Nel giorno della Memoria, siamo ancora tutti razzisti!

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San Marino. Siamo esseri umani che nel migliore dei casi campano quasi un secolo; io ho 43 anni e se chiudo gli occhi e penso al ricordo nitido più lontano che ho, riesco ad andare indietro 35-38 anni. E ciò vale per i ricordi positivi, mentre con quelli negativi, i cosiddetti traumi, riesco ad andare indietro di qualcosa in più. Ciò accade perché il ricordo ha più che altro funzione di preservazione, dunque il ricordo di un’esperienza negativa ci rammenta di cercare di fare in modo di non viverla più. Ciò vale anche per gli errori che si commettono singolarmente. Ma quando è una società intera a commettere l’errore, la cosa si complica, perché è risaputo, la massa fa la ragione…anche quando si ha torto marcio.
Il fatto è che coloro che hanno il potere di influenzare le masse sono, finché considerati alla moda, superiori a chiunque, ma non a qualunque cosa, infatti quasi sempre restano schiacciati dalla propria sete di potere politico ed economico, che tra l’altro ormai coincidono.
La storia è piena di errori socio-antropologici in nome del potere.
Lungi da me stilare una classifica di gravità tra coloro che si sono macchiati di misfatti razziali, mi limito a rilevare che il trauma è tanto più grande quanto più recente e vicino è l’Olocausto.
Oggi sono passati solo 80 anni dalle tremende leggi razziali naziste che condannarono gli ebrei d’Europa ed il ricordo è ancora vivo, mentre addirittura calpestiamo gli stessi luoghi dove la strage venne compiuta. Ma che dire di quei luoghi e di quei tempi più lontani da noi? Come dimenticare ad esempio i quasi cento milioni di indiani d’America sterminati e soppiantati dai coloni anglosassoni diventati poi i bianchi americani. E non possiamo non parlare degli afro-americani spezzati letteralmente dalla schiavitù, sempre ad opera degli anglosassoni di prima, che durò ufficialmente fino al 1860 ma nei fatti continuò per un altro secolo tramite assurde leggi che costringevano gli uomini neri ai lavori forzati nelle aziende dei bianchi dopo essere stati arrestati con dei pretesti e le donne nere a fare le serve nelle case dei ricchi visi pallidi. Questi sono solo tre esempi di fatti storici unanimemente riconosciuti, ma il razzismo è tra noi e fa parte di noi. Fa leva sulla paura che la gente comune ha rispetto a chi è diverso ed è azionata da poteri che stanno al di sopra di tutto, non in senso celeste e che muovono interessi incomprensibili ai più ma che in definitiva identificano la ricchezza con l’accumulo di denaro e di beni materiali e non con la grandezza dell’essere umano. Che cos’è il famigerato campanilismo se non una forma di razzismo attenuata solo dal fatto che non c’è in ballo la fame o la sete?
Dunque nel giorno della memoria ricordiamoci di non avere paura del prossimo, cominciando dal nostro vicino di casa ed immaginiamo che la vera ricchezza risieda nell’equilibrio della nostra anima con ciò che ci circonda e non solo nei nostri conti in banca, la cui somma fa una quantità di denaro che comunque nella realtà non esiste, sappiatelo, la bramosia per la quale istiga ad essere razzisti.

Francesco Chiari

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