Nasce la FUCS, Federazione Unitaria Lavoratori Costruzioni

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San Marino – Dopo un dibattito particolarmente ricco e qualificato, e dopo le conclusioni del Segretario Generale CSdL Giuliano Tamagnini, è stata approvata all’unanimità la mozione conclusiva del 13° Congresso FULEA/FULSAC-CSdL. In precedenza, il Congresso ha approvato una modifica allo Statuto che, per una maggiore semplificazione e sulla base dell’evoluzione del mondo del lavoro, rinomina la Federazione in FUCS, Federazione Unitaria Costruzioni e Servizi.

Mozione conclusiva

Il 13° Congresso della FULEA/FULSAC, svoltosi nella giornata di mercoledì 14 novembre 2018 presso la sala Montelupo di Domagnano, sentita la relazione del Segretario Alfredo Zonzini, che fa propria, unitamente all’intero dibattito e all’intervento conclusivo del Segretario Generale Giuliano Tamagnini, approva la seguente mozione conclusiva.

Il Congresso prende atto della modifica allo Statuto di Federazione, che ha rinominato la Federazione in FUCS, Federazione Unitaria Costruzioni e Servizi.

Si appella al Governo e a tutte le forze politiche presenti in Consiglio affinché venga adottata il metodo della concertazione e del confronto preventivo con le organizzazioni sindacali, che è l’unico che può permettere di definire le migliori soluzioni per l’uscita dalla crisi del paese. In tal senso chiede all’Esecutivo di ridurre fortemente il ricorso alla decretazione, per dare spazio al confronto democratico.

Ritiene necessario e improcrastinabile l’adozione di un progetto di sviluppo per il paese che abbia al centro le attività dell’economia reale e produttiva, e che punti al rafforzamento di tutti i settori fondamentali, attirando investitori seri e affidabili in grado di offrire risposte alla domanda di lavoro dei cittadini sammarinesi e residenti. Anche i settori dei servizi, del commercio, alberghiero e della ristorazione, devono dare risposte occupazionali qualificate ai lavoratori, e al contempo occorre salvaguardare e riqualificare il settore delle costruzioni.

Il 13° Congresso considera indispensabile modificare la “Legge sviluppo”, superando sia la completa liberalizzazione delle assunzioni per tutti i livelli professionali, sia la maggiore contribuzione prevista per l’azienda che richiede l’assunzione di personale forense. In tal senso vanno ripristinati meccanismi per tutelare il diritto al lavoro dei lavoratori residenti iscritti alle liste di avviamento al lavoro. Esprime soddisfazione per la norma che ha affermato, come rivendicato da decenni dalla CSU, la stabilizzazione del rapporto di lavoro dei lavoratori frontalieri.

Il Congresso considera indispensabile rilanciare e potenziare le politiche e i percorsi di formazione nei vari settori professionali, tra cui il settore dell’edilizia. Questo settore ha pagato un prezzo altissimo in termini di perdite di posti di lavoro, e va rilanciato attraverso iniziative propedeutiche alla riqualificazione degli immobili, e con una politica sulle infrastrutture necessarie al paese.

I percorsi di formazione vanno potenziati anche ricercando collaborazioni e sinergie con le regioni limitrofe per ampliare il campo delle attività formative e dei profili professionali da formare. Ribadiamo che la formazione deve diventare un processo che accompagna i lavoratori per l’intero arco della vita professionale.

Nell’ambito delle politiche formative e occupazionali, un’attenzione particolare va riservata all’inserimento lavorativo delle donne, le quali hanno maggiori difficoltà nella loro collocazione. In tal senso serve un progetto complessivo, che vada oltre il solo “Polo del lusso”, in grado di produrre posti di lavoro appetibili per le donne, anche attraverso politiche di sostegno alla famiglia, che siano di supporto alle donne ed in grado di favorire la loro vita professionale, creando altresì le premesse culturali affinché le donne possano partecipare maggiormente alla vita sindacale, politica e sociale del paese.

Il Congresso impegna la Federazione a rilanciare l’iniziativa per il rinnovo di tutti i contratti scaduti e di prossima scadenza, con l’obiettivo di raggiungere la migliore gestione di aspetti normativi. Una particolare attenzione va riservata a quei settori che il contratto dei servizi penalizza maggiormente sia in termini normativi che economici. Attraverso la legge sulla rappresentatività, è stata raggiunta la necessaria chiarezza sui soggetti abilitati alla sottoscrizione dei contratti ed è stato rafforzato il valore erga omnes dei contratti collettivi nazionali di lavoro.

Il Congresso rivendica una procedura diversa nella gestione e assegnazione degli appalti. Nel settore delle pulizie in particolare non vanno perseguite assegnazioni al massimo ribasso, situazione questa che produce ricadute negative sui dipendenti in termini economici e di condizioni di lavoro.

Va consolidato il valore dell’Azienda Autonoma di Stato Lavori Pubblici, che negli anni ha subìto una riduzione del numero di addetti e delle attività; questo importante patrimoni dello Stato va dotato del personale e di tutte le professionalità necessarie per svolgere al meglio le proprie funzioni al servizio della collettività, evitando ulteriori esternalizzazione di servizi, spesso non vantaggiose per lo Stato sul piano economico e di minore valore qualitativo.

Le complesse problematiche del sistema bancario, di cui non abbiamo un quadro preciso, producono serie ripercussioni sul bilancio pubblico e sulle sorti del paese. Gli istituti di credito vanno salvaguardati in quanto contengono le risorse dei lavoratori, dei pensionati e delle imprese, e devono tornare a svolgere il fondamentale compito di fornire le risorse necessarie per finanziare le attività economiche e i cittadini. Il Congresso, pur nella consapevolezza che tale settore va rapportato alle dimensioni del paese e della nostra economia, non condivide l’orientamento di giungere ad un numero minimo di banche – una o due al massimo – in quanto così facendo si andrebbe a mettere in discussione un elemento fondamentale di libera concorrenza necessaria alla democrazia.

Il Congresso rivendica la necessità di dotare questo paese di un progetto di sviluppo complessivo che includa anche il settore bancario. Settore che dovrà essere internazionalizzato in armonia con la vicina Italia. Eventuali riorganizzazioni dovranno essere funzionali al progetto stesso e sostenibili per la collettività e per la salvaguardia dei lavoratori occupati. È necessario dare vita in tempi brevi alla Centrale dei Rischi, così come si deve dare corso alle azioni legali per accertare eventuali responsabilità nel dissesto del sistema bancario.

Il Congresso afferma la necessità di raggiungere l’obiettivo di una maggiore equità fiscale attraverso l’introduzione degli opportuni strumenti di verifica e accertamento. L’equità è la condizione fondamentale per il raggiungimento della giusta coesione tra tutti i cittadini. Tutti devono contribuire, in base alle proprie capacità di reddito, al mantenimento della qualità dei servizi pubblici.

È indispensabile realizzare una equa e condivisa riforma complessiva del sistema pensionistico, rivendicando in primo luogo il pieno rispetto del ruolo negoziale e propositivo del sindacato unitario. Una riforma che dovrà prestare attenzione a quei lavoratori che svolgono attività usuranti e che dovrà valutare attentamente l’eventuale innalzamento dell’età pensionabile. Una riforma che metta il sistema in condizioni di erogare pensioni dignitose agli attuali e ai futuri pensionati, conservando il carattere di solidarietà intergenerazionale.

Il Congresso rivendica il rafforzamento degli organi ispettivi e degli strumenti a loro disposizione per contrastare il lavoro nero e irregolare e per il controllo degli appalti e dei subappalti. Al contempo va rilanciato l’impegno per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, che deve essere continuamente rafforzata, anche in periodi di crisi.

Il Congresso esprime pieno appoggio all’azione della Magistratura, la quale va messa al riparo da qualunque interferenza politica, affinché possa giungere al più presto all’accertamento delle responsabilità penali nelle vicende di collusione tra affari e politica, e in quelle che stanno evidenziando ingerenze di soggetti esterni nelle scelte di alcune istituzioni dello Stato. Approvata all’unanimità

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