L’intervista – Sara Conti (Rf): “Riportare al centro dell’agenda la politica estera: azione imprescindibile per il nostro Paese”

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La rubrica settimanale “NON TI SCORDAR DI ME”, a cura della redazione di tribunapoliticaweb.sm, vuole essere una raccolta di testimonianze, per il tramite di interviste, di tutti coloro che si impegnano quotidianamente a favore della Repubblica di San Marino, delle istituzioni sammarinesi, dell’economia e della comunità in generale. Di tutti coloro che si impegnano, anche solo a titolo personale, per promuovere nel migliore dei modi l’immagine della Repubblica di San Marino, dentro e fuori i nostri confini. A quelli che in definitiva possiamo considerare gli Angeli Custodi della Repubblica più antica al mondo.

Sara Conti (Rf)

 

La prima domanda riguarda il tema del Finanziamento, dopo il duro scontro in Consiglio Grande e Generale e l’annuncio di un possibile referendum. Cosa non vi ha convinto nella proposta del Governo su una questione tanto cruciale per il futuro di San Marino?

Una premessa: già da Marzo, quindi nel pieno della prima ondata della pandemia, abbiamo iniziato a dire quanto fosse secondo noi fondamentale muoversi immediatamente attivando tutti i canali diplomatici per reperire aiuti e finanziamenti, dai paesi amici, alle organizzazioni multilaterali e all’Unione Europea. Era evidente fin da subito che una situazione così complessa per il mondo intero, avrebbe richiesto al nostro Paese uno sforzo ancora maggiore per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie per la ripartenza.
Il 23 Aprile è stato approvato in Consiglio Grande e Generale all’unanimità, un ordine del giorno che dava mandato al Congresso di Stato di intensificare le azioni al fine di “reperire finanziamenti sostenibili tramite canali istituzionali, bilaterali e multilaterali, attivi presso le istituzioni italiane e le organizzazioni internazionali” e “coinvolgere nella definizione di questo progetto il Consiglio Grande e Generale”. Evidentemente quell’ordine del giorno è stato considerato dal Governo carta straccia, dato che per otto mesi il Consiglio non è mai stato coinvolto e che è stata percorsa per iniziativa unilaterale del Congresso di Stato, un’unica strada, quella dei mercati internazionali, conferendo con delibere segretate, contratti di consulenza a JP Morgan e Rothschild.
Infine, fallito il tentativo di piazzare i titoli di Stato sul mercato, il Segretario Gatti ha annunciato la decisione di ricorrere ad un prestito ponte da 150 milioni di euro con la multinazionale Cargill. Ci siamo trovati di fronte ad una decisione già presa, senza proposte alternative, senza sapere come si sia arrivati a questo finanziatore, senza che sia stato permesso a nessuno di visionare il contratto e soprattutto senza conoscere le garanzie poste. Questo è quello che non ci ha assolutamente convinto: la totale assenza di trasparenza, persino all’interno dell’aula consiliare. Una decisione così importante, a nostro avviso, non può essere presa da poche persone nelle segrete stanze e troppe domande non hanno ancora una risposta. Cosa succederà tra un anno quando dovremo ripagare il debito di 150 milioni?

Negli ultimi mesi il dibattito politico è stato in parte monopolizzato dal confronto sul tema della giustizia: ritenete che vi sia la possibilità di addivenire a una mediazione che possa attenuare i toni accesi visti tanto da una parte quanto dall’altra?

Il tema della giustizia è stato centrale fin da subito nella linea politica di Governo e maggioranza e le azioni intraprese in questo campo hanno portato ad un vero e proprio smantellamento del tribunale, generando inevitabilmente uno scontro molto aspro tra le parti, che è arrivato fino alla mozione di sfiducia nei confronti del Segretario di Stato Ugolini.
Abbiamo assistito ad una serie di atti e ad una intromissione tale della politica nel sistema giudiziario, da aver addirittura suscitato la reazione del Consiglio d’Europa, organismo più importante a livello europeo in difesa dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto. Il fatto che questa maggioranza sia disposta a mettere in cattiva luce il nostro paese a livello internazionale pur di perseguire logiche del tutto personalistiche, personalmente mi preoccupa e mi indigna molto.
Mi chiede se vi sia la possibilità di addivenire ad una mediazione che possa attenuare i toni, beh la mia risposta è che con questi presupposti, un crescendo di azioni, alcune delle quali riteniamo illegittime, che hanno portato ad un disequilibrio nella separazione dei poteri, è difficile prevederlo. Se non ci opponessimo a determinate azioni verremmo meno al giuramento che abbiamo fatto come Consiglieri.
Questo però non significa che su questo tema non sarà possibile trovare una mediazione. I prossimi passi saranno determinanti, restiamo quindi in attesa di vedere se qualcuno avrà il coraggio di ristabilire l’ordine democratico; se così fosse saremo pronti a riconoscerlo e a mostrare approvazione, altrimenti non esiteremo a proseguire la nostra battaglia.

La sua azione all’interno del Consiglio è stata spesso caratterizzata da un’attenzione particolare verso alcune battaglie legate ai diritti umani, con riferimenti anche a vicende di interesse internazionale. Quale dovrebbe essere, in questo senso, il ruolo di San Marino, all’interno del dibattito extranazionale?

La mia formazione accademica è incentrata sulle relazioni internazionali e gli studi diplomatici, con un’attenzione particolare ai diritti umani e questo mio background mi porta inevitabilmente a impegnarmi nella politica nazionale, con lo sguardo sempre rivolto anche verso l’esterno. Come ho dichiarato più volte, credo che, pur nei limiti della sua condizione geopolitica di microstato, San Marino non possa e non debba esimersi dal fare la propria parte, specialmente in tema di cooperazione internazionale e di tutela dei diritti umani. Lo può fare certamente promuovendo iniziative a livello nazionale, come quella nata in seguito all’ordine del giorno che ho presentato in Consiglio Grande e Generale, per permettere alle famiglie sammarinesi di accogliere minori profughi non accompagnati che sono attualmente bloccati in condizioni disumane sulle isole greche; ma lo deve fare anche facendo sentire la propria voce a livello internazionale.
In questo senso sostenere il multilateralismo è fondamentale, perché è grazie al multilateralismo che la nostra presenza attiva nei fora internazionali, ci consente di partecipare al dibattito extranazionale e di avere voce in capitolo, al pari dei paesi più grandi.
Sono fermamente convinta che, pur dovendo mantenere un rapporto privilegiato con la Repubblica Italiana, dobbiamo potenziare la nostra politica estera ed estendere gli orizzonti. Siamo parte a pieno titolo di una comunità globale di stati sovrani e proprio in ragione delle nostre dimensioni di piccolo stato, enclave all’interno della penisola italiana, diventa per noi fondamentale tessere una rete di relazioni diplomatiche quanto più estesa e solida possibile, che ci permetta di ampliare le nostre opportunità.

Dopo la pausa natalizia, il Paese sarà chiamato a una prova difficile, legata al rilancio sul fronte economico, finanziario e sociale. Quali saranno le priorità che Rf intende portare avanti nel 2021?

Repubblica Futura è all’opposizione e nel rispetto di questo ruolo continueremo ad esercitare, da un lato la nostra azione di controllo sull’operato del Governo, dicendo sempre ai cittadini le cose che non condividiamo e che riteniamo sbagliate, dall’altro il nostro diritto di critica costruttiva, facendo proposte tese a migliorare il nostro Paese.
Il 2021 inizia per San Marino con delle sfide importanti da affrontare, su tutte quella economica si prospetta come la più difficile, con una crisi che si è ulteriormente aggravata a causa della pandemia e che non permette più ritardi nella definizione di un progetto paese concreto e realizzabile a medio e lungo termine, teso al rilancio dell’economia sammarinese. A tal proposito RF ha presentato alla Legge di Bilancio ben 60 emendamenti, piccoli interventi pensati per aumentare le entrate e ridurre le uscite, senza gravare sulle tasche dei cittadini, come l’accesso al part-time anche verticale nella PA e il part-time imprenditoriale anche per i dipendenti pubblici; una revisione radicale del sistema dei trasporti pubblici in un’ottica di risparmio, sostenibilità e maggior funzionalità; la rescissione della convenzione parcheggi (con un risparmio di 1,6 milioni all’anno); il ripristino della libertà di assunzione per le imprese.
Crediamo che sia necessario attuare uno snellimento della burocrazia, per incentivare chi vuole fare impresa e agevolare tutti i cittadini.
Allo stesso tempo, ci sono altri piani su cui è importante intervenire in maniera decisa e sono quello finanziario, con una riorganizzazione del sistema bancario; quello giudiziario, dove occorre ristabilire lo stato di diritto; quello sociale, perché ci sono ancora molti passi in avanti da fare nel campo dei diritti civili.
Concludo infine, sottolineando quella che è a nostro avviso l’azione imprescindibile per la ripresa del Paese, ovvero riportare al centro dell’agenda politica la politica estera, una politica estera attiva su tutti i fronti, con una particolare attenzione ai negoziati per l’accordo di associazione con l’Unione Europea, che con l’accesso al mercato unico, costituirebbe una chiave di volta importantissima per la ripartenza di San Marino.