Il paese in difficoltà per il debito e la pandemia: il Governo apra subito il confronto, chiede la CSU

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Tra le proposte della CSU, che abbracciano le principali problematiche dell’attuale momento, anche quella dell’ingresso a pieno titolo di San Marino nell’Unione Europea

“Un patto sociale per il futuro di San Marino”: è il titolo e insieme l’obiettivo di fondo del documento presentato questa mattina in conferenza stampa dai Segretari Generali CSU, dopo l’approvazione all’unanimità da parte del Direttivo unitario nella giornata di ieri. Il Governo è il primo destinatario della richiesta di confronto, a cui seguiranno tutti i partiti, le categorie economiche, per poi essere presentato all’Attivo dei delegati CSU.

“Nessuna scelta è possibile senza il coinvolgimento dell’intero paese”, sottolinea la CSU, che nel documento avanza le sue proposte sui principali temi del momento: le banche, il progetto di sviluppo, l’equità e le riforme, il sistema sanitario e il welfare, la Magistratura, il debito pubblico, San Marino e l’Unione Europea. Tutto deve confluire in un progetto complessivo di rilancio del paese su cui ricercare la massima condivisione e coesione.

Il Segretario Generale CDLS Gianluca Montanari parte dalla crisi delle banche, o meglio da quello che definisce  “il guasto” che non fa girare l’interno motore dell’economia sammarinese e che rischia di vanificare qualsiasi sforzo riformatore: “È indispensabile aprire un confronto con il Governo per stabilizzare e mettere in sicurezza il settore bancario. Innanzitutto dobbiamo fare chiarezza sul futuro delle nostre quattro banche, il che significa avere informazioni dettagliate  sulla loro reale capacità di sostenersi e di tornare a fare utili”.

E qui Montanari lamenta “il silenzio dell’Esecutivo” sui contorni di un dissesto bancario che sta zavorrando i conti pubblici e sulle possibili soluzioni da mettere in campo: “Circola l’idea di una emissione da parte della banca d’affari americana JP Morgan di 300 milioni di Titano bond, ma non sappiamo nulla sui tassi d’interesse  di questa linea di credito e sulla destinazione interna di queste risorse da rastrellare sui mercati finanziari”. Così come non sappiamo “se con l’Italia è stato discusso  un piano di d’investimenti pubblici destinato al distretto industriale e turistico  San Marino-Emilia Romagna-Marche”.

Il Segretario CDLS insiste: “Crisi delle banche, stagnazione economica, rilancio dei rapporti con l’Italia e l’Europa sono problemi strutturali della nostra Repubblica, che l’ondata della pandemia ha però aggravato. Per questo l’obiettivo di questo documento è quello di aprire un percorso di confronto con Governo e associazioni imprenditoriali capace di realizzare un patto sociale per dare prospettiva al nostro sistema economico”.

“Ci apprestiamo ad entrare in una fase cruciale della pandemia, ma questa non può continuare ad essere la scusa per limitare il confronto democratico”, ha evidenziato il Segretario Generale CSdL Giuliano Tamagnini. “Il Governo non può pensare di eludere il dialogo, come è sempre successo finora e come ha dimostrato con la scelta di portare il paese ad un indebitamento di 500 di milioni di euro senza parlarne con nessuno, o con il progetto di sviluppo San Marino 2030, presentato a tutti tranne che al sindacato. Finora l’Esecutivo ha tirato dritto sui provvedimenti che ha assunto confidando sulla impossibilità di organizzare iniziative di mobilitazione o protesta a causa delle limitazioni per la pandemia. Ma diciamo basta una volta per tutte a questo metodo di Governo, che elude le più elementari regoli e prassi della democrazia!”

Rispetto al tema centrale delle banche, Giuliano Tamagnini ha ricordato “la necessità di mettere mano alle azioni di responsabilità verso chi ha causato i dissesti degli istituti di credito. Oggi le conseguenze di questi dissesti si sono riversate sul debito pubblico, formato dalla quasi totalità dai buchi di bilancio delle banche che lo Stato è costretto a ripianare. Chi ha sbagliato deve essere chiamato a risponderne penalmente, perché è indubbio che siano stati commessi anche dei reati penali. È una situazione che si è creata negli ultimi 20 anni, dove chi ne aveva il compito non ha controllato adeguatamente i bilanci e il modus operandi delle banche. Occorre quindi anche accertare le responsabilità di chi non ha fatto il proprio dovere nell’attività di controllo.”

“Di vitale importanza è liberare la Magistratura dal giogo della politica”, ha poi rincarato Tamagnini. La riforma che spetta all’Esecutivo è quella di escludere completamente la presenza della politica dall’organo decisionale della Magistratura, ha puntualizzato il Segretario CSdL. “Chi verrebbe mai ad investire a San Marino senza la certezza del diritto e con una giustizia che non funziona, con Magistrati che potrebbero essere rimossi da un giorno all’altro?”

“San Marino faccia il passo definitivo e scelga di fare il proprio ingresso a pieno titolo nell’Unione Europea”, hanno rimarcato i Segretari della CSU. Sarebbe un salto di qualità importante per il nostro paese, che diventerebbe parte integrante del consesso europeo nel quale siamo geograficamente inseriti. Non possiamo continuare a restare ai margini dell’Europa: questa emarginazione frena la nostra economia e le prospettive dell’intera società, in particolare dei giovani, e non ci consente di accedere alle importanti risorse destinate agli Stati Europei per far fronte a periodi di difficoltà.

 

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