Consiglio d’Europa: dieci anni di dialogo interculturale

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Il Segretario di Stato agli Affari Esteri, Nicola Renzi, è oggi a Strasburgo, dove ha partecipato al 10° Incontro annuale del Consiglio d’Europa sulla Dimensione Religiosa del Dialogo Interculturale.

Ad aprire l’evento è stata la commemorazione del Rappresentante Permanente presso il Consiglio d’Europa, Guido Bellatti Ceccoli, recentemente scomparso. Renzi ha voluto sottolineare la personale dedizione e il singolare apporto che l’Ambasciatore Bellatti Ceccoli ha offerto agli incontri internazionali fin dal loro esordio, avvenuto proprio a San Marino nel lontano 2007. “Per l’Ambasciatore Bellatti Ceccoli – ha pronunciato Renzi – lo sviluppo di un dialogo effettivo tra culture e religioni è stato parte integrante della sua stessa esistenza e della sua natura pacata e conciliante; un obiettivo per il quale ha svolto un’azione energica, che ha saputo trasferire con entusiasmo e approfondita conoscenza”.

Attestazioni di solidarietà e cordoglio, nonché di profonda gratitudine per il forte stimolo impresso dall’Ambasciatore, sono pervenute dai numerosi relatori dell’odierna assise. Dagli stessi il riconoscimento per la Repubblica di aver avuto un Rappresentante di cui essere orgogliosi; un padre fondatore degli incontri annuali, che rimarrà nella loro storia.

Renzi è in seguito nuovamente intervenuto pronunciando un discorso sul tema proprio di quest’anno “Migranti e rifugiati: sfide e opportunità – quale ruolo per le comunità religiose e non religiose?”, ricevendo il consenso del pubblico presente che, anche in questa occasione, ha inteso sottolineare il ruolo propulsivo della Repubblica di San Marino. Gli incontri, nel corso degli anni, hanno consentito un dialogo diretto e aperto su temi di notevole rilevanza e di grande attualità, nel coinvolgimento di tutti i rappresentanti della società civile. Negli interventi dei relatori è emerso l’auspicio che gli incontri annuali possano progressivamente progredire, per far sì che il confronto si realizzi ancor più in una dinamica di natura politica che interpelli tutte le componenti della società civile: organismi statali, poteri locali, gruppi religiosi.

L’incontro odierno ha toccato la realtà quotidiana della vita dei rifugiati e dei migranti, riflettendo sul ruolo che i gruppi religiosi e le altre espressioni sociali possono e devono svolgere; in quest’ottica, la dimensione religiosa deve essere riconosciuta e difesa come parte essenziale della vita di coloro che hanno dovuto abbandonare i propri paesi di origine e che ora si trovano in Europa. Un ruolo centrale, assume dunque il Consiglio d’Europa in questa sfida, da svolgersi in difesa della dignità di ogni essere umano e nel quadro della concreta attuazione e promozione dei diritti e delle libertà fondamentali.

Questo lo spirito che ha caratterizzato l’intervento del Segretario di Stato, pronunciato nel pomeriggio al Palazzo d’Europa: “Le comunità religiose e le organizzazioni umanitarie – religiose e non religiose – contribuiscono in maniera significativa all’accoglienza e all’integrazione, alla difesa della dignità di ogni persona, indipendentemente dall’appartenenza etnica o religiosa. La dignità umana – ha proseguito Renzi – è un valore universale, ma anche trasversale, rispettata non soltanto in tutte le grandi religioni, ma anche nel pensiero umanista laico”. Circa l’impegno gravante su ciascun Stato membro, Renzi si è espresso con queste parole: “Il forte impegno dei cittadini europei che ogni giorno operano in queste organizzazioni deve far riflettere sull’importanza e sul valore della solidarietà e della cooperazione tra queste organizzazioni e i poteri pubblici. In effetti, il loro ruolo è complementare a quello dello Stato, che è il principale responsabile degli aspetti di gestione dei fenomeni migratori”. Al termine dell’incontro il Segretario Renzi ha ricevuto il distintivo della campagna contro l’odio (No hate).

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