La Cerna dei Lunghi Archi – di Paolo Bandini Callegari

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LA CERNA dei LUNGHI ARCHI: AL PRIMO INCONTRO AMMALIA AL SECONDO STREGA… ma non è la pubblicità del più che noto liquore , bensì LUI….il signore del medio evo…l’archetipo delle prime caccie dell’uomo È Sua Maestà L’Arco….

“Si è stato amore a prima vista” mi confessa Luciano Zanotti Presidente della Federazione Sammarinese Tiro con L’Arco. “era il lontano 1995 quando ci siamo incontrati per la prima volta “ me lo dice quasi parlasse di una fascinosa donna e non di un pezzo di legno curvo che permette di scagliare un bastoncino con le piume colorate in coda, perché in fin dei conti di questo si tratta “ così penso tra me e me nella mia più totale ignoranza “ . Sono un giornalista che di solito scrive di cose serie come la geopolitica, mi occupo delle guerre nel mondo e dei problemi politici che le generano, e guarda un po’ mi han dato da fare questo articolo su questi fantomatici LUNGHI ARCHI di San Marino, quindi son qui a sudare sotto il sole di fine luglio per capirci qualcosa in più e scrivere due righe con un qualche senso che al momento proprio non trovo . Potrei cominciare con le solite curiosità quando nasce l’arco….bhè dai tutti lo sanno…gli indiani pellerossa, Toro Seduto e Bufalo Bill ecc ecc… apro la Treccani giusto per sicurezza e accidenti :… “Le prime tracce rudimentali di frecce con l’arco risalgono all’anno 20’000 A.C., nei disegni rinvenuti nella grotta di Valltorta in Spagna, ma è nel 16’000 A.C. che viene effettivamente concepito il corpo dell’arco così come lo conosciamo, mentre è nell’8000 A.C. che viene costruito il primo arco in legno di olmo. Invece gli archi integri più antichi finora ritrovati risalgono al 6000 a.C. circa. Conservatisi nei terreni acquitrinosi di certe regioni della Scandinavia, sono costituiti da un singolo pezzo di legno, di solito olmo o tasso”….Rimango talmente sbalordito che prendo il coraggio a due mani ,e sfidando il caldo assurdo di oggi vado a trovare i Lunghi Archi , proprio al loro accampamento, che in questi giorni di feste medioevali a trovato spazio davanti alla Pieve. Gli arceri tutti rigorosamente in costumi dell’epoca mi accolgono con quella ruvida gentilezza tutta Sammarinese che ben conosco, ora sono tutti affaccendati a spiegare cosa sia la loro associazione, e quali siano le caratteristiche dei vari archi coi quali si cimentano in gare internazionali e non. Due di loro invitano i visitatori a tirare un paio di frecce per prova, io con la mia solita timidezza ben celata dietro uno sguardo apparentemente disinteressato resto in disparte e ascolto i consigli che un istruttore da ai neofiti. All’improvviso una voce alle mie spalle mi chiede se voglio anche io provare qualche tiro, “vorrei certo, ma…non voglio… “ e così mi ritrovo con un arco in mano e una freccia tra l’indice e l’anulare che proprio non vuol star ferma ,e che finirà per perdersi dietro il tabellone esattamente dove non avrei mai voluto si piantasse ….. sarà per la prossima !! Questo contatto peró mi ha risvegliato alcune memorie ormai sopite di filosofia zen …. “ La freccia va esattamente dove deve, lo sguardo la sta già guidando, vedila a segno e non potrà far altro che andarci”… penso a questo COAN guardando due bambini, il più grande di circa 12 anni tira a segno con misurata attenzione, mentre il suo fratellino,forse sette anni ,prende l’arco e scocca la freccia senza mirare senza cercare come il fratello il giusto equilibrio è tutto istinto e velocità “ ma l’incredibile è che va ugualmente a segno “ …e la voce ripete nelle mie orecchie … la freccia va dove lo sguardo la porta…

Parlo coi due piccoli arceri, è così che Christian e Alex mi spiegano che son figli d’arte, anche mamma e papà scoccano dardi e hanno insegnato a Christian a tirar con l’arco da 20 libre mentre Alex il più piccolo ,più refrattario agli insegnamenti tira “ di pancia “ potrei dire, è un istintivo puro che conferma, a mio avviso la teoria zen. Poco a poco a forza di sudare, chiedere e guardare entro in questo strano mondo fatto di gente dallo sguardo fiero, proprio come doveva esser quello della Cerna dei Lunghi Archi , le milizie volontarie che al suono delle campane erano pronte a lasciare i campi per correre a difendere la loro isola di montagna cinta dalle mura merlate e dalle torri, proprio quella che diventerà più tardi la Serenissima Repubblica di San Marino la più antica Repubblica del Mondo, la quale lungimirante costituzione le valse il titolo di Serenissima ben prima che lo fosse Venezia. Da qui non partí Marco Polo perché di sbocchi al mare no ne vollero neppure se offerto da Napoleone Buonaparte, ma di frecce ne furono scoccate tante per difendere una libertà che dura tutt’ora dopo 1700 anni…. Che il Santo protegga sempre questo inestimabile tesoro, e che la nostra gente sappia sempre difendere ciò che i padri ci hanno a caro prezzo donato è difeso con l’arco e con la spada !! Un grazie di cuore a Mauro, Luciano, Federica, Vitaliano, Carlo , Alex e Christian insomma a tutti tutti voi che mi avete fatto scoprire questo incredibile mondo

di Paolo Bandini Callegari