La Reuters e i 150 milioni di polemiche

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San Marino. Le faccende bancarie nostrane continuano ad interessare i media italiani. Come dimostra l’Agenzia Reuters che, evidenziando la fonte anonima, dà notizia dei 150 milioni che BCSM dovrà reperire entro il mese di giugno. L’articolo fa infuriare la polemica durante la serata del Sindacato a Domagnano, sia per i contenuti, sia per il fatto che le notizie più scottanti arrivano sempre dai giornali italiani.

“La Banca centrale di San Marino si è attivata per reperire entro questo mese fino a 150 milioni di Euro, portando a garanzia asset nella sua disponibilità, per assicurare un livello di liquidità adeguato al sistema bancario appesantito da 1,8 miliardi di crediti deteriorati lordi”. È quanto riporta un articolo della Reuters a firma di Elvira Pollina che di fatto esplicita quanto già comunicato lo scorso 31 maggio da Bcsm relativamente alla riunione del Comitato per il Credito e Risparmio nel quale Banca centrale faceva sapere di essersi fatta “promotrice del reperimento di risorse finanziarie a supporto del sistema”. La Reuters prosegue: “La valutazione degli attivi nei bilanci delle banche sammarinesi ha evidenziato esigenze patrimoniali legate a non perfoming loans pari a circa 490 milioni applicando i criteri di Basilea 3, riducibili a 260 milioni nelle valutazioni del governo. Si tratta di importi considerevoli per il piccolo Stato, il cui prodotto interno lordo nel 2016 si è attestato a poco più di 1,4 miliardi”.

Una notizia che arriva come benzina sul fuoco durante il dibattito pubblico promosso dal Sindacato, ieri sera, a Domagnano.

“Banca Centrale sta intervenendo sulla liquidità – ha spiegato il Segretario Celli – in base alle prerogative che le sono assegnate per legge, come autorità terza che dà stabilità al sistema.” Un concetto che può essere riferito alla ricerca di denaro, ma anche alle scelte operate su Asset. E infatti, proprio su Asset specifica: “la scelta può essere discussa e non condivisa, ma ci mettiamo la faccia. Quando si potranno dire le ragioni e saremo liberi dai vincoli di riservatezza, si capirà molto meglio tutto. E ci saranno molte sorprese.”

Tuttavia la critica non si è fatta attendere ed Elena Tonnini ha contestato in maniera forte l’autonomia che è sempre stata affidata a BCSM. “La quale deve rispondere al Consiglio – ha ricordato – e quello che è avvenuto dimostra il ruolo sbagliato che si è instaurato tra BCSM e governo.”

Sempre dall’esponente di Rete è stato rilevato che il blocco della Centrale Rischi ha impedito l’emersione dei 30 debitori più grandi, la qual cosa ha causato la sospensione dei tavoli di confronto con l’Italia e di, conseguenza, il fermo dell’iter per la firma del memorandum d’intesa con Bankitalia.

“Questo è gravissimo – ha detto Elena Tonnini – perché significa che non si vogliono far emergere le responsabilità.”

In risposta alla Tonnini, Celli ha ribadito che la Centrale Rischi sarà attivata in autunno e che l’attuale stallo è dovuto al fatto che si preferito optare per il modello europeo in quanto il modello italiano ha portato alla formazione degli NPL.

Ma l’esponente di Rete non è rimasta soddisfatta: “Non diteci che bastano 150 milioni per ripristinare la liquidità. Dite piuttosto che state allenando i cittadini ad abituarsi all’idea del debito estero.”

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