Incontro CSU – Governo, più ombre che luci

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L’incontro di avvio del confronto con il nuovo Governo, chiesto dalla Centrale Sindacale Unitaria e svoltosi lo scorso 7 febbraio, è stato tra i principali argomenti della riunione di oggi del Consiglio Direttivo CSdL.

La Confederazione del Lavoro e la CSU, in questo primo incontro con la delegazione di Governo, hanno esposto le principali problematiche su cui chiedono risposte: il progetto di sviluppo per far ripartire l’economia e l’occupazione, la messa in sicurezza delle banche, la riduzione del deficit dello Stato, il rafforzamento della riforma tributaria, le scelte sull’IGC, il consolidamento dello stato sociale e la riforma della previdenza, l’integrazione di San Marino con l’Unione Europea.

Sui temi sollevati, non è stato possibile entrare dettagliatamente nel merito, per cui il giudizio sull’esito dell’incontro al momento rimane sospeso.

Sul piano nel metodo, la coalizione di Governo, formata da quattro Segretari di Stato, non ha mostrato disponibilità ad accogliere la proposta sindacale di mettere in piedi un tavolo di confronto permanente con le parti sociali per trovare in maniera condivisa le soluzioni più efficaci per il paese.

Rispetto al metodo, dunque, la CSdL dà un giudizio negativo; senza concertazione, il Governo perde così la possibilità di ricercare il contributo progettuale e propositivo dei soggetti rappresentativi della società fin dalla fase di costruzione dei progetti, aprendo così la strada anche a scenari di possibile conflittualità.

Al contempo non è arrivata nessuna risposta, da parte della delegazione di Governo, alla domanda posta dal Segretario Generale CSdL circa le intenzioni del Governo rispetto ad una possibile modifica della legge sulla rappresentatività, approvata nel Maggio dello scorso anno; una legge che per la Confederazione del Lavoro, invece, non deve essere toccata, in quanto ha finalmente ripristinato un giusto e corretto principio di democrazia rappresentativa sia per le organizzazioni sindacali che per le associazioni datoriali, nonché la certezza contrattuale ai lavoratori.

Tornando alle singole problematiche sollevate dal Sindacato, in primis quella dello sviluppo, la CSdL ha rimesso l’accento sulla necessità di adottare un efficace piano di rilancio dell’economia e dell’occupazione; lo 0,6% di crescita di cui abbiamo letto, è ben poca cosa rispetto alla diminuzione del PIL del 35% verificatasi dal 2008 ad oggi.

Centrale resta il nodo delle banche, le quali devono assolvere al fondamentale compito di mettere a disposizione le risorse economiche per consentire la ripresa dell’economia. Il sistema bancario sammarinese è fortemente minato dal problema degli NPL, di cui tanto si parla; per la CSdL il primo passo per affrontare questo grave problema è sapere chi sono i titolari di questi cosiddetti “crediti inesigibili”.

Altro punto fondamentale è la messa in sicurezza dei conti pubblici; ai 280 milioni di euro di debito consolidato, si aggiungono i 30 milioni della legge finanziaria 2017, portando il debito complessivo dello Stato a 310 milioni di euro. Un dato allarmante, che rende urgente l’avvio di una politica che punti da un lato a ridurre le aree di spreco e le inefficienze, ad iniziare da un’attenta verifica degli appalti, e dall’altro a consolidare e completare la riforma tributaria, rafforzando ulteriormente lo strumento della Smac, che ha le potenzialità per fare luce sui redditi reali delle attività economiche.

Il pacchetto fiscale va completato compiendo al più presto le necessarie scelte sull’IGC. L’economia produttiva di San Marino, che è quella che crea reddito, ha infatti necessità di uniformare il proprio regime di imposte indirette al resto dell’Europa e del mondo intero. Esigenza, questa, peraltro messa in luce anche dalla delegazione del Fondo Monetario Internazionale nella sua recente missione a San Marino.

(Fonte: CSdL)

 

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