USC: La credibilità non si inventa ma si costruisce

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La credibilità non si inventa ma si costruisce mattone su mattone e azione su azione e non certo a suon di chiacchiere o proclami.

Il nostro Paese purtroppo, e non da oggi, non ha credibilità né agli occhi di chi ci guarda da fuori e men che meno da chi ci vive e fa impresa.
La pandemia che stiamo vivendo ha fatto emergere tutta la polvere nascosta da anni sotto i tappeti o fra le cisterne del Pianello ed ora brancoliamo nella nebbia più fitta.

Stiamo constatando con profonda amarezza che poco o niente è cambiato; fare impresa è pressoché impossibile!
Le aziende sono sempre più disorientate da notizie ufficiali e ufficiose postate via Facebook di sgravi e aiuti finanziari da parte degli istituti bancari salvo poi scontrarsi con la dura realtà, a tutt’oggi nessuno o quasi ha potuto accedervi.

Ribadiamo che è inutile e controproducente proclamare se poi non viene attuato ciò che si dichiara.

Chiediamo di attuare un ragionamento in primis sui dati reali e oggettivi, ad iniziare dal bilancio dello Stato, ragionamento necessario prima dell’emanazione di qualsiasi provvedimento riguardante ogni singolo argomento.
Purtroppo dobbiamo constatare, dopo questi ultimi due mesi di colloqui, che la capacità di un “ragionamento di Sistema” non è da tutti, sia da parte dei congressisti che da parte di alcune parti sociali!

Diciamo basta al solito metodo, siamo rimasti pazientemente in attesa anche per rispetto al grande lavoro affrontato dalla sanità, ma ora diciamo che il tempo è scaduto.

Non ci interessano le “bandierine” che sia la parte politica che alcune parti sociali vogliono piantare.
E’ finito anche il terreno su cui piantarle!
Così come è finito il tempo degli investitori che avrebbero già dovuto essere in territorio da anni ma che esistono solo nei soliti proclami dati in pasto alla popolazione.

Dopo due mesi di chiusura della maggior parte delle aziende, gli operatori sono esausti e sfiduciati, non più disposti ad accontentarsi delle solite chiacchiere.

Ora chiediamo fatti concreti!

Non è accettabile che ad oggi siamo ancora in attesa di un decreto di riapertura già proclamato da giorni (o che uscirà) e che dovrebbe entrare in vigore a brevissimo.

L’Unione Sammarinese Commercio e Turismo in questi ultimi due mesi ha dato la più ampia disponibilità ad ogni tipo di collaborazione e confronto con le varie Segreterie.
La più ampia disponibilità di ragionamento sulla grave situazione e sulle importanti difficoltà affrontate dagli operatori e da tutto il Paese, soprattutto per quanto riguarda la liquidità necessaria per sostenere e far ripartire le proprie aziende.

Se viene chiesto alle aziende di tagliarsi un braccio, per non dire tutto il corpo, lo stesso braccio se lo devono tagliare tutti.

Chiediamo come sempre, Equità e Trasparenza in ogni settore sia pubblico che privato ricordando che non esiste nessuno Stato senza Imprese di qualsiasi settore e le Associazioni Datoriali lo hanno dimostrato.

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