Rete a Libera: non valore aggiunto candidare ex Segretari di Stato provenienti dal governo più fallimentare della storia

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In conferenza stampa Libera dice di puntare ad essere il primo partito: del resto Libera, scrive, conosce i dati, sa cosa fare perché i suoi candidati (anche ex consiglieri ed ex Segretari di Stato) erano al governo. Auguriamo loro di avere un ottimo risultato elettorale, tuttavia qualche perplessità dobbiamo esprimerla.

Intanto non crediamo sia un valore aggiunto candidare ex Segretari di Stato provenienti dal governo più fallimentare della storia. Anche RF ricandida Renzi, Podeschi e il figliol prodigo Zafferani finalmente tornato all’ovile, ma non ci pare una cosa da sbandierare. Non comprendiamo nemmeno cosa intenda Libera quando afferma “Sappiamo cosa fare, conosciamo il bilancio, le condizioni politiche, sociali ed economiche del paese”. Se le cose stanno così, perché non hanno usato le loro “conoscenze” per fare qualcosa in questi tre anni in cui erano al governo? Perché unire due o più debolezze non fa una forza, e Libera è composta dal 70% del governo uscente e i candidati di Ssd erano al governo anche dal 2012 al 2016, quando difendevano a spada tratta la nomina di Wafik Grais in Banca Centrale.

Nonostante la fine del governo, né SSD né Civico 10 hanno mai preso le distanze dai danni provocati da Celli sulle banche (saccheggio di Asset, distruzione di Cassa, prosciugamento della liquidità di BCSM in favore di banca CIS) né dai disastri provocati da Renzi nella giustizia (rimozione del Magistrato Dirigente, partecipazione alla guerra tra bande all’interno del Tribunale, leggi ad personam con modifiche costituzionali successive alla nomina del dirigente esterno assunto tramite un casting politico).

Quali sarebbero, dunque, le soluzioni che Libera, dopo l’innesto dei socialisti Rossano Fabbri e Dalibor Riccardi, potrà proporre sul sistema bancario non avendo fatto i conti col suo recente passato e con la sfiducia ingenerata? Quali soluzioni può proporre chi continua a difendere Grais nonostante le azioni di responsabilità già partite nei suoi confronti e le sue sempre più certe vicinanze con Confuorti? Quali soluzioni può agevolare chi ha assistito, complice silente, al disastro istituzionale fatto sulla giustizia, ogni giorno maggiormente usata come una clava per annientare l’avversario politico, con una cadenza temporale disarmante? Noi crediamo che servano politici con spiccato spirito critico e cultura istituzionale, capaci di contrapporsi alle forti pressioni clientelari e alle scalate finanziarie, integerrimi e non disponibili a scendere a patti. Politici capaci di combattere per il bene supremo dello Stato, disponibili a subire conseguenze pur di difendere il paese dalle aggressioni che ne mettono a repentaglio sovranità e dignità.

Ci lascia perplessi, dunque, leggere le frasi trite sul “movimentismo demagogico” e la politica del “tanto meglio tanto peggio” (che poi, a voler usare frasi fatte, almeno le si dovrebbe citare correttamente, non invertite). Se qualcuno, pur mettendo l’abito nuovo di un comitato elettorale raffazzonato e assemblato in fretta e furia in vista delle elezioni, pensa sia sufficiente riproporre sempre gli stessi volti buoni per ogni stagione, e così facendo far tornare i tempi d’oro della San Marino da bere, salvo poi riuscire a ideare solo politiche recessive e di attacco allo stato sociale, crediamo non abbia ben compreso le condizioni in cui il paese versa. Non basta “stare al governo” e “conoscere il bilancio” per comprendere le necessità del paese. Non servono informazioni se non si è in grado di elaborarle, farci i conti, opporsi alle malefatte nel momento opportuno!

Movimento RETE

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