Questo mondo è irreparabile

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Riceviamo e pubblichiamo da Attiva-Mente:

Alla 60° Marcia per la Pace Perugia/Assisi c’era anche San Marino, chi auto munito e chi in pulmann, c’erano i sammarinesi e c’era Attiva-Mente. E’ stato molto bello e gratificantepartecipare, ritrovarci in tanti, ciascuno con il suo bagaglio di storie, esperienze, fatiche, idee, proposte, creatività…tutti con un unico scopo: la Pace!

Sono esperienze che lasciano un segno positivo nell’anima e danno la spinta e l’entusiasmo per continuare su questo difficile cammino, pieno di insidie, di dolore, di contraddizioni, di doppi sensi e mai scontato. Ce n’era bisogno!

Abbiamo portato con noi la bandiera della nostra amata Repubblica, che ha catturato attenzione, riconoscimento e attestati di stima.

All’apice della Marcia, sulla vetta del Monte Subasio, gli interventi di persone straordinarie ci hanno emozionato e coinvolto. Quest’anno l’evento era dedicato a Gino Strada, scomparso il 13 agosto, e non poteva mancare la figlia, Cecilia Strada, con la sua testimonianza.

Alex Zanotelli, il prete missionario dei poveri, da Korogocho, baraccopoli di Nairobi, a Napoli, dove dal 2002 porta avanti il suo lavoro nel rione Sanità.

Poi Zakia Seddiki, moglie dell’ambasciatore Luca Attanasio, assassinato in Congo il 22 febbraio scorso, cofondatrice insieme al marito dell’associazione Mama Sofia che si prende cura di 14mila bambini di strada congolesi. Il suo dolore, ancora vivissimo, si rifletteva nelle sue parole commosse e coinvolgenti.

L’intervento finale dell’ex Sindaco di Riace, Mimmo Lucano, condannato a 13 anni e 2 mesi in primo grado per “peculato”, ma in pratica per aver accolto e dato dignità ai migranti con un sistema nuovo, denominato appunto “sistema Riace” dove i migranti sono protagonisti del riscatto sociale che ha rigenerato i luoghi e ridato fiducia alle persone che lì abitavano, ha veramente toccato il cuore di tutto il popolo della Pace; “Non ho paura del carcere, per un ideale si può fare e non c’è prezzo, ma non sopporto il tentativo di denigrazione della mia anima, questo processo non doveva proprio esserci”, questo passaggio del discorso di Mimmo è stato veramente intenso, siamo tutti grati per questa esperienza che nutre l’anima e lo spirito, linfa per portare avanti insieme una cultura per la Pace.

La Marcia di domenica ha inaugurato il decennio della cura che ci porterà al 2030. “Ora dobbiamo proseguire tutti i percorsi di Pace – dichiara Flavio Lotti Coordinatore della Tavola della Pace e organizzatore della Marcia – , intrecciare i tanti fili del nostro lavoro, costruire una progettualità e una strategia comune che ci aiuti a investire sui giovani e a costruire un mondo più umano. Ne ha bisogno il nostro Paese. Ne hanno bisogno l’Europa, il Mediterraneo e il mondo intero.”

La società della cura deve crescere e diventare cultura, economia e politica… cominciando dalle nostre scuole e dai nostri territori, mettiamo lacura delle persone e dell’ambiente al centro delle nostre vite e facciamone una priorità dellenostre istituzioni. Questo mondo non è irreparabile.

Appuntamento alla Marcia 2023, tenendoci per mano!

Noi ci saremo.