Bilancio 2020, la CSU chiede di firmare un accordo con i partiti e le parti sociali

Recupero crediti bancari, rifinanziamento dei fondi pensione, lotta all'evasione fiscale, sono tra i punti principali della bozza di bilancio previsionale 2020 scaturita dal tavolo istituzionale, al centro dei lavori dell'Attivo unitario dei delegati sindacali

0
17

RSM 4 11 2019 – I Segretari Generali CSU hanno illustrato all’Attivo dei delegati CSU riunito nel pomeriggio di oggi, la versione del progetto di legge di bilancio previsionale dello Stato 2020 così come scaturita a seguito dell’ultima riunione del tavolo istituzionale dello scorso 31 ottobre, in attesa della riunione, che auspichiamo decisiva, dello stesso tavolo in programma domani mattina.

La CSU ha svolto un ruolo negoziale e di proposta determinante per giungere all’attuale versione del  progetto di legge.

Nella illustrazione iniziale, sono stati evidenziati  alcuni degli articoli principali e di maggiore interesse della bozza di progetto di legge. Tra questi, l’articolo 12 (“Anagrafica dei crediti in sofferenza delle banche”), istituisce la possibilità di individuare e di considerare alla stregua dei debitori dello Stato anche i debitori degli istituti di credito, ovvero coloro che – non restituendo i prestiti bancari ricevuti – hanno di fatto originato larga parte della mole attuale di NPL.

L’articolo 13 riguarda il potenziamento dell’attività di riscossione dei crediti dello Stato, prevedendo specifiche procedure per il recupero delle somme che sono dovute all’erario pubblico.

A sua volta l’articolo 14 dispone il potenziamento dell’attività di controllo ed accertamento fiscale dell’Ufficio Tributario per verificare la reale corrispondenza dei redditi dichiarati dai diversi contribuenti, anche attraverso l’attivazione di apposite piattaforme informatiche.

Sul tema del fisco, la CSU ha sottolineato nuovamente la mancata applicazione della legge 166 del 2013 (riforma tributaria) per le categorie di lavoro autonomo. L’art. 16 impegna il Congresso di Stato, a seguito di confronto con le parti sociali ed economiche, ad avviare una revisione della stessa legge di riforma dell’IGR del 2013. La CSU, attraverso il suo ruolo negoziale, ha ottenuto di prevedere che la modifica non riguardi solo le categorie del lavoro autonomo – e in particolare le piccole e medie imprese, come era nella prime versioni – ma eventualmente tutte le tipologie di reddito prodotte in territorio.

L’articolo successivo, vista la “necessità di dotare la RSM di un sistema di imposizione indiretta evoluto ed in linea con la normativa comunitaria”, impegna il Congresso di Stato ad avviare l’iter legislativo per passare dall’attuale imposta monofase ad una imposta sul valore aggiunto (IVA). Confermando l’auspicio che questo passaggio non comporti aumenti ingiustificati del costo della vita per i cittadini, la CSU si augura che questo cambiamento, di cui l’economia sammarinese ha fortemente necessità, si concretizzi realmente.

Rispetto all’art 17, riguardante la rivalutazione delle rendite catastali, è necessario partire in maniera progressiva e aumentare conseguentemente la quota esente, salvaguardando in ogni caso la prima casa di abitazione.

Molto importanti sono i passaggi che riguardano le risorse pensionistiche; nello specifico l’articolo 20 dispone lo stanziamento a carico dello Stato pari a 26 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2019 (si passa così dai 19 milioni stanziati per il 2019 a 26 milioni da erogare in dieci rate annuali) e di 27 milioni di euro per il 2020. Quest’ultimo stanziamento viene erogato per 19 milioni nel 2020, mentre i restanti 8 milioni vengono stanziati a partire dall’esercizio 2021 sulla base di un piano di rientro decennale senza interessi. La CSU, da parte sua, ha chiesto di effettuare per intero lo stanziamento di 27 milioni nel 2020, senza procedere a ulteriori dilazionamenti.

L’articolo 21 prevede l’istituzione di un tavolo di confronto quadripartito, composto dal Congresso di Stato, da tutti i partiti di maggioranza e opposizione, dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni datoriali, coordinato dal Segretario di Stato per le Finanze e il Bilancio. Questo tavolo dovrebbe rappresentare in sostanza la “cabina di regia” che la CSU da anni chiede per coordinare in un ambito di partecipazione e concertazione le principali scelte da compiere per cercare di risollevare le sorti del Paese e consentire l’uscita dalla crisi che ancora persiste.

In tema di revisione dei costi delle società a partecipazione statale, il comma 4 dell’articolo 23 prevede il mandato al Congresso di Stato di approvare entro febbraio 2020 il piano industriale per Carisp, il quale dovrà contenere tutti gli interventi necessari per salvaguardare l’occupazione, incrementare la raccolta bancaria, rilanciare l’attività e per la riduzione dei costi totali, al fine di rafforzare e riportare in migliori condizioni economiche e patrimoniali questa banca di fatto di proprietà dello Stato.

La CSU, nel ritenere che questa versione del progetto di bilancio previsionale possa rappresentare, nel complesso, una sintesi accettabile, frutto di un articolato confronto in cui la CSU ha svolto, come prima detto, un ruolo propositivo e negoziale decisivo, e in attesa di verificare la possibilità di apportare ulteriori miglioramenti nell’incontro di domani, chiede a tutti i componenti del tavolo istituzionale – forze politiche, associazioni imprenditoriali e organizzazioni sindacali – di raggiungere e sottoscrivere un accordo che impegni tutte le forze politiche a portare in Consiglio e ad approvare tale versione, evitando “sabotaggi” o brutte sorprese.

CSU

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here