A San Marino una società immobiliare ogni 100 abitanti

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Le prime due colonne della tabella allegata rappresentano il numero di aziende senza dipendenti nel 2016 e nel 2023, con la relativa incidenza sul totale delle imprese, mentre la terza colonna indica la variazione percentuale che si è registrata nel medesimo periodo. I dati fanno sempre riferimento al 31 dicembre di ciascun anno. Il totale comprende anche i 3 settori non presi in considerazione in maniera analitica.

Si evince che le imprese senza dipendenti sono diminuite di 267 unità (-6%) in 7 anni. Ciò potrebbe indurre ad ipotizzare un consolidamento della struttura delle aziende. In realtà, nel medesimo periodo le licenze individuali e/o libero professionali sono scese di 185 unità, verosimilmente perché i titolari hanno costituito una società. In tal caso, l’imprenditore ed il lavoratore subordinato sono la stessa persona.

Purtroppo i dati statistici non distinguono le imprese con un solo dipendente, ma considerano la fascia compresa tra 1 e 9: queste ultime sono passate dalle 2.031 del 2016 alle 2.289 del 2023 (258 in più, ovvero la stessa quantità del calo delle imprese senza dipendenti).

La dinamica è pressoché simile in quasi tutti i settori, salvo tre eccezioni: finanziario, sanità e assistenza sociale ed immobiliare, all’interno dei quali le imprese senza dipendenti sono invece aumentate. Mentre per le prime due fattispecie valgono le stesse considerazioni svolte nel comunicato precedente, per le terze – le imprese immobiliari – vale la pena approfondirne le possibili ragioni.

In prima battuta, soffermiamoci sui numeri. È vero che in percentuale l’incremento è ridotto, ma in valore assoluto è assolutamente rilevante: 280 imprese (73 in più rispetto al 2016) su 330 non hanno dipendenti, pari all’85%. Non è tanto questa la sorpresa, perché le attività immobiliari sono prevalentemente dei contenitori, che hanno poco o per nulla bisogno di essere gestite con continuità, bensì il fatto che a San Marino vi sia una società immobiliare ogni 100 abitanti, bambini compresi. Peraltro, al 31 marzo 2024 sono aumentate ancora, raggiungendo le 339 unità.

Come si spiega un simile fenomeno, visto che il numero delle nuove costruzioni è stato poco significativo? L’unica spiegazione che ci viene in mente è che sempre più soggetti, persone fisiche o giuridiche, trasferiscono le proprietà personali o della propria impresa presso società distinte per pagare meno tasse o per rendere inattaccabili i beni in caso vengano contratti dei debiti.

È opportuno porre in evidenza altresì che uno dei punti qualificanti della riforma del mercato del lavoro era la decisione di porre un freno alle società senza dipendenti (circa un migliaio ci fu riferito), perché qualcuno che gestisca un’impresa ci dovrà pur essere! Quindi, venne introdotta la figura dell’Amministratore operativo, che dovrebbe pagare imposte e contributi almeno sul proprio reddito personale.

In realtà, con provvedimenti successivi, vista anche la levata di scudi di chi veniva toccato direttamente, sono state esentate dall’applicazione di questa norma una serie di attività, tra cui proprio le società immobiliari aventi determinate caratteristiche.

Torneremo in futuro più dettagliatamente sui dati fiscali, ma intanto possiamo anticipare che nel 2022, ovvero l’anno in cui le imprese hanno avuto utili medi estremamente rilevanti, 174 società immobiliari (il 57%) hanno dichiarato redditi zero, mentre 63 (il 21%) hanno dichiarato redditi medi annui pari a 11.400 euro. Solo 70 hanno dichiarato redditi superiori a 30.000 euro (in media 94.000 euro).

La crescita del numero delle imprese tra il 2016 ed il 2023 corrisponde a quella delle imprese immobiliari: se questo è lo sviluppo economico…

CSdL