Approvata all’unanimità la mozione conclusiva del 14° Congresso FUPI-CSdL

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Riceviamo e pubblichiamo da CSdL:

Nel pomeriggio di oggi, al termine dei lavori del 14° Congresso della FUPI-CSdL, l’assemblea congressuale ha approvato all’unanimità la risoluzione conclusiva. Un documento in cui, tra le altre cose, è stato ribadito il secco no – già espresso con un odg del Congresso dei Pensionati CSdL – al tentativo di compiere un ulteriore prelievo dal Fondo Pensioni a sostegno del bilancio pubblico, annunciato la scorsa settimana dal Segretario Finanze.

Si riporta di seguito la risoluzione conclusiva.

Risoluzione Conclusiva 

Il 14° Congresso FUPI esprime un sentito ringraziamento per la fattiva e costruttiva partecipazione dei Delegati, i quali hanno apportato contributi e proposte per lo sviluppo di un’azione sindacale di Federazione sempre più puntuale e incisiva, improntata alla tutela dei lavoratori del Settore Pubblico e alla fornitura di migliori servizi alla popolazione del nostro Stato.

Il Congresso condivide e approva:

– Le linee programmatiche individuate nel Documento di Base del 20° Congresso della CSdL;

– La relazione del Segretario di Federazione uscente;

– L’intervento di saluto del Segretario Generale Giuliano Tamagnini;

– Le conclusioni del Segretario Confederale Enzo Merlini.

Il Congresso rivolge un sentito ringraziamento a tutti i lavoratori del Settore Pubblico, delle Aziende Autonome e a tutto il personale dipendente dell’ISS per avere affrontato la difficile fase della pandemia con abnegazione, disponibilità e senso del dovere. Con senso di vicinanza e cordoglio si stringe attorno alle famiglie che, purtroppo, nonostante l’impegno profuso dai sanitari, hanno visto i loro cari colpiti dalla pandemia.

Esprime fortissima preoccupazione per il debito che lo Stato ha contratto per risanare prevalentemente i dissesti del sistema bancario ed esprime forte rammarico per la mancanza di chiarezza sull’impiego delle risorse ricevute stipulando prestiti ingenti che graveranno fortemente sul Paese e sulle future generazioni.

Auspica un’azione giudiziaria che, su tutti i livelli, faccia luce sulle inequivocabili responsabilità e riesca a recuperare le somme sottratte illegalmente dal sistema Sammarinese. Allo stesso modo chiede che sia fatta luce sui grandi debitori verso lo Stato e che la gestione degli NPL residui sia attenta e prudente.

Auspica l’avvio di un vero confronto sul tema delle riforme, non più rinviabili, quali quella fiscale e pensionistica. La riforma fiscale deve eliminare le distorsioni della Legge del 2013 che ha colpito, purtroppo, prevalentemente i redditi da lavoro dipendente e da pensione. Relativamente alla riforma pensionistica auspica che si concretizzi la solidarietà fra generazioni, la sostenibilità economica e la salvaguardia dei fondi accantonati quale risorsa per il futuro pensionamento delle giovani generazioni.

Afferma pertanto che il contributo dello Stato non può assolutamente diminuire, ma eventualmente aumentare, e che non debbano essere fatti prelievi unilaterali dai Fondi pensionistici.

Ritiene che la riforma delle imposte indirette per aiutare gli interscambi fra gli Stati, non debba portare ad aumenti incontrollati dei prezzi dei beni a carico dei consumatori e delle famiglie.

La riforma della normativa che riguarda il mondo del lavoro deve essere concertata con le OOSS con le dovute tempistiche e non calata dall’alto senza concedere neppure i tempi necessari per un costruttivo confronto.

Il Congresso ritiene necessario che per la piena applicazione delle riforme, quali strumenti di equità e redistribuzione delle risorse, gli uffici preposti ai controlli debbano essere provvisti di una adeguata dotazione tecnica e infrastrutturale, e di personale formato in numero sufficiente per adempiere agli obblighi demandati dalle leggi.

Il Congresso ribadisce che va avviato al più presto il confronto per il rinnovo del contratto di lavoro della PA, in quanto la contrattazione collettiva del settore Pubblico Allargato è misura indispensabile per tutelare e mantenere il potere d’acquisto dei salari e per riaffermare un rapporto democratico e paritario fra le parti, anche al fine di trovare una soluzione ai tanti contratti atipici e tutelare le fasce più deboli presenti in tutto il Settore Pubblico Allargato. Nei contratti va prevista a tutti i livelli la formazione continua, necessaria per accompagnare nelle innovazioni i lavoratori per tutta la carriera lavorativa. Questo percorso va portato avanti possibilmente come Sindacato Unitario, in quanto agire come CSU aumenta il valore e l’efficacia della contrattazione.

Ritiene necessario risolvere in tempi celeri la piaga del precariato ancora presente in tanti servizi essenziali del Settore Pubblico Allargato come la Scuola e le Aziende Autonome, auspicando che finalmente l’accesso al rapporto di lavoro con la Pubblica Amministrazione avvenga solo attraverso regolari procedure concorsuali, rivedendo anche le norme in vigore per renderli più semplici, trasparenti e meno discrezionali.

Relativamente all’ambito dell’educazione ed istruzione dei nostri giovani, si ritiene opportuno che per l’Università, asset strategico importantissimo per lo sviluppo, la connessione dei territori e l’internazionalizzazione del nostro Paese, sia avviato uno studio di fattibilità per riportare tutte le sedi universitarie nel centro Storico. Con riferimento a vari Decreti che hanno penalizzato la Scuola e i professionisti che vi lavorano, il Congresso considera indispensabile rivedere le misure prese in passato, e ritiene altresì che gli investimenti vadano indirizzati verso l’aggiornamento strutturale, edilizio e tecnologico. Si devono valorizzare maggiormente le professionalità già presenti, aggiornando i modelli organizzativi e i percorsi formativi per migliorare un settore già oggi eccellente.

Il Congresso prende atto della situazione di grave difficoltà del nostro sistema sanitario, ed impegna la Federazione e la Confederazione: ad attivare tutte le misure necessarie utili per superare le criticità organizzative del Sistema Sanitario e Socio-Sanitario, ivi compresa l’applicazione dei disposti del  Decreto 107/2021; ad avviare un confronto con la Direzione e con la Segreteria competente per migliorare le condizioni di lavoro del personale; ad attuare il nuovo Atto Organizzativo dell’ISS e la conseguente definizione del Fabbisogno del Personale, al fine di far ritornare i servizi ad una operatività che dia risposte concrete e veloci ai bisogni di salute e assistenza della Cittadinanza.

Rileva come la piena autonomia della PA rispetto al potere politico sia ancora un percorso lungo e lontano dall’essere realizzato. Il Fabbisogno del Personale da poco ridefinito non soddisfa appieno e mostra una carenza nelle figure professionali adibite ai controlli a tutti i livelli (regolarità del lavoro, fisco, sicurezza), e più in generale mostra una riduzione lineare senza valutazioni oggettive. È necessario fare una attenta valutazione anche sugli effetti negativi prodotti dalla Legge sulla Dirigenza, in quanto il rapporto contrattuale sbilanciato e precario ne mina l’autonomia, l’autorevolezza e mette a rischio il mantenimento di figure altamente professionalizzate indispensabili per una buona amministrazione degli Uffici e Servizi pubblici.

Si auspica anche l’adozione di una nuova legge organica che raccolga in un unico testo legislativo tutta la normativa sul Pubblico Impiego, per evitare interpretazioni arbitrarie di norme ora stratificate e contrastanti. Si ribadisce che i settori essenziali dello Stato che si occupano di sanità, istruzione, energia, trasporti, devono rimanere a gestione Pubblica.

L’AASS deve essere messa nelle condizioni di operare al meglio, gli utili devono rimanere in Azienda e destinati agli investimenti necessari al proprio funzionamento. Le somme prelevate negli anni dallo Stato vanno restituite all’AASS e si deve porre fine alle continue e striscianti esternalizzazioni che non forniscono alla popolazione servizi migliori e neppure a minori costi.

Si respinge la trasformazione dell’Ente Poste in SPA, una trasformazione non condivisa, che presenta difficoltà anche dal punto di vista dei diritti e delle norme che vengono applicate ai lavoratori mettendoli in grande difficoltà. Si chiede pertanto al Governo di portare in seconda lettura la Legge di iniziativa Popolare per far tornare le Poste all’Interno della PA. Allo stesso modo il Congresso esprime preoccupazione rispetto al trasferimento dell’Ufficio Filatelico e Numismatico in Poste SPA, che ritiene sia solo una manovra economica per risanare il bilancio di quest’ultima e non un provvedimento a favore dell’economia dello Stato.

Il Congresso ribadisce e conferma la storica posizione della CSdL a favore di una piena adesione alla Unione Europea, a favore delle iniziative tese a far evolvere i diritti civili, e relativamente all’autodeterminazione e alla tutela delle donne, auspica la ratifica della Convenzione Europea contro ogni forma di violenza di genere e sui luoghi di lavoro.

Condanna i gravi fatti di violenza di connotazione fascista e squadrista perpetrati alla sede della CGIL a Roma il 6 ottobre scorso, e ringrazia a nome di tutti la delegazione della CSdL presente a Roma il 13 ottobre alla grande manifestazione a sostegno dei valori di libertà che sono la base della democrazia.

Invita la Confederazione a considerare le osservazioni presentate dal Direttivo uscente nell’affrontare l’organizzazione della struttura Confederale nel prossimo mandato Congressuale.

L’Assemblea Congressuale, infine, auspica che le linee politiche della Federazione Pubblico Impiego trovino la massima condivisione e collaborazione all’interno della CSdL. Auspica il consolidamento dell’azione unitaria attraverso la CSU per realizzare una ulteriore e duratura unità di intenti.