdL con ospiti in rappresentanza di maggioranza e opposizione – seguita in diretta Facebook da molte centinaia di cittadini – ma la fitta coltre di mistero sul contratto da 150 milioni di euro sottoscritto dal Governo con la Multinazionale Cargill, è rimasta pressoché intatta.

Infatti, gli appelli e le domande volte ad informare il paese sui contenuti del prestito ponte sono caduti nel vuoto; i rappresentanti dei partiti di maggioranza hanno continuato a sostenere la legittimità della segretezza, anche ora che il contratto con questa azienda americana del settore agroalimentare è stato firmato. Una cortina di silenzio incomprensibile e inaccettabile per la Confederazione del Lavoro, che ha snocciolato la sua lista di domande, la stessa che ogni cittadino sammarinese si fa da settimane.

“Il paese ha bisogno di sapere – ha esordito il Segretario CSdL Tamagnini – finora disponiamo solo di alcune indiscrezioni giornalistiche e niente più. Tra le altre cose dobbiamo sapere quanto ci costa in consulenze, che abbiamo ragione di pensare ammontino a molte centinaia di migliaia di euro. Altrettanto importante è conoscere quali garanzie sono state fornite per conto dello Stato: chi eroga prestiti naturalmente non si accontenta dell’impegno alla restituzione, ma vuole avere in pegno qualcos’altro. Quali beni sono stati posti a garanzia? Immobili dello Stato, pezzi di territorio, o altro? Come cittadini abbiamo il diritto di saperlo, ma non c’è stata nessuna informazione.”

Il Segretario Tamagnini si è soffermato quindi sul piano di rientro del prestito: “Poiché non ne sappiamo nulla, facciamo fatica a capire cosa può accadere alla fine dell’anno. E nell’eventualità che non avessimo – tutto o in parte – il denaro da restituire alla Cargill, cosa facciamo? Si accontenteranno di qualche generica promessa di restituzione, oppure dobbiamo rinegoziare lo stesso prestito o dobbiamo farne un’altro? E poi, una delle domande più importanti e decisive: quale sarà l’utilizzo di questo 150 milioni di euro? Si useranno per lo sviluppo, per pagare i buchi, o per pagare la spesa corrente? Anche su questo non abbiamo ricevuto nessuna risposta. L’Esecutivo deve farla finita con la segretezza, e dire tutto ai cittadini sul prestito. Lo Stato è di chi vive in questo paese, e non solo di uno sparuto gruppo di persone momentaneamente con responsabilità di Governo.”

“Ricordo – ha sottolineato Tamagnini – che la necessità di ricorrere al prestito ponte, oggi così discusso e anche contestato da più parti, è derivata dall’assestamento di bilancio, dai 500 milioni in titoli di debito che sembrava si potessero collocare nel giorno di qualche settimana sul mercato internazionale; invece siamo arrivati alla fine dell’anno senza avere collocato nulla. Evidentemente, i mercati non hanno avuto fiducia sulla possibilità che il nostro paese possa restituire queste risorse. In ogni caso, visto che il paese ha un grande bisogno di liquidità, pensiamo che sarebbe stato possibile raccogliere questa somma nel mercato finanziario interno. Alcune banche potevano avere la disponibilità di intervenire per creare questo collegamento tra l’attuale periodo e il momento della collocazione dei titoli di debito pubblico, senza doverci sobbarcare costi aggiuntivi, che invece dovremo sopportare e che ancora non consociamo nella loro entità.”

Il Segretario Confederale CSdL Enzo Merlini ha puntualizzato: “Sulla segretezza, se fosse un contratto tra privati non avrei nulla da eccepire, ma qui stiamo parlando di uno Stato, che per la prima volta contrae un debito estero, e lo fa tenendo nascosto ai propri cittadini quello che ha firmato. È una cosa inaccettabile; è un problema di democrazia ma anche di contenuti. Abbiamo sempre detto che si doveva verificare prima all’interno del nostro paese quali risorse si potevano reperire; siamo pienamente consapevoli che vanno trovati finanziamenti “freschi”, ma un conto è cercare prestiti in giro per il mondo in una situazione di solidità e fiducia, un altro è andarci in questo stato di incertezza e con l’acqua alla gola”.

“Ricordo – ha proseguito Merlini – che al tavolo istituzionale di un anno fa si concordò che l’obiettivo doveva essere il pareggio di bilancio, che deve essere posticipato a causa degli effetti della pandemia, ma non abbandonato, in quanto quello sarebbe stato il biglietto da visita per poterci approcciare ad una richiesta di finanziamento. Se uno Stato che non ha un bilancio solido si mette nelle mani di soggetti esterni, si rende troppo vulnerabile. Il debito estero non potrà essere evitato, ma con le giuste proporzioni e non deve essere la prima mossa, semmai la successiva. Per questo abbiamo chiesto ad inizio legislatura il confronto al Congresso di Stato – confronto che non è mai stato accettato – per condividere che tipo di debito pubblico fare e come utilizzarlo.”

“La segretezza non riguarda solo il prestito Cargill – ha aggiunto Enzo Merlini – ma è ricorrente. Allo stesso tavolo istituzionale, su nostra richiesta, condivisa da altre forze politiche, era stato proposto un articolo che prevedeva di pubblicare l’anagrafica dei debitori verso le banche che hanno avuto sostegno pubblico, per sapere quali soggetti hanno ricevuto i soldi senza restituirli. Quell’articolo non è passato – soprattutto per volontà del principale partito dell’attuale maggioranza – e questa è l’ennesima dimostrazione che questo è il paese dei segreti. Ma questo non è più accettabile, a maggior ragione dal momento che ci ritroviamo con un debito pubblico di quasi un miliardo e mezzo, derivato pressoché interamente dai buchi delle banche.

A chi ha preso prestiti alle banche e non li ha restituiti deve essere chiesto conto! Poi, per quanto ci riguarda, se per realizzare le riforme necessarie si tratterà di chiedere alcuni sacrifici ai cittadini, saremo disposti a farlo, ma sempre tenendo conto che in questo paese non siamo tutti uguali. C’è chi è più ricco, e chi invece dispone di ben poche risorse; occorre che questi sacrifici siano proporzionati in base a quanto si possiede”.

Riferendosi alle affermazioni in particolare del Capogruppo Consigliare PDCS Francesco Mussoni, il Segretario Tamagnini ha commentato: “Non si può ascoltare che è giusto che non si sappia niente. Non sanno nulla i cittadini, ma neanche i parlamentari, che hanno ricevuto i nostri voti per rappresentarci! È stato fatto un accordo per un debito che dovranno pagare i cittadini, come può permettersi la maggioranza di continuare a sostenere la segretezza? I partiti al governo si mettano d’accordo se d’ora in poi vogliono avere un qualche tipo di rapporto democratico con il paese e le rappresentanze sociali. Per ora la maggioranza non è organizzata per governare, ma per comandare con la sola forza dei 44 seggi in parlamento, e di questo deficit di democrazia non si deve rendere conto al sottoscritto, ma a tutto il paese. Il Governo ci convochi, ai tavoli faremo la nostra parte, ma non saremo accondiscendenti. La CSdL sta nel merito delle questioni.”

Ha concluso il Segretario CSdL: “È difficile sopportare ragionamenti in cui sembra che le responsabilità di tutti i guasti siano dei lavoratori e dei pensionati. C’è nel paese a piede libero gente che ha rubato, e che deve essere chiamata a pagare, sia in termini penali che in termini economici, altrimenti diventa difficile andare a chiedere alle categorie che hanno vissuto del proprio lavoro i sacrifici. La maggioranza ha dimostrato definitivamente la sua vera faccia, predica il confronto ma non lo vuole praticare.”

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