Consiglio Grande e Generale, in Aula bagarre sulla composizione delle Commissioni

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Nel pomeriggio prosegue il dibattito in comma comunicazioni, nel corso del quale sono presentati due ordini del giorno. Il primo viene letto da Fernando Bindi, Repubblica futura, in tema di giustizia, in particolare, chiede l’istituzione di una commissione d’inchiesta entro il 30 settembre “su presunte responsabilità politiche o amministrative legate ad improprie commistioni tra esponenti della politica e della magistratura”. Mentre il secondo ordine del giorno, presentato dal consigliere Gino Giovagnoli del Pdcs, chiede l’istituzione della Giornata nazionale del Volo.

Concluso il comma comunicazioni, l’Aula procede con la presa d’atto del Decreto Reggenziale che aggiorna la composizione delle commissioni consiliari portando da 15 a 18 i membri. Sul provvedimento resta critica l’opposizione: per Nicola Renzi, Rf, si tratta del primo risultato della verifica di governo. “Ci ritroviamo commissioni di 18 membri con una scusa banale- sostiene- per mettere tre esponenti di Rete in ciascuna commissione. Mi pare un voler togliere dignità a quello che è successo, ovvero il fatto che due consiglieri di Rete se ne sono andati per la loro strada”. Per Rossano Fabbri, Mis, si tratta di una situazione “kafkiana”: “Così avete trovato la soluzione per risolvere i problemi della maggioranza”. E ancora: “La normativa in corso parla di 15 membri, in base a quale criterio vi è venuto in mente di aumentarle a 18, tra l’altro provocando aumento di costo ingiustificato?”. Concorde Michele Muratori di Libera: “Avete aumentato i membri semplicemente perché non riuscivate a mettervi d’accordo in maggioranza”. Rigetta le accuse Emanuele Santi, Rete: “Se facciamo conto della composizione attuale del Consiglio, questo è il peso giusto che si doveva dare ai gruppi, i tre membri in più non sono solo di Rete, ci sono Dc e Libera”. E sui costi, “un aumento del 20% sarà ampiamente ripagato da risparmi fatti con l’approvazione del regolamento consiliare di pochi mesi fa”, assicura. E ricorda: “Quando nel 2018 avete rimodulato le commissioni a 17 membri, non ho sentito il consigliere Renzi da parte sua strapparsi le vesti”. Gian Matteo Zeppa, Rete, fa quindi notare a Muratori che sulla modifica il suo capogruppo nella commissione per discuterla “non ha battuto ciglio”, e che Libera aumenta di un membro. “Non è che stiamo violentando la democrazia- manda a dire infine Francesco Mussoni, Pdcs-si sta facendo tutto in ossequio di norme e leggi, messo in maniera così banale sembra una forzatura ma non lo è e non è la prima volta”. E ancora: “Non è una questione di soldi ma di rappresentanza politica che abbiamo fatto non avendo contro tutta l’opposizione”. I gruppi hanno infine nominato i componenti delle commissioni consiliari. Prima di concludere la seduta, si è proseguito con una serie di dimissioni, sostituzioni e nomine. I lavori riprenderanno in seduta notturna.

Di seguito un estratto degli interventi del pomeriggio.

Comma n.1 Comunicazioni

Nicola Renzi, Rf

Sulla verifica di governo il consigliere Santi ha cercato di fare chiarezza sui motivi dell’apertura della verifica, ha detto che è necessario un cambio di passo, ha detto che c’era bisogno di una scossa e che ci sono da 3 a 6 mesi per cogliere sfide importanti e che la maggioranza si è trovata davanti a giochi di potere e personalismi. Posto che sarebbe interessante conoscerli, credo purtroppo che le motivazioni vere siano assai differenti. Il Segretario Beccari in un tono per lui inconsueto e accalorato ha dato una spiegazione che è l’altro grande mantra di questa maggioranza: per capire questa verifica dobbiamo andare indietro a quando questa maggioranza si è unita, era 2018-2019 quando Rete e Dc hanno deciso che avevano interessi comuni per allearsi. La Dc aveva un passato ingombrante da far dimenticare e aveva necessità di una foglia di fico dei giacobini detentori della moralità che potessero sdoganare nuovamente la Democrazia cristiana. E dall’altro lato Rete aveva necessità della Dc per arrivare al governo. Questo il patto semplice politico che ha portato avanti questa alleanza che si è arricchita di un nutrito contorno per avere i due terz e per fare norme, alcune retroattive, e per fare nomine per mettere in atto il progetto esplicitato in campagna elettorale in alcune dichiarazioni, cioè di fare terra di ceci in tribunale: le promozioni di qualcuno e le cacciate di un altro e via dicendo. Gli obiettivi che tengono ancora unita la maggioranza sono ovviamente le leggi che vediamo sulla giustizia e sulla gestione degli Npl un po’ garibaldina…

Ho sentito dire che i disastri di San Marino sono tutto ascrivibili al 2016-2019 e che in tre anni è uscito un miliardo dai depositi delle banche. Eppure negli anni precedenti da 14 miliardi siamo arrivati a 6 miliardi, ma non è un dato significativo. Spero si arrivi un giorno a deporre l’ascia di guerra. La verifica cosa è? È il tentativo che una forza politica sta facendo di ricollocarsi. La cartina di tornasole vera non sarà se Ciavatta resta alla Sanità o va all’Industria, sarà se nella prossima visita del Fmi la nostra idea dell’irredimibile sarà compresa e se sapremo trovare politiche economiche che ci diano credibilità.

Miriam Farinelli, Rf

Alcune valutazioni sulla situazione delle donne afgane, bisogna fare un minimo di storia. Nel 1996-2001, durante il governo dei talebani, le donne in Afghanistan sono state trattate peggio che in un’altra epoca e in un’altra società, era proibito uscire senza essere accompagnate da un uomo, proibito lavorare, sono state trattate come animali, controllavano come vestivano come parlavano, le donne non avevano alcun controllo delle loro vita. Dalla caduta dei talebani la condizione delle donne è cambiata notevolmente e con politica dei piccoli passi sono riuscite ad avere una costituzione che dice che uomini e donne hanno pari diritti e doveri di fronte la legge, possono lavorare e non sono obbligate a indossare il burqa, anche se la situazione nelle zone rurali mostra una salda radicazione della condizione delle donne in modo repressivo: vengono ancora picchiate violentate e uccise, l’85% delle donne è analfabeta, la maggior parte è privata di assistenza sanitaria, solo il 14% delle nascite è controllato da personale competente e il 60% delle ragazze si sposa prima dell’età minima legale di 16 anni, la percentuale di donne forzate al matrimonio va dal 60 al 80%. Nel 2009 è stata approvata la norma che legalizzava il così detto stupro coniugale. Le donne restano costantemente sottoposte a minacce e vessazioni. Le leggi sui diritti re la protezione delle donne non hanno portato mai un vero cambiamento della condizione femminile in Afghanistan. Oggi tutto quanto costruito in questi anni è stato strappato via. Il portavoce dei talebani assicura che verranno rispettati i diritti delle donne, questo quando sono già state date disposizione di reclutare donne tra i 12 e 45 anni quale bottino di guerra per i vincitori. A una donna europea capita di pensare alla fortuna di essere nata dove le donne sono riconosciute per il loro valore, possono sposare l’amore della loro vita ed essere considerate al pari degli uomini.

Qui si inserisce la politica internazionale per interventi urgenti per aprire corridoi umanitari e portare aiuto a donne, bambini e chi soffre. L’importante è che ogni paese prenda l’impegno di accoglienza e non resti a guardare.

Alessandro Cardelli, Pdcs

Qua sentiamo sempre il solito disco rotto, a forza di ascoltare falsità non vorrei passasse un messaggio non corretto. Punto principale dell’intervento di oggi dell’opposizione è la verifica di governo e gli obiettivi di maggioranza e governo da qui al prossimo futuro. Io credo che la maggioranza sia uscita sicuramente più compatta da questa verifica con obiettivi chiari, e con l’obiettivo specifico di realizzare il programma di governo per quanto risultati siano già stati raggiunti. Vorrei richiamarmi anche all’intervento del Segretario Beccari che ha rimarcato numerosi risultati in politica estera, come il rapporto con l’Italia consolidato. Nella gestione covid l’opposizione ha strumentalizzato la deroga ottenuta fino a 15 ottobre, io credo sia invece un risultato estremamente importante e non scontato. Rispetto quanto detto da Renzi: sentiamo lo slogan della ‘terra da ceci in tribunale’ e vorrei sapere in che cosa si è riscontrata questa terra da ceci. Ricordo la nomina all’unanimità dei magistrati invece, mi spiegate dov’è la terra da ceci? Credo al contrario sia stata fatta un’operazione con la nomina di Canzio che ha dato molta più serenità interna al tribunale. A Boschi vorrei fare una domanda: quando qualche tempo fa fece il suo intervento in cui disse che dopo il rigetto del sindacato di Buriani ci fu una forza politica che venne in Consiglio a festeggiare, perchè non ci ha mai detto chi era quella forza politica? Vorrei capire dove sia la terra da ceci nei progetti di legge portati in Aula, progetti tecnici di riforma dell’ordinamento giudiziario, non vedo quale sia la mano della politica sul tribunale anche in questo caso.

Pasquale Valentini, Pdcs

Ringrazio la sincerità con cui il consigliere Santi ha aperto il ragionamento dicendo con chiarezza quali erano state le ragioni che hanno portato la sua forza politica a chiedere la verifica. Il dibattito rischia di prendere la solita piega, noi e voi. Credo oggi ci sia bisogno di uomini politici che diano ragioni al paese per fare più comunità di quello che non fa, e lo dico sulla base di una esperienza che abbiamo vissuto. Ho sempre visto che si può dare di quello che succede una certa lettura ma che non comprende mai tutta la realtà.

Sicuramente abbiamo avuto dei momenti molto critici da cui dipende anche la situazione di oggi:

dal 2010-2012 il nostro paese era messo alle strette, pensate solo alla black list e allo scudo fiscale, e la parola d’ordine fuori dei confini era ‘non parlare con San Marino’, la situazione era drammatica. Cosa ha consentito in 4 anni di uscire da questa situazione? Il fatto di mostrare – cominciando dalla politica- che c’era volontà unitaria di uscire da una certa situazione che ha fatto dire che San Marino era in linea con i percorsi che vogliamo fare. Si tratta del riconoscimento internazionale della qualità della nostra amministrazione: il superamento di certi passaggi è avvenuto grazie all’amministrazione italiana che ha detto al governo italiano ‘ci possiamo fidare perché noi stiamo collaborando con l’amministrazione sammarinese in maniera adeguata’, stessa cosa detta al Fmi. C’è stato un momento in cui poi il percorso è stato tradito: alla fine del 2016 noi abbiamo dato idea che questo percorso non volevamo farlo e di lì sono venute tutte le conseguenze, come se ci fossimo rimangiati il credito che ci avevano dato. E’ inutile che ci rilanciamo le colpe, le colpe ce ne sono tante da tutte le parti, più o meno gravi. Il tema oggi deve essere cosa ci rende possibile fare i percorsi di cui il Paese ha bisogno? E non la divisione che vediamo qui proiettata sull’amministrazione e sulla popolazione, è la cosa più terribile che possiamo fare. Non buttiamo via questa occasione, avremmo un’amministrazione e un paese più debole. Il riconoscimento non può venire dall’esterno se non viene dall’interno. Bisogna che dimostriamo di aver capito cosa l’esperienza ci ha insegnato.

Fernando Bindi Rf

E’ necessario cogliere lo spirito di trasparenza e schiettezza e onestà intellettuale per spazzare via voci più o meno fondate, fatti che, se non chiariti, rischiano di inquinare ulteriormente il nostro rapporto politico all’interno e fuori di quest’Aula. Faccio riferimento con questo spirito di apertura e chiarezza a quello che il collega Luca Boschi ha dichiarato in una sessione fa, con schiettezza e coraggio nelle vicende da poco passate, rivelando una interferenza pesante da parte di un esponente del terzo potere per fare un governo, per proporre qualche nome al governo. La cosa non ha avuto una eco pari all’importanza dell’affermazione. C’è stato un silenzio ovattato e una sorta di ‘è sempre successo così’, un tentativo di rimozione. Questa affermazione si lega al fatto che in una ordinanza di rinvio a giudizio vengono maliziosamente citati tre membri di opposizione che hanno scritto lettere arcinote a tutti. Dico malizioso perché non centrano con il problema posto dall’ordinanza. Il caso vuole puoi che una testata, chiamiamola così, per alcuni giorni abbia pubblicato una serie di puntate per far vedere che Renzi, Boschi e Selva si erano rivolti al magistrato sotto giudizio per qualche cosa. Saranno tutte coincidenze, ma i colleghi hanno già chiarito che di quelle missive non solo non si devono vergognare, erano note e stranote e guarda a caso, su una di quelle, in un ricorso amministrativo, il magistrato che aveva risolto la questione era proprio uno dei due magistrati che hanno rinviato a giudizio il loro collega giudice. A questo punto noi dobbiamo renderci conto che tutti abbiamo interesse a che queste cose siano chiarite, nell’interesse di chi avrebbe agito senza titolo né autorità, nell’interesse di tutti noi e dei membri del governo i quali non credo abbiano il piacere di essere additati come quelli che hanno ricevuto una sacra unzione da parte di una autorità, una sorta di dea della giustizia. Credo sia nel vostro interesse ma anche nel nostro, come aula e assemblea. Per questo presentiamo un Odg per chiarire tutto e mettere fine a eventuali dicerie.

Il Consiglio grande e generale,

Nell’apprendere con allarmata preoccupazione le dichiarazioni di esponenti politici, mai smentite dai diretti interessati, circa il fatto che il giudice Valeria Pierfelici avrebbe determinato la formazione dell’attuale esecutivo, esprimendo addirittura preferenze fra i Consiglieri che avrebbero dovuto ricoprire la carica di Segretario di Stato;

Rilevato come il giudice abbia oggettivamente tratto un beneficio dalla mutata compagine di governo, in considerazione della promozione ricevuta, anche attraverso l’ applicazione di leggi addirittura retroattive, nonostante le censure pronunciate dal Consiglio Giudiziario Plenario e le perplessità espresse da parte degli organismi internazionali alle azioni portate avanti in favore della stessa;

Rilevato inoltre che ad oggi, alcuni giudici inquirenti di recente nomina e sostenuti fra l’altro anche dalla Dott.ssa Valeria Pierfelici, avrebbero condotto indagini a carico di esponenti politici e magistrati, su impulso della stessa Pierfelici, e apparentemente al di fuori delle garanzie di legge e per il solo motivo di aver sostenuto opinioni o aver espresso voti in consessi parlamentari;

Rilevato infine che è stato recentemente pubblicato su un sito web ritenuto vicino al giudice un provvedimento di rinvio a giudizio che al proprio interno contiene frasi che tentano evidentemente di gettare ombre sull’ operato di consiglieri di opposizione, estranei all’indagine oggetto del provvedimento, e la cui rilevanza non appare connessa con l’indagine dalla quale è scaturita la fuga di notizie; ,

Considerato L’art. 2 della Dichiarazione dei Diritti stabilisce come “la sovranità della Repubblica risiede nel popolo”; L’art. 3 della Dichiarazione dei Diritti stabilisce la separazione fra i poteri dello stato, ed in particolare fra il potere esecutivo ed il potere giudiziario; Il GRECO ha più volte ribadito nei vari rapporti rivolti alle singole nazioni come “nell’interesse del diritto ad un equo processo e delle legittime attese dell’opinione pubblica, i magistrati dovrebbero astenersi dall’esercizio dell’attività politica pubblica”; L’art. 48 della legge qualificata n. 3/2018 stabilisce che “Nell’ambito dell’attività di controllo riconosciuta al Consiglio Grande e Generale dalla Dichiarazione dei Diritti, esso può disporre inchieste su materie di pubblico interesse”;

Osservato come le affermazioni riportate da diversi Consiglieri circa la commistione fra magistratura e politica appaiono gravi e, se verificate, sono tali da gettare discredito sull’ intero Tribunale e pertanto meritano un doveroso approfondimento da parte del Consiglio Grande e Generale, finalizzato a conoscere se qualche magistrato abbia avuto un ruolo nella formazione dell’attuale compagine di governo e se continui ad ingerire nelle vicende che riguardano altri organi costituzionali; l’attività di determinati settori del Governo e del Consiglio, ha apparentemente permesso di pilotare nomine e revoche di magistrati;

Osservato inoltre che appare inquietante la stretta consecuzione temporale fra le posizioni politiche formulate dai gruppi di opposizione, e la citazione dei medesimi esponenti politici in atti giudiziari a loro estranei, ma apparentemente prodotti al solo”fine di gettare loro discredito dinanzi all’opinione pubblica;

Impegna Il Consiglio Grande e Generale ad approvare entro il 30 settembre 2021, una legge che preveda l’istituzione di una commissione consiliare d’inchiesta “su presunte responsabilità politiche o amministrative legate ad improprie commistioni tra esponenti della politica e della magistratura”.

Manuel Ciavatta, Pdcs

Volevo fare alcune osservazioni rispetto alcuni interventi che mi hanno preceduto, sottolineo come l’intervento del consigliere Valentini vada davvero nell’ottica ribadita alla Festa dell’amicizia: dobbiamo smettere di fare la guerra tra di noi e dobbiamo cercare di mettere insieme le forze per risolvere le problematiche. Penso sia qualcosa di estremamente importante. E’ vero, i problemi ci sono stati da una parte e dall’altra, ma credo non sia possibile che la colpa sia sempre solo di qualcuno e in particolare dalla Democrazia cristiana perché è stata al governo più di tutti. E’ una narrazione che non è più possibile sostenere. O dire che ha avuto bisogno di Rete per ridarsi credibilità. Credo che la credibilità l’abbia avuta grazie al suo rinnovamento interno ed è un primo fattore che ha portato alla gente apprezzamento per le competenze e per la capacità di dare risposte ai problemi del paese, secondo fattore è la difesa dei valori del suo manifesto fondativo e che ha permesso di recuperare anche chi si era allontanato dalla Democrazia cristiana. Questa è la lettura da dare. Assolutamente inopportuna al momento una Commissione d’inchiesta sul tribunale.

Paolo Rondelli, Rete

Ho apprezzato molto l’intervento della collega Farinelli sulla protezione delle fasce di popolazione deboli nella crisi in Afghanistan, ha richiamato donne e minori, ma non dimentichiamo altre fasce fragili legate all’orientamento religioso, sessuale e a pratiche culturali che interessano bambini.

Ho apprezzato molto l’intervento del collega Valentini che ha dimostrato con pacatezza come chi ha i capelli bianchi può insegnare a vivere e ragionare non per interesse personale o di una fazione, ma per il bene di un Paese, e in particolare l’avere difeso una idea di amministrazione che deve essere fortificata e messa in condizione di lavorare sempre.

Mi ha invece molto disturbato quando ho sentito che è stata letta una sentenza, e non un ordine del giorno, un documento che dimostra come ci sia da parte di qualcuno intenzione di commissariare un magistrato. Non so se quel magistrato ha fatto o meno degli atti, ma so che chi denuncia gli atti che potrebbe aver commesso per la formazione del governo è colui che nelle mani del quale il governo ha giurato e se fosse stato coerente con le informazioni che dice di avere, avrebbe impedito ad ogni costo il giuramento del governo, se fosse stato coerente con il mandato reggenziale.

Non è un odg ma una sentenza, un modo per aggirare la separazione dei poteri che deve essere sacrosanta,visto che la magistratura è una dei tre poteri. Con una commissione d’inchiesta sulla magistratura si va a ingerire e si va a negare l’indipendenza della magistratura e dei suoi strumenti di controllo su cui il Consiglio deve fare norme piuttosto.

Alberto Giordano Spagni Reffi, Rete

Chi accusa la maggioranza di ingerire sul tribunale, oggi propone un odg per fare una commissione di inchiesta sulla magistratura, mi pare paradossale.

Su verifica: si è giunti in un momento in cui il mio movimento ha ritenuto doveroso aprire una verifica per mettere dei ‘puntini sulle ì’, il mio segretario è stato molto chiaro su cosa ha significato la verifica per noi, per tenere alta l’attenzione su quello che il nostro paese non può più permettersi, ovvero l’immobilismo. Da troppo tempo siamo tutti immobili, ma la situazione economica non è più paragonabile a un ventennio fa.

Marco Gatti, Sds Finanze

Allo slogan ‘cosa sta facendo il paese?’, ha risposto bene il collega Beccari, con i numeri di bilancio e contabilità che danno il polso della situazione e una parte del merito è anche del governo che ha ha compiute scelte per anni rimandate. Non volevo intervenire, ma dopo l’intervento di Bindi un paio di consiil derazioni le voglio fare. A inizio legislatura avevamo un problema in tribunale che era sotto gli occhi di tutti, era un tribunale diviso. Governo e maggioranza hanno cercato una personalità di spessore nella figura di un dirigente al di sopra di qualsiasi parte che potesse avere quello standing per fare in modo che il tribunale tornasse ad essere indipendente da influenze politiche ed economiche. Ci sono autorità competenti per portare avanti le indagini e la politica deve fare il suo compito, l’organo esecutivo deve fare l’organo esecutivo e quello legislativo deve fare l’organo legislativo, non possiamo tornare a fare l’errore che è stato fatto nella precedente legislatura.

Luca Boschi, Libera

Sull’Odg di Rf condivido l’ultima frase, la necessità di istituire una commissione d’inchiesta.

A Rondelli: come fa a sapere che facevo il Capitano reggente quando ho ricevuto quelle informazioni? E come fa a sapere che io non mi sono mosso per verificare la veridicità di quelle informazioni? Le dichiarazioni del Consiglio scorso non sono state frutto di emotività, ma delle azioni continue della vostra maggioranza che mi hanno convinto come quel progetto si stia compiendo in pieno e ancora di più con la nomina del nuovo consiglio giudiziario.

Le preoccupazioni più grosse per i cittadini sono però che il tribunale funzioni e i grandi processi arrivino a termine con risultati. Un anno fa ci avete ridicolizzati, noi siamo invece preoccupati che il Conto Mazzini non arrivi a termine.

Sulle dichiarazioni di Sassoli: le ritengo inopportune. Sassoli ci dice che abbiamo sbagliato a scegliere Sputnik, io ritengo il governo abbia fatto bene a sceglierlo, il problema è stato fatto prima, quando il governo si è disallineato dalla linea politica italiana. Ricordate Sgarbi, il paese covid free, i locali aperti… abbiamo fatto gli spacconi e il paese è stato inserito nell’area C, si è rimediato subito allineandosi alla politica italiana, ma malgrado il protocollo per avere le dosi di vaccini Ema, l’Italia non ce li ha forniti, e si è scelto di mettere in sicurezza i nostri cittadini.

Sull’indebitamento pubblico: Libera non ha mai criticato il piazzamento dei titoli di Stato, ma abbiamo sempre detto che ogni singolo centesimo doveva essere rendicontato- e non è stato fatto- che non doveva andare in spesa corrente- e non è stato fatto- e che doveva partire subito la stagione riforme. Le parole del Segretario Gatti della scorsa settimana ci fanno capire che la stagione delle riforme non partirà. Nostra paura è che si prosegua con la politica della polvere sotto il tappeto e che l’idea non sia di rifinanziare debito ma di rifare debito ancora una volta non sostenibile.

Denise Bronzetti, Npr

Bene ha fatto Rete a chiedere la verifica di maggioranza per dare una maggiore spinta alla sua azione. Interessa a noi superare le divergenze e procedere spediti sulle riforme su cui si stanno mettendo i tasselli per poi proseguire e auspicabilmente non solo arrivare a fine legislatura. Mi stupisco che dell’esito della verifica di maggioranza si preoccupino più i consiglieri di maggioranza che quelli di opposizione che solitamente avrebbero dovuto scatenare l’inferno. No, invece si presenta un Odg sulla giustizia e capisco il collega Boschi che cerca di rispondere alle provocazione che gli provengono dalla maggioranza, ma stupisce la tempistica della sua dichiarazione qui in Aula. E oggi si propone così una nuova commissione di inchiesta, ai posteri l’ardua sentenza.

Gino Giovagnoli, Pdcs

Dò lettura a un Ogd già sottoscritto da tutte le forze politiche per istituire la Giornata nazionale del volo.

Il Consiglio grande e generale (…)

istituisce la Giornata Nazionale del Volo, come occasione di forte richiamo per sostenere la cultura del volo, indica il 19 aprile di ogni anno quale data della Giornata nazionale del volo, (…) impegna il Congresso di Stato e, in particolare, la Segreteria di Stato per le Finanze e i Trasporti, la Segreteria di Stato per il Territorio e l’Ambiente e la Segreteria di Stato per il Turismo, alla realizzazione di iniziative di carattere istituzionale e culturale in occasione di detta giornata;

invita altresì l’AeroClub e le associazioni di settore a collaborare fattivamente alle iniziative pubbliche e ad implementarne di proprie, per crearne momenti e percorsi specifici di approfondimento della cultura del volo;

impegna il congresso alla realizzazione di iniziative a carattere istituzionale e culturale e invita l’aeroclub a collaborare fattivamente a iniziative pubbliche e a crearne di proprie sulla cultura del volo.

Gian Matteo Zeppa, Rete

Da inizio pandemia, posso assicurare che priorità di governo e maggioranza è sempre stata la salvaguardia della salute, tenuto conto che tutto quello che è capitato- vaccini, lockdown – è stato fatto sempre a supporto della salute pubblica. Nonostante tutto, San Marino, insieme è riuscita a fare una campagna vaccinale salvaguardando la salute pubblica. La verifica di governo non dovrebbe avere un’accezione negativa, è normale ci siano visioni non univoche, bisogna tenere in mente lo stato dell’arte, ognuno risponderà a se stesso e ai propri elettori. Negli interventi odierni emerge invece che qualcuno pensa che la maggioranza sia formata solo da Rete e Pdcs.

Il governo dei 44 si è ritrovato per discutere delle riforme che riguardano la cittadinanza e le ricadute su di essa. Legittimo fare una verifica di governo.

Sul tema giustizia: non entro nel merito, ho una mia idea, credo qualcuno abbia giocato sulla giustizia nella scorsa legislatura. Credo qualcuno non sia riuscito ad elaborare il lutto della politica fallimentare compiuta nella precedente legislatura. Insinuare il dubbio che qualcosa stia succedendo e stia per scoppiare ritengo sia il grido di allarme di chi sente mancarsi l’ossigeno e il terreno sotto i piedi. La verifica di governo è un atto dovuto e voluto, non speculazione e volontà di sostituire chissàchi. E’ impossibile trovare accordo in 44, bisogna sapere mediare e mettersi in discussione.

Marica Montemaggi, Libera

Era palese per la maggioranza la necessità di fare la conta dei numeri, si era prevista una escalation, forse qualcuno aveva alzato troppo la testa. Quando si inizia a perdere consiglieri, e si va sotto in delle votazioni, forse lì si è accesa una lampadina, così come il ritiro da parte di un Segretario di Stato delle varianti portate in Consiglio con l’imbarazzo di tutta l’Aula. Era il caso di darsi una contata.

Ora attenderemo l’entità della scossa, per ora sulla giustizia – unico faro che vi mette d’accordo- avete portato dei progetti di legge. Poi quella che è l’attualità, sui green pass, abbiamo l’ennesima deroga avuta il giorno prima, va tutto bene…non dobbiamo che aspettare la parola del Segretario il giorno prima della scadenza, in qualche modo la si aggiusterà.

Fa invece piacere vedere l’Aula unita sulla solidarietà per l’Afghanistan e l’impegno di San Marino per creare corridoi umanitari e tutelare donne.

Grazia Zafferani, Gruppo Misto

Doveroso anche da parte mia tranquillizzare la cittadinanza in questa fase di verifica di governo, il Paese ha bisogno di certezze e di sapere che chi ci governa sappia ciò che fa. Ben venga quindi la verifica di governo per accertare la sussistenza delle motivazioni che hanno determinato l’alleanza per governare il Paese. L’emergenza sanitaria ha tenuto occupato esecutivo e maggioranza per trovare soluzioni immediate e tutti possiamo dire che, soprattutto nella prima fase, San Marino ha reagito in modo esemplare grazie ad un’organizzazione totale che ha impegnato la maggioranza, l’esecutivo, con la collaborazione dell’opposizione e di tutto il paese. Ma è anche vero che tutte le risorse economiche servite a contrastare l’emergenza hanno acuito le criticità esistenti prima. Quindi in assoluta assunzione di reponsabilità dobbiamo ricostruire gli indirizzi politici, la maggioranza deve far partire le riforme, per fare questo bisogna ripartire in piena e totale fiducia, da creare anche nel Paese.

Giuseppe Maria Morganti, Libera

Oggi abbiamo capito dagli interventi di maggioranza che si voleva fare un richiamo attraverso la verifica, un richiamo molto forte sul tema delle riforme, si è scoperto finalmente l’arcano. Ma se da un lato c’è la posizione della Dc che ha cercato di giustificare la sua posizione dicendo di non preoccuparsi, che le riforme arriveranno, parlando di nuove entrate in bilancio e fiducia..contemporaneamente si è capito bene chi vuole spingere l’acceleratore e chi vuole tirare il freno a mano.

Ricorderei che chi ha freno a mano ha il potere in questo frangente di gestire circa 500 milioni di euro che il nostro Stato ha ricavato dal prestito internazionale e di cui si sa un po’ poco. Non c’è una direttrice chiara sul loro utilizzo, in parte a Cassa di Risparmio, in parte a Bcsm, in parte per sostenere il deficit della spesa corrente. Questi sono gli obiettivi per un prestito consistente: allora le preoccupazioni salgono all’ennesima potenza.

Bene sono aumentate le entrate, ma il deficit strutturale non scenderà sotto i 50-60 milioni di euro, la situazione di crisi del paese è ancora molto grave e su questa le risposte ancora mancano. Il deficit non dipende tanto dall’organizzazione di spesa ed entrate, quanto dal fatto che si è dovuto finanziare il sistema finanziario e bancario. La normativa sugli Npl è una riforma strutturale che può portare sicuramente benefici al sistema bancario, ma non dimentichiamo che lo Stato mette a rischio propri patrimoni anche in questa operazione perché mette garanzie.

Le risposte alla verifica di maggioranza arriveranno in autunno questo è quanto tutto il Paese si attende. Abbiamo ancora qualche mese di fronte: se le risposte saranno arrivate allora tanto di cappello, oppure si dovranno trarre le dovute conclusioni.

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