Roberto Ciavatta: “Il Paese muore. Noi non vogliamo che muoia!”

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San Marino. Mercoledì sera va in onda la consueta trasmissione “Palazzo Pubblico” dedicata al commento dei lavori consiliari. In studio, i rappresentanti di tutte le forze politiche presenti in Consiglio. Conduce Monica Fabbri, la quale, nella consueta scaletta di interventi dei parlamentari, chiede a Roberto Ciavatta (Rete) perché durante il dibattito su Banca Cis non si sia riusciti a fare sistema.

Questa è la risposta dell’esponente di opposizione: “Stendiamo un velo pietoso sul riferimento del Segretario di Stato Eva Guidi, perché è stata la lettura della rassegna stampa del giorno precedente. Quindi non c’era bisogno di fare una relazione segreta, né altro. Cosa è successo ai tavoli. Abbiamo avuto un CCR congiunto, come è successo in altre occasioni. Mezz’ora dopo, la maggioranza è uscita sulla stampa per dare la sua versione dei fatti. Mi preoccupa la posizione di Morganti, il quale, candidamente, dice che le soluzioni le deve dare Banca Centrale. Qui c’è una grandissima, insormontabile, diversità di impostazione di vedute.

La soluzione la trova la politica. Gli organismi tecnici sono tenuti ad attuare le indicazioni della politica. Teniamo conto che negli ultimi mesi, il governo non è più in grado di tenere in piedi un tavolo, con nessuno: associazioni, sindacati, gruppi politici. Finché si tratta di gruppi politici, si può parlare di conflitto istituzionale. Ma quando non si riesce a tenere in piedi nessun tavolo, significa che c’è un governo incapace di fare sistema.

Siccome in questo momento, il Paese ha bisogno di fare sistema perché la situazione è molto più drammatica di quanto non sia sentita da parte della cittadinanza, io credo che il governo abbia il dovere di fare un passo indietro. O quanto meno, di sposare delle indicazioni di sistema che vengono portate avanti da altri, visto che non c’è la possibilità, da parte di questo governo, di uscire dalle secche.

Strade ce ne sono, in pochi giorni è possibile smuoverle, noi dobbiamo uscire da questa fase più forti di prima. Possiamo farlo! A meno che non si voglia cedere al ricatto neoliberista per cui si esce da questa situazione con austerity e misure recessive. Ma così moriamo. Noi siamo per non fare morire il nostro Paese. Ma abbiamo poco tempo per non farlo morire. La palla sta a voi (del governo, ndr). Ci vuole qualcuno di voi che prenda atto di quello che è successo, di quello che è stato fatto, forse con dolo, forse semplicemente per incapacità, però bisogna che prendiate atto e facciate in modo che chi vuole tentare ancora di fare qualcosa, possa farlo!”

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