Sui banchi del Consiglio i gravi ritardi del tribunale

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San Marino. La questione giustizia torna al centro dei lavori consiliari, nella seduta di oggi pomeriggio. Si apre infatti il comma n.9 che prevede l’avvio della procedura di reclutamento di due giudici d’Appello, la nomina di un commissario della legge e, soprattutto, l’esame delle relazioni dei magistrati dirigenti sullo stato della giustizia per il triennio 2015-2016-2017.
Ad aprire il dibattito è il riferimento del Segretario di Stato con delega alla Giustizia Nicola Renzi. Ripercorre i momenti più caldi della legislatura, torna sulle “falsità” delle rappresentazioni sostenute dall’opposizione, a partire dall’aver denunciato che “nella Repubblica di San Marino sia stato rimosso un magistrato”, anche agli organismi internazionali. “Questa è la cosa più falsa possibile”, sottolinea, difendendo la revoca nei confronti dell’ex dirigente del tribunale che “a tutt’oggi rimane magistrato ed esercita le sue funzioni pienamente. Quindi, quello che è stato fatto – insiste – è stato fatto tutto nel solco delle leggi, nessun colpo di Stato”. Ricorda di essere stato oggetto di mozioni di sfiducia e censura da parte dell’opposizione, ma conclude lanciando un appello “per cercare una nuova ripartenza sulle questioni legate alla giustizia”.

Quindi gli interventi dei consiglieri di maggioranza che sostengono l’operato del Segretario. “In questi due anni – evidenzia Emmanuel Gasperoni, Rf – gli sforzi profusi dal Segretario di Stato alla Giustizia e dai membri della Commissione affari di giustizia e dal Consiglio giudiziario plenario siano stati orientati solo al connubio virtuoso tra buona politica e giustizia”. In molti interventi dei consiglieri di Adesso.sm, in particolare di Rf, si rimarcano inoltre le criticità evidenziate nella relazione sulla Giustizia del 2017, redatta dal Professor Ferroni, a partire dal problema degli arretrati. “Dei 585 fascicoli aperti nel 2017 – spiega Fabrizio Perotto, Rf – 451 risultano ancora pendenti in istruttoria”. Inoltre osserva come “in capo ad un solo magistrato inquirente risultino iscritti a fine del  2017 ancora 545 procedimenti prescritti: 545 processi andati al macero”.  “Il grande tema della giustizia, al di là di tutte le riflessioni condotte sull’iter che è da due anni in piedi, è quello degli arretrati – ribadisce Margherita Amici, Rf – è il problema più annoso che si sta a mano a mano incancrenendo”. Jader Tosi, C10, rilancia invece l’invito alla collaborazione sia tra magistrati sia in Aula parlamentare: “Il nostro essere rappresentanti deve essere portato come esempio e noi qui dentro dobbiamo fare autocritica – ammette – ma c’è sempre un momento in cui si può girare pagina e intraprendere un percorso migliore”.

Dall’opposizione Iro Belluzzi, Psd, boccia gli interventi del Segretario di Stato e dei colleghi di maggioranza. “Il Segretario Renzi – lamenta – non ha detto nulla”. Punta poi il dito contro il consigliere Perotto che “in maniera strisciante vuole stigmatizzare il comportamento dei magistrati Morsiani e Pierfelici che dovevano essere allontanati”. Alessandro Mancini, Ps ribadisce le critiche al Segretario che ha scelto di affrontare il dibattito “nel modo più semplice e che lo contraddistingue in questi due anni, cioè il silenzio”. Marianna Bucci, Rete, riferisce i suoi timori rispetto agli interventi ascoltati della maggioranza: “Mi auguro che la vostra strategia non risponda alla volontà di togliere dalle mani del Commissario della Legge Morsiani il fascicolo sul caso Titoli e su tutta la questione delle infiltrazioni relative all’Advantage Financial”.  Durissimo Marco Nicolini, Rete, secondo cui le responsabilità dei problemi della giustizia sono più che altro riconducibili a certi magistrati che “sono tumori nel tribunale, che stanno avvelenando e ammorbando l’aria, distruggendo il nostro piccolo paese”.Più tecnici gli interventi dei consiglieri Pdcs: Francesco Mussoni invita “a fare in modo che in Aula non nascano sentenze, ma orientamenti produttivi per il tribunale”. Infine Marco Gatti rileva come la relazione del Prof. Ferroni sia incompleta e chiede un aggiornamento anche con i dati relativi al 2018: “E’ importante lavorare sui dati della relazione e renderli tutti coerenti per dare la possibilità a noi consiglieri di poterli valutare”. Il dibattito proseguirà in seduta notturna.

SMNA

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