Direttivo FUPS-CSdL: “Serve chiarezza sulle pensioni”

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San Marino – Nel dicembre 2018 i pensionati CSU, con un articolo pubblicato sulla stampa, esortavano il Governo a non procedere con i tagli sulle pensioni indicati nella legge finanziaria 2019, in quanto ogni eventuale intervento previdenziale va necessariamente collocato nel contesto più ampio della imminente riforma pensionistica e della necessaria piena attuazione della riforma fiscale. Ma il Congresso di Stato ha proseguito nel proprio intento ed ha approvato ugualmente la finanziaria, inserendo con l’articolo 43 una modifica alla fascia di esenzione, che dal 20% della pensione è stata portata al 7%; in tal modo si è aumentata la tassazione sulle pensioni, aumentando di conseguenza la quota di spese da documentare con la SMAC. Gli effetti di tale modifica li abbiamo visti fin dalla pensione di gennaio. Il prelievo fatto non è elevato (per le pensioni più basse si tratta di pochi euro) ma questo, presumibilmente, è solamente l’anticipo di altri ben più importanti prelevi che seguiranno in futuro.

Infatti, nella nuova bozza che ci è arrivata a marzo e che sarà la base per la trattativa per la riforma del sistema previdenziale, viene proposto un intervento molto consistente e articolato sulla quota di solidarietà, che è già presente, ma che sarà portata a percentuali elevate, a partire dalle pensioni da € 1.100,01 (attualmente il contributo esistente parte da € 1.500,00). Per le pensioni medio-alte si prevede una trattenuta complessiva annua pari a due mensilità! Alcuni esempi: pensione di € 1.500 lorda, avrà una maggiorazione della tassazione dell’82,92%: pensione di 2.000 € lorda, maggiorazione della tassazione del 112,28%; pensione di € 2.500 lorda, maggiorazione del 131,30%.

Il Governo, come ha deciso con la finanziaria 2019, non verserà quest’anno trenta milioni di contributo dello Stato sui fondi pensione, e per di più propone di ridiscutere ogni anno il contributo statale in sede di finanziaria. È un modo subdolo di tenere sotto scacco lavoratori, pensionati e sindacati! È prevista anche una modifica delle aliquote IGR che non sarà certamente al ribasso, quindi con ulteriori prelievi sulle pensioni.

Nel contempo si susseguono proposte di vario genere sull’utilizzo dei fondi pensione per salvare il sistema bancario sammarinese, tra cui spicca la proposta, da parte di ABS, di utilizzarli per acquistare gli NPL in seno alle banche, che sono in massima parte dovuti all’edilizia. I pensionati si dovrebbero così accollare immobili invendibili, improvvisandosi venditori immobiliari? Occorre un intervento della politica tutta; i partiti la smettano con i litigi e pensino finalmente a questo paese che sta rischiando di fallire!

Ci sembra di capire che il salvataggio del paese tocchi solo ai pensionati… In Asset Banca erano depositati 36 milioni dei fondi pensione, che ora sono finiti in Cassa Di Risparmio. In Banca CIS ci sono circa 95 milioni, questi che fine faranno? Li rivedremo? Il Consiglio per la Previdenza, in gennaio, ha chiesto al Commissario straordinario di Banca CIS di conoscere la situazione dei fondi pensione depositati nella stessa banca, ma non è arrivata alcuna risposta! Quanti dei circa 500 milioni depositati nelle banche sammarinesi sono realmente ancora esistenti? E dove sono investiti? Ma tranquilli, basta la salute!

Già, come se non ci fossero problemi anche all’ISS! E a questo proposito, c’è un progetto non dichiarato di privatizzare la sanità sammarinese; nascono di continuo nuove cliniche private mentre nella sanità pubblica si allungano le liste di attesa. L’ex Segretario di Stato Mussoni aveva intenzione di inserire il tiket. Altro che tiket! In pratica, ora se si va – ad esempio – dall’oculista dell’ospedale si esce regolarmente con una ricetta a pagamento, e a seguito di un intervento fatto nella struttura pubblica si arriva a spendere anche due o trecento euro in medicinali. Se si vuole in tempi rapidi una visita cardiologica o di altro tipo, si è costretti ad andare a pagamento! Il tiket di fatto c’è già, non serve introdurlo!

E tutto questo senza che si faccia il ben che minimo passo verso l’equità! Al di là di generici impegni inseriti nella legge finanziaria di dicembre, non si è visto altro. Se si toglie potere di acquisto ai pensionati ma si mantiene una adeguata rete sanitaria e sociosanitaria, sostenuta dalla fiscalità generale, il problema sarà più sostenibile, ma se si tolgono entrambi, l’effetto sarà devastante!Il Segretario di Stato Santi fa pressione per approvare al più presto la riforma pensionistica, e come è noto la CSU ha chiesto prima di conoscere la situazione aggiornata dei fondi pensione e la loro reale disponibilità. Noi pensionati ribadiamo: prima va realizzata una efficace politica per l’equità fiscale!

Se si mettessero insieme i dati di ufficio tributario, catasto, ufficio automezzi, nel giro di 15/20 giorni si potrebbe sapere la vera situazione economica e patrimoniale dell’intera popolazione sammarinese (per quanto riguarda i beni detenuti a San Marino). È evidente che il problema è solo di volontà politica, ed è dalla politica che i pensionati si attendono risposte. Questo è il presupposto perché i pensionati siano disposti, come sono, a fare la loro parte.

FUPS-CSdL (Federazione Unitaria Pensionati Sammarinese)

 

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