Il discorso d’ingresso dei Capitani Reggenti

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La Reggenza accoglie con sentimenti di alto onore e deferenza il messaggio augurale con il quale Sua Eccellenza Paul Emil Tcherrig, Nunzio Apostolico e Decano del Corpo Diplomatico e Consolare accreditato presso la Repubblica apre, come di consueto, la Cerimonia di Investitura dei nuovi Capitani Reggenti.

Un messaggio di cui la Reggenza farà tesoro nel corso del semestre per gli alti valori, i propositi e i moniti profusi, che richiamano al pieno rispetto dei doveri istituzionali e alla necessità che il bene dei cittadini sia posto sempre al centro dell’azione pubblica.

Siamo profondamente grati e riconoscenti per le attestazioni di stima e di amicizia  che Ella, Gentile Eccellenza, ha riservato nel confronti della Repubblica e delle sue più alte Istituzioni; dalle espressioni del portavoce della più ampia comunità internazionale, attingiamo ulteriore fiducia e slancio propositivo per una piena assunzione di responsabilità in difesa dell’interesse collettivo.

Ci affacciamo alla solenne Cerimonia accogliendo altresì con vivo compiacimento e profonda stima, i Rappresentanti diplomatici e consolari di Stati e Istituzioni multilaterali, con i quali vige una sempre più attiva collaborazione e la condivisione delle sfide globali, i cui effetti ricadono, più o meno pesantemente, sulle nostre Istituzioni e sui nostri Popoli.

A ognuno di Voi desideriamo esprimere sentimenti di gratitudine e di amicizia solidale, anche per le più recenti attestazioni di generosa disponibilità offerta nella lotta comune alla pandemia, che ha richiesto e che continua a richiedere una mobilitazione corale per tutelare, insieme, i nostri cittadini e per accelerare il passo verso il superamento dell’emergenza.

Nessun Paese può definirsi immune dal contagio, non soltanto per la gravosa incidenza sanitaria che non ha risparmiato nessuno, ma anche per le inevitabili ripercussioni che hanno aggredito l’economia e la tenuta dei sistemi di welfare.

Crediamo convintamente nella rete proficua delle relazioni internazionali, per la potenzialità espressa di non lasciare indietro nessuno nell’accesso e nella fruizione delle misure globalmente adottate per gestire questa “nuova era di cambiamento e di prospettive”.

Accogliamo con analoghi sentimenti di stima e gratitudine un Ospite illustre, cui la Repubblica di San Marino conferisce rispetto e deferenza assoluti, per l’alto adempimento che è chiamato a ricoprire di Oratore Ufficiale della Cerimonia di Insediamento, porgendo il più vivo benvenuto a Sua Eccellenza Alojz Kovsca, Presidente del Consiglio di Stato della Repubblica di Slovenia.

Da ieri sul Titano per conoscere da vicino l’antica Repubblica e le sue Istituzioni, Sua Eccellenza Kovsca rappresenta un Paese amico, vicino e solidale a livello bilaterale e multilaterale; ancor più oggi, nell’esercizio della Presidenza del Consiglio dell’Unione europea, la Slovenia sta confermando l’effettiva propensione verso la costruzione di un’Europa resiliente e strategicamente autonoma; un’Europa in cui trovano tutela i nostri valori e le nostre identità ed in cui le culture nazionali non sono da impedimento ad una cultura europea, bensì ne costituiscono il fondamento.

Per questo e per la difesa, convinta e costante, dello stato di diritto, di criteri uguali per tutti e di un’Unione basata sul rispetto della dignità umana, Le siamo profondamente riconoscenti, Signor Presidente, così come per il sostegno ottenuto da parte delle Istituzioni slovene e Suo personale, nella condivisione del negoziato che ci vede impegnati, per la definizione di un Accordo di associazione che promuova e salvaguardi le nostre peculiarità e il nostro attuale percorso.

Allo stesso modo rinnoviamo il nostro cordiale benvenuto all’Ambasciatore della Repubblica Italiana, Sergio Mercuri, cui ci uniscono vincoli profondi di amicizia e collaborazione, Istituzionale e personale, corroborati dalla percezione realistica dello sviluppo armonico e fraterno delle nostre Istituzioni e dei nostri Popoli.

La Sua missione diplomatica, Signor Ambasciatore, ha preso avvio in coincidenza con l’emergenza da Coronavirus che ha richiesto, inevitabilmente, una più stretta e costante collaborazione tra i nostri Governi e le nostre Istituzioni; Italia e San Marino sono stati chiamati ad impegni comuni e reciproci, per sostenere le fasi emergenziali della pandemia ed ora i nostri due Stati sono chiamati a pianificare ed affrontare la gestione degli effetti attuali e futuri.

L’attività diplomatica è stata un punto fermo nel rapporto politico- istituzionale e non ha lesinato sforzi nella capacità di veicolare tempestivamente le necessità cogenti di cittadini e famiglie gravemente provati dalla malattia, dal profondo disagio e dalla inevitabile contrazione economica.

Le siamo sinceramente grati per il Suo personale apporto, così come siamo grati alle Sue Istituzioni, con le quali abbiamo un confronto diretto e un’interlocuzione attenta, particolarmente in questa fase, in cui stiamo lavorando soprattutto per assicurare ai nostri cittadini in possesso di valide certificazioni vaccinali, l’esercizio dei diritti e le garanzie di accesso e di movimento nei nostri rispettivi territori.

Gentile Ambasciatore, confidiamo con fiducia  e con forte interesse nazionale nell’atteggiamento proattivo e solidale dell’amica Nazione Italiana, nello spirito che ha caratterizzato la visita “storica” avvenuta nello scorso mese di maggio a Roma, coronata dall’incontro bilaterale tra i nostri Capi di Stato e ricca di colloqui e confronti bilaterali tra diversi responsabili dell’Esecutivo; una visita caratterizzata da firme di importanti intese bilaterali e che ha rilanciato sensibilmente la collaborazione a tutti i livelli.

In questa direzione, si inscrive anche l’intesa bilaterale in materia radiotelevisiva, firmata solo qualche giorno fa a Roma tra i nostri Responsabili della politica estera.

In questo spirito, la Reggenza vuole infondere nuova fiducia nei suoi cittadini, per la assodata convinzione che la Repubblica, anche in questa particolare contingenza, abbia saputo mettere in campo le migliori strategie di intervento e di messa in sicurezza della sua comunità, attraverso la difesa prioritaria e scrupolosa della salute, la tempestiva e capillare immunizzazione e l’ottima tenuta dei suoi presidi.

Da questa inattesa e improvvisa lezione di vita, ognuno di noi dovrà uscire più forte, offrendo il proprio contributo, di idee e di impegno concreto, per l’effettivo rilancio di un Paese, il nostro bellissimo Paese, che mai come ora esprime tutto il potenziale di cui dispone e che il periodo del lockdown ha reso ancor più attrattivo e singolare.

Vogliamo essere al fianco dei nostri cittadini, sostenendo convintamente lo sviluppo e la valorizzazione quei comparti che ci hanno resi unici e competitivi negli scorsi decenni, a partire dal turismo alle politiche commerciali, dall’ imprenditoria ai prodotti e manufatti del territorio.

In questa direzione, condivideremo politiche incentivanti e sostegni pubblici ai lavoratori, ai giovani e alle famiglie che vorranno esplorare e cimentarsi in nuove opportunità di investimento; allo stesso tempo, presteremo massima attenzione e non lesineremo sforzi verso tutti coloro che hanno subito limitazioni della propria capacità lavorativa, sopportando sacrifici gravosi e pesanti ristrettezze in capo alle proprie famiglie.

E’ proprio sulla famiglia che dobbiamo investire con lungimiranza, continuando a mantenere alte le aspettative verso questa istituzione, così saldamente radicata nella nostra comunità, solidamente concepita e rinnovata nel suo assetto socio-culturale e dell’intera società.

Oggi le riflessioni sulla famiglia coinvolgono pesantemente il problema del calo demografico e inducono a promuovere e incentivare la natalità, così come a tutelare abbondantemente le madri e i padri nell’esercizio della genitorialità e negli adempimenti e servizi collaterali, nonché a proteggere le ragazze madri nel percorso educativo, di crescita e formazione dei figli, affinché possano essere garantite loro le migliori condizioni di assistenza, di vicinanza e di non abbandono.

I nostri figli sono la nostra risorsa e la nostra luce; le Istituzioni sono chiamate ad assecondare il loro desiderio di formazione e affermazione, a promuovere luoghi di ascolto e a beneficiare dei tanti talenti, di cui la nostra comunità dispone.

A tal riguardo siamo a rimarcare il ruolo dirimente e insostituibile della Scuola, che educa, forma, include e accompagna la crescita delle giovani generazioni. E’ pleonastico asserire che la scuola ripresa in presenza – così come ci auguriamo possa proseguire – possa recuperare quella parentesi di esercizio a distanza, che ha certamente garantito la continuità didattica ma generato inevitabili difficoltà, per l’intrinseco valore e l’identità che la stessa assume quale luogo di formazione, di esperienza relazionale, di socialità, di rispetto; un luogo in grado di creare cittadinanza attiva.

Altrettanto convinto è il nostro dovere – e della politica particolarmente- di persuadere e formare i giovani verso una corretta coscienza dello Stato, per sviluppare quel senso di appartenenza e di responsabilità verso il proprio Paese, che è il motore per un effettivo cambiamento culturale, che rimetta i giovani al centro della vita lavorativa e politica e, dunque, al centro dell’intera società. Solo così potremo ridare fiducia e speranza a un’intera generazione di giovani, che il più recente passato ha contribuito a disilludere e a privare della naturale propensione ottimistica verso il futuro.

Ai giovani dobbiamo consegnare le chiavi per una svolta necessaria, affinché le ragioni della ricerca, della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica, particolarmente care all’emisfero giovanile, possano coniugarsi con la necessità di politiche di ammodernamento dello Stato e di mobilitazione responsabile verso le sfide globali.

L’impegno della Repubblica sui rischi planetari più imponenti, sarebbe realisticamente vano, se fosse isolato, e se non fosse sostenuto da un sistema di concertazione multilaterale, che attribuisse pari dignità e valore alle posizioni dei singoli Stati, finalizzate al raggiungimento di comuni obiettivi.

Questo il senso della azione convinta che il nostro Paese svolge a livello internazionale, levando la propria voce e combattendo i profondi divari che ancora lacerano il pianeta.

Assistiamo con profonda preoccupazione all’allarme determinato dai cambiamenti climatici, consapevoli che sia imperativa e indifferibile la ricerca di una visione comune sul clima e sulle conseguenze di dimensione catastrofica, determinate da politiche non sufficientemente incisive da parte della comunità internazionale.

In vista della Conferenza internazionale COP 26 che si terrà a Glasgow il prossimo mese di novembre, San Marino ribadisce in maniera forte e chiara la posizione assunta nel contesto internazionale, di pieno sostegno alle strategie più efficaci per frenare il drammatico collasso ambientale, che sta concretamente minacciando la nostra vita e quella dei nostri figli.

Allo stesso tempo, la Repubblica ha a cuore e intende proteggere e salvaguardare concretamente il proprio assetto ambientale e il proprio territorio, sostenendo la necessità di una transizione ecologica all’insegna della green economy e di  politiche di sostenibilità integrata; la transizione ecologica dovrà pertanto essere al centro del dibattito politico, innescando un processo di cambiamento, un rilancio dell’economia e dei settori produttivi all’interno  di una strategia delineata e ben definita, che metta al centro, sempre e comunque, la tutela e il rispetto dell’ambiente.

E’ altresì imminente l’apertura, a Dubai, di EXPO 2020, cui la Repubblica partecipa con il proprio Padiglione, sulla scia delle precedenti edizioni dell’Esposizione Universale.

San Marino si mobiliterà per la condivisione delle sfide, in questo evento di portata globale senza precedenti; e lo farà portando a Dubai storia e arte, così come un’offerta in crescita sotto il profilo turistico e dell’intero sistema Paese.

Siamo orgogliosi del percorso virtuoso compiuto dal nostro Paese e che coglie l’opportunità di questo maestoso scenario internazionale per confrontarsi, dialogare e affermarsi con autorevolezza e determinazione, confidando su risorse pienamente in grado di attrarre e promuovere a distanza una realtà esclusiva; ad EXPO –siamo certi- verranno colte dal grande pubblico le amenità del nostro territorio, la storicità delle nostre mura e la nostra innata capacità di accoglienza  e di serena convivenza, in un costante connubio tra passato e presente, tra tradizione, innovazione e modernità.

All’indomani di questo periodo dominato prevalentemente da politiche di breve respiro e di forte impatto sociale, siamo ora pronti ad offrire una nuova bella pagina di impegno concreto, operoso e duraturo nei confronti dei nostri cittadini; le forze politiche, tutte insieme, di maggioranza e di opposizione, siano oggi più che mai ispirate al superamento delle perduranti criticità esistenti, non si lascino coinvolgere dalle diatribe strumentali alimentate da logiche di mera opportunità, ma possano adoperarsi, con spirito di sacrificio e abnegazione, alla ristrutturazione del Paese e al rilancio economico, sociale e occupazionale della  nostra collettività.

Accompagneremo con convinzione e risolutezza il processo ineludibile delle riforme calendarizzate e in atto nel prossimo semestre; un processo che va costruito in un rapporto tra Governo, forze di maggioranza e di opposizione e parti sociali, improntato alla massima chiarezza dei ruoli e alla volontà di condividere insieme il sistema delle regole e un’adeguata riorganizzazione del sistema economico e sociale.

Solo attraverso tale esercizio di alta responsabilità politica, potremo assicurare al Paese una crescita sostenibile e garantire stabilità finanziaria, progressivo allineamento ai parametri internazionali e futuro certo al nostro Stato.

E in questo percorso – che la Reggenza sovraintenderà nell’alto ruolo di garante dell’ordinamento democratico e costituzionale – richiamiamo la necessità che prevalgano sempre le ragioni del dialogo franco, aperto e leale, per il successo della nostra azione politica e per il bene della nostra democrazia.

Oggi sentiamo particolarmente forte il dovere, soprattutto morale, nei confronti dei nostri cittadini, di assicurare loro il ripristino di condizioni di benessere, affinché tutti possano tornare, nel più breve tempo possibile, al pieno riconoscimento dei loro diritti e alla normalità delle loro occupazioni.

Ai nostri Cittadini, che sono la vera risorsa del nostro Paese, va riconosciuta l’assoluta priorità dell’agenda politica e l’obiettivo cui tendere nelle misure da adottarsi per la costruzione di una comunità positiva; risulta pertanto imperativo offrire soluzioni che possano ristabilire quella serenità necessaria all’ effettivo recupero delle relazioni tra cittadini, attori politici e vita istituzionale.

Ed è proprio attraverso l’assunzione solenne del più alto incarico istituzionale che intendiamo garantirvi, carissime concittadine e carissimi concittadini, che faremo di tutto per essere all’altezza del ruolo che ci accingiamo a ricoprire al Vostro esclusivo servizio.

 

 

 

 

 

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