Molestie sul posto di lavoro, ecco il protocollo di USL

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di USL:

La violenza e le molestie nel mondo del lavoro rimangono uno dei problemi impellenti, colpendo tutti i paesi, le professioni, le lavoratrici ed i lavoratori ed ogni modalità di lavoro.

La persona soggetta alle molestie o a violenza sul lavoro vede peggiorare drasticamente la qualità della sua vita e della sua salute, si osserva in poco tempo una significativa riduzione della motivazione, della capacità produttiva, periodi di malattia o assenteismo.

Le discriminazioni sul luogo di lavoro colpiscono in particolare le donne: in Italia 1 su 10 le subisce ma la maggior parte non chiede aiuto e non denuncia; il 33% cambia lavoro, si licenzia o rinuncia alla carriera; esiste un 27 % di donne che non sono consapevoli della gravità dell’episodio subito.

Il 21 giugno 2019, l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) ha adottato a Ginevra la Convenzione n. 190 sulla violenza e le molestie e la relativa Raccomandazione n. 206, nel corso della 108ª sessione della Conferenza generale dell’OIL, tappa storica in quanto per la prima volta, il diritto di tutti a un mondo del lavoro libero da violenza e molestie è espresso in un trattato internazionale: per la prima volta, si riconosce che la violenza e le molestie nel mondo del lavoro rappresentano una violazione dei diritti umani, sono inaccettabili e incompatibili con il lavoro dignitoso, la giustizia sociale e rappresentano una minaccia alle pari opportunità.

Per questo motivo l’Unione Sammarinese dei Lavoratori oltre a richiedere formalmente all’Esecutivo di adottare la Convenzione la Raccomandazione OIL ha deciso di fare un passo ulteriore presentando oggi a tutte le parti sociali e datoriali e alle segreterie di stato una proposta di protocollo d’intesa contro le molestie e violenze su donne e di genere nei posti di lavoro.

Il protocollo ha lo scopo di condividere un linguaggio, obiettivi e valori comuni facendo assumere alle parti che intenderanno sottoscriverlo un formale e fattivo impegno a portare avanti in un’ottica coordinata e condivisa tutte quelle azioni per prevenire, lottare e fermare ogni forma di violenza o molestie nel mondo del lavoro.

USL non vuole limitarsi a chiedere che altri provvedano ma con la bozza di protocollo ha inteso creare un tassello aggiuntivo mettendo in sinergia le iniziative, le leggi e le istituzioni, rafforzando tra tutti i soggetti interessati una rete di collaborazione e confronto per definire programmi e azioni comuni di contrasto al fenomeno, pur tenendo conto della diversità della natura e della portata delle rispettive responsabilità.

Auspichiamo che il Protocollo possa anche favorire l’emersione e stimolare il coraggio a segnalare e denunciare e che i firmatari si facciano parte attiva nella raccolta dati statistici in modo uniformato.

Fondamentale risulta anche la prevenzione e l’educazione a una cultura di genere mirata alla eliminazione degli stereotipi e alla sensibilizzazione che generi consapevolezza anche nei posti di lavoro.

Formazione e sensibilizzazione sono essenziali attraverso la realizzazione di campagne pubbliche, ma anche nelle aziende e uffici, nell’Università, nelle scuole di ordine e grado per diffondere un messaggio di “tolleranza zero” al fine di creare un clima culturale favorevole e virtuoso per tutti.

Ora abbiamo una definizione concordata di violenza e molestie e una serie di raccomandazioni da attuare: sappiamo qual’ è la strada da seguire e le azioni da intraprendere per prevenire e contrastare il fenomeno”, afferma il Segretario Generale Giorgia Giacomini, “speriamo questi nuovi strumenti normativi ci portino verso un futuro del lavoro che vogliamo: un futuro del lavoro fondato sulla dignità e il rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e delle altre persone nel mondo del lavoro, dove ognuno possa esprimere al meglio la propria identità ed il proprio talento”.