Gianfranco Vento: abbiamo impugnato una delibera del Cda di Cassa

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San Marino. La notizia che alcuni membri del Cda di Cassa avrebbero presentato un esposto in tribunale contro la delibera che costituisce un comitato interno, dal quale sono stati estromessi, per lo studio del progetto di fusione, fa presto il giro della Repubblica. Le voci sulla fusione tra Cassa e Banca di San Marino sono sempre più agguerrite perché non c’è chiarezza sul progetto, perché vengono smentite cose che invece avvengono realmente, perché non vengono rispettate le regole degli statuti fondativi. Tant’è vero che, proprio questi giorni si è formato il gruppo degli Azionisti Minoritari Organizzati di BSM, dichiaratamente sul piede di guerra, mentre all’interno di Ente Cassa Faetano, proprietario al 90 per cento della banca, è partita una sottoscrizione per esprimere la contrarietà al progetto.

Quindi, la posizione del professor Vento, insieme a quella di altri colleghi, è stata accolta con clamore. Ma è lui stesso, questa mattina, a diffondere una nota in cui precisa, con la chiarezza che gli consueta, la sua posizione esatta.

Con riferimento alle dichiarazioni da me rilasciate nella conferenza stampa di ieri mattina sul tema “Banche: ieri, oggi e domani”, rispondendo ad una domanda relativa a progetti di fusione tra banche, preciso di aver utilizzato per errore il termine “esposto” volendo invece intendere che il sottoscritto ed altri consiglieri hanno impugnato una delibera del Consiglio di Amministrazione di Cassa di Risparmio concernente tali questioni. 

Preciso, inoltre, di aver rilasciato tale intervista ieri mattina, quando ancora non ero a conoscenza di nessuno degli elementi tecnici relativi ad eventuali concreti progetti di aggregazione e pertanto ribadisco che eventuali progetti di aggregazione tra banche debbano essere guidati da solide analisi relative al perseguimento di economie di scala, economie di scopo e, più in generale, di maggiori efficienze. Il mio riferimento al fatto che, in assenza di tali maggiori efficienze e sinergie, eventuali progetti di aggregazione sarebbero viceversa animati da valutazioni di tipo “manageriale”, quali, ad esempio, l’interesse del management nel continuare a ricoprire posizioni apicali all’interno di banche di maggiori dimensioni – interesse ampiamente documentato in letteratura – non è riconducibile ad eventuali progetti di aggregazione che potrebbero astrattamente interessare la banca all’interno della quale sono consigliere di amministrazione, rispetto ai quali al momento della conferenza stampa non disponevo di alcune elemento. 

Vi sarei grato se voleste dare evidenza di tale precisazione, al fine di stemperare eventuali inutili polemiche.

Cordiali saluti,

Gianfranco Vento

 

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