Emanato il decreto salva Banca CIS

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San Marino. Era stato annunciato e oggi è arrivato: il decreto legge d’urgenza che garantisce i fondi pensione. Lo chiedevano il Consiglio di Previdenza e il sindacato. Il testo, già firmato da Reggenza, ha l’obiettivo di “salvaguardare e sostenere gli interessi dei risparmiatori, la stabilità del sistema e favorire operazioni con le medesime finalità”. Gli istituti di credito che negli ultimi dieci anni hanno acquisito o acquisiscono in blocco attivi e passivi o il pacchetto azionario di controllo di altre banche sottoposte ad amministrazione straordinaria o liquidazione coatta amministrativa, potranno accedere ai depositi dell’Eccellentissima Camera e a forme di finanziamento attivate da Banca Centrale. Lo Stato, con la fideiussione, garantisce il rimborso dei finanziamenti a termine concessi da Via del Voltone in favore di soggetti vigilati, anche in regime di amministrazione straordinaria o in liquidazione, qualora Banca Centrale attesti di non potere acquisire adeguate garanzie. All’articolo 4 si fa esplicito riferimento ai fondi previdenziali. I crediti vantati da Iss e Fondiss nei confronti di Banca Centrale o di istituti sammarinesi – si legge – sono coperti da garanzie dell’Eccellentissima Camera. Vengono escluse forme tecniche di impiego caratterizzate da clausole di subordinazione. Il decreto, che ha efficacia fino al 31 luglio 2020, è già nelle mani del Consiglio di Previdenza.

Già in prima battuta, il commento di Giuliano Tamagnini è lapidario: “È insufficiente”. Il problema, forse, è un altro. Ovvero, che i debiti delle banche diventano debiti di Stato. Già si era provato con il famoso decreto di luglio 2017 che intendeva trasformare in titoli di Stato il credito di imposta assegnato alle banche. Su quel decreto, bocciato anche dal FMI, si accese una lunga battaglia, poi fu ritirato. Ma i debiti delle banche sono diventati debiti pubblici lo stesso. È successo con Cassa di Risparmio. È successo con Asset, acquisita da Cassa da Risparmio. Adesso sta succedendo con Banca CIS, che stando alle informazioni circolanti in questi giorni, ha in pancia un centinaio di milioni di fondi pensione, tra primo e secondo pilastro. E che prossimamente faranno capolino nella legge di bilancio. Un bel risultato davvero per quel progetto di riorganizzazione e internazionalizzazione del sistema bancario così tanto caro alla maggioranza e così decisamente portato avanti dall’allora Segretario Celli.

Decreto legge 016 – 19

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