In Consiglio Grande e Generale si discute di vaccini e bond

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Comma 1 Comunicazioni

Matteo Ciacci (Libera)
Siamo l’unico Paese che non ha avviato la campagna vaccinale. Non crediamo si possa derubricare a possibile soluzione alternativa quella che abbiamo visto ieri sui giornali ossia l’acquisto dello Sputnik. E’ un’azione concordata con gli interlocutori italiani ed europei o è una strada alternativa ? Altrimenti il rischio è di fare come con le attività economiche dove abbiamo fatto quello che volevamo senza concordarlo con l’Italia e i risultati sono evidenti. Abbiamo diverse domande: c’è stata un’interlocuzione con coloro con cui abbiamo sottoscritto l’accordo dell’11 gennaio? Sputnik è un vaccino ancora non autorizzato Ema e allora ci chiediamo chi l’ha autorizzato ? Il Governo ossia un ente politico?

Nicola Renzi (Repubblica Futura)
Partiamo dai Ristori e degli ultimatum che il segretario Pedini Amati si dà da solo. Non è questo il modo di governare e di rapportarsi con chi sta chiedendo delle risposte. Si è persa nuovamente l’occasione di evitare una figura barbina e di mostrare tempestività nell’azione del Governo. Sui ristori siamo indietro di almeno due mesi. Ennesimo flop. Passiamo ai vaccini. E’ di ieri l’ennesimo annuncio sull’arrivo dello Sputnik: è stato fatto un contratto ad hoc con un fondo russo sulla fornitura dello Sputnik. Il nostro Paese avrebbe potuto farlo tranquillamente vari mesi fa l’accordo su questo vaccino ma il Governo poi ha deciso di agire in maniera diversa privilegiando il rapporto con l’Italia. Ci volete dire qualcosa sul fatto che l’Ue non ci abbia dato una risposta sull’approvvigionamento di vaccini ? Qual è l’ente certificatore sammarinese che ha autorizzato l’utilizzo dello Sputnik? Il Congresso di Stato ? Sarà molto difficile gestire la campagna vaccinale in questo modo. Sul tema dei vaccini si stanno dimostrando lentezze che penso si ripercuoteranno sulla vita del Paese: rischiamo di perdere una battaglia determinante.

Segretario di Stato per Affari esteri Luca Beccari
Settimana difficile per le opposizioni. Non è facile vedere che alcuni tasselli fondamentali su questioni strategiche cominciano a prendere il loro posto. E ora ci lasciamo andare a qualche speculazione sui temi, su come avremmo potuto farlo, quando etc. La collaborazione con l’Italia c’è stata e continua ad esserci. L’accordo sull’approvvigionamento tramite l’Italia è un qualcosa che siamo riusciti a concordare grazie alla disponibilità della controparte italiana. E questo accordo ha avuto nei mesi successivi l’effetto di tardare l’arrivo dei vaccini su questo binario anche perché le procedure da mettere in piedi per dare corso alle spedizioni erano tutte da costruire. Stiamo tutti affrontando qualcosa di nuovo. Questa per noi è la strada maestra perché la maggioranza dell’approvvigionamento dipenderà da questo accordo. Ma i vaccini non sono ancora arrivati. Abbiamo fatto due considerazioni: 1) avere un piano B, un’alternativa che ci metta al riparo da ulteriori ritardi 2) dobbiamo recuperare due mesi dall’inizio della campagna vaccinale. Questo rende necessario avere quantitativi ulteriori. Abbiamo valutato diverse soluzioni ma il mercato europeo è completamente bloccato. Problema comune a tanti Stati e di conseguenza abbiamo scelto, vagliando tra le opzioni disponibili, l’opzione Sputnik. Una scelta lungimirante. La qualità scientifica del prodotto è ottima e San Marino, grazie alle ottime relazioni internazionali che ha con tutti compresa la Federazione Russa, ha avviato un dialogo con il Fondo sovrano che distribuisce lo Sputnik e abbiamo deciso di approvvigionarci di un quantitativo che integra quello con Italia. Non c’è geopolitica che tenga sul tema dei vaccini.

Michele Muratori (Libera)
Una convocazione nata da un ufficio di presidenza convocato alle 13 di venerdì quando c’erano almeno altre 3 alternative: il lunedì mattina, l’inserimento di un comma il lunedì pomeriggio oppure avremmo potuto convocarlo il giovedì mattina che non c’è Consiglio. Siamo qui oggi con 24 ore di preavviso per una convocazione che si poteva fare lunedì. Non capisco questa volontà dell maggioranza di non voler condividere con l’opposizione che non è qui per fare sciacallaggio ma esprime le sue preoccupazioni.

Segretario di Stato per il Lavoro Teodoro Lonfernini
E’ davvero frustrante ascoltare alcuni interventi dell’opposizione. Sulla campagna vaccinale l’unico lavoro che tutti quanti noi dovremmo fare nei confronti del Paese e dell’interlocutore al quale ci rivolgiamo costantemente è dare l’immagine di un Paese che si muove in maniera univoca. E invece siamo anche in questo momento, nonostante sappiate quale sforzo sia stato fatto in queste settimane per approvvigionarsi nella maniera corretta, nella totale contrapposizione. Basta strumentalizzazioni. Nel momento in cui partiremo con la campagna vaccinale ribalteremo la situazione: siamo uno dei paesi che non ha il vaccino al suo interno ora, ma saremo uno dei primi a completare la campagna vaccinale grazie al numero limitato della nostra popolazione.

Andrea Zafferani (Repubblica Futura)
Non giochiamo allo sfascio e non usiamo argomentazioni politiche interne per andare magari sui giornali italiani e parlare male del Paese. Sui vaccini: noi alla critica abbiamo sempre abbinato la proposta. Volevamo migliorare l’accordo firmato con Italia per l’approvvigionamento prevedendo date di consegna e dosi minime. Perché il Governo ha firmato un accordo senza quelle due caratteristiche? L’accordo non prevede quelle due cose. L’altro elemento è la “covax facility” dell’Oms: una possibilità di cui ha approfittato anche Andorra. San Marino non c’è. Perché siamo rimasti fuori da questa opportunità?

Guerrino Zanotti (Libera)
L’arrogante e fascista intervento di Lonfernini merita una risposta. Forse pensa ancora di essere all’opposizione o forse non avrà nessuno all’interno della maggioranza che lo sostiene e che gli dice quanto è stato bravo il Governo. Il diritto di critica dell’opposizione rispetto all’operato del Governo è sacrosanto. E nessuno può venire in Aula per dirci di fare basta: è indegno e indecoroso. Quella appena trascorsa non è stata una settimana nera per l’opposizione ma è una settimana nera per la popolazione. C’è preoccupazione perché ancora non abbiamo iniziato la campagna vaccinale. Quello che resta è che ad oggi ancora non abbiamo un vaccino. Siamo uno dei pochissimi paesi che ancora non ha iniziato la vaccinazione.

Paolo Rondelli (Rete)
Non è una vergogna avere usato il Piano B che il Segretario Beccari richiamava all’inizio del suo intervento. Ringraziamo di avere la possibilità di poter utilizzare strumenti diversi. In questo momento credo ci siano ampie possibilità per questo paese di procedere verso un futuro nuovo e positivo. Abbiamo trovato una strada alternativa, sicura e ben documentata.

Comma 2. Ratifica Decreto Delegato 19 febbraio 2021 n.23 “Emissione di titoli del debito pubblico della Repubblica di San Marino, tasso fisso 3,25%, 24 febbraio 2024”

Segretario di Stato alle Finanze Marco Gatti
A San Marino è stato confermato sul titolo lo stesso rating del Paese. Agli investitori viene proposto un prospetto informativo e sulla base di questo prospetto l’investitore si fa un’idea e decide se investire o meno sul titolo di Stato che verrà emesso. Martedì il titolo è stato collocato con richieste ampiamente superiori rispetto all’offerta che era stata posta. Noi abbiamo richiesto di cercare investitori nella misura di 300 milioni ma abbiamo avuto proposte di acquisto, da parte di investitori, per 1,4 miliardi. Fatta la fase di collocamento sul mercato si va verso la fase conclusiva dell’operazione: lo scambio documentale. Una fase che nessun Parlamento vede fare perché tutte le giurisdizioni sono regolate da dei Dipartimenti del Tesoro dove c’è una legge della contabilità dello Stato che delega tutte queste attività alla parte amministrativa. E questo è un completamento che noi dovremo fare per quanto riguarda la nostra contabilità dello Stato perché ritengo che, nell’ambito delle riforme, dovremo prevedere la riforma completa della contabilità dello Stato e nell’ambito di quella revisione bisogna anche che introduciamo la gestione del debito e la gestione dei titoli di Stato. Così che alla politica rimangano le scelte politiche di indirizzo e di mandato nei termini massimi entro i quali lo Stato può essere indebitato sulla base delle quali l’amministrazione si deve muovere per portare a casa il miglior risultato. Questo è un lavoro che dovremo fare altrimenti ci troveremo sempre più spesso, come oggi, a convocazioni d’urgenza. Io credo che questa sia un’operazione molto importante che, da una parte, fa vedere un paese apprezzato e più forte di quello che è la nostra consapevolezza ma, dall’altra, ci carica di responsabilità perché i programmi annunciati vanno portati avanti, il processo di riforme va portato avanti. L’unico modo per dare risposta al debito è quello di far crescere l’economia ed ottenere maggiori entrate per le casse dello Stato. E per ottenere maggiori entrate occorre attuare processi di riforma che rendano più appetibile investire nel nostro Paese. Abbiamo anche la responsabilità di gestire quello che è un eccesso di liquidità perché alla fine dello scorso anno, avendo notato che non c’erano condizioni di garanzia per fare il lancio di mercato del nostro titolo, abbiamo sopperito attraverso il prestito ponte che ci dava la possibilità di gestire l’uscita sui mercati nel momento migliore. Ci siamo premuniti per avere una liquidità tale che ci consentisse di portare avanti le politiche di sostegno del bilancio e dell’economia senza mettere lo Stato nelle difficoltà di crisi di liquidità. Oggi abbiamo la criticità di doverla gestire: abbiamo 150 milioni di entrate del prestito ponte e 340 milioni di entrata che è l’emissione sul titolo di Stato. Stiamo parlando di 540 milioni che dobbiamo gestire perché ci costano di interessi e di giacenza di liquidità. Tra l’altro il prestito ponte dovremo restituirlo entro la fine dell’anno. Obiettivo del Governo è arrivare al pareggio di bilancio il prima possibile nonostante la pandemia. Non possiamo nasconderci dietro la pandemia per non fare le cose. Il titolo di Stato può essere un fattore positivo per il nostro sistema bancario-finanziario: qualora non sia già stato fatto potrebbe essere un ottimo investimento che migliorerebbe la bilancia dei pagamenti per la Repubblica. Cerchiamo di valorizzare al massimo tutto quello che può avere un ritorno utile e positivo per noi.

Pasquale Valentini (Pdcs)
L’accoglimento della proposta del titolo di Stato sul mercato finanziario è un ulteriore elemento di positività della percezione che il sistema finanziario internazionale ha del nostro Paese. La forza di una realtà come San Marino è stare dentro le istituzioni che ci siamo dati perché sono l’ultima garanzia, rispetto ai cittadini, che quello che abbiamo fatto non è arbitrario. E’ evidente che il titolo di Stato è un finanziamento che è anche un indebitamento. E’ un’opportunità perché significa avere della liquidità ma la domanda diventa subito la sostenibilità di questo debito e la collocazione di questa liquidità che entra. Al netto di questa liquidità che entra noi abbiamo ancora un bilancio in deficit. Non è che adesso il bilancio va in pareggio. Nel 2008 c’era un proposta di deficit di 84 milioni di euro. Abbiamo avuto un momento in cui è diminuito ma non siamo mai arrivati a poter dire: siamo in un momento in cui il Paese è in grado di mettere via dei soldi. Questo significa che dobbiamo prendere delle scelte significative. C’è stato un momento in cui il Pil di San Marino era elevatissimo. C’era la percezione che San Marino avesse una potenzialità interna che non era reale se non attraverso meccanismi che alteravano la percezione di produrre ricchezza. Non eravamo i più bravi di tutto il mondo ma avevamo dei meccanismi che ci hanno consentito in certi momenti di accumulare delle risorse che sono andate a favore di tutti, anche se poi ci sarà sicuramente chi ha guadagnato di più e chi ha guadagnato di meno. Questo ci ha consentito delle cose, come ad esempio avere stipendi più alti, ma ci ha messo all’indice di altri paesi. Il primo pericolo che corriamo è di immaginare che la ripresa economica sia il ripristino di quei meccanismi: è una scorciatoia non consentita ed anzi è pericolosa. Draghi parla di debito buono e debito cattivo. Ecco noi dobbiamo considerare questo debito come un investimento ed è dunque molto importante individuare in questa fase “dove andiamo a investire?”. Se quel debito si esaurisce semplicemente nella copertura dei buchi quando abbiamo finito la copertura dei buchi siamo al punto di prima. Noi dobbiamo fare in modo che buona parte di quel grosso investimento vada a fare da volano per una ripresa economica che miri a fare di San Marino non il paese più ricco del mondo ma un paese capace di garantire quel livello di stato sociale che non vorremmo perdere e che non ha come base la ricchezza ma l’equità e la possibilità di servizi per tutti.

Eva Guidi (Libera)
Siamo per la prima volta alle prese con l’emissione di titoli del debito pubblico della Repubblica di San Marino. Ho trovato un atteggiamento poco sereno nel comunicato arrivato ieri anche perché in commissione Finanze avevamo fatto un confronto molto sereno di fronte ad un evento così importante come quello di fare un debito pubblico di 340 milioni di euro perché, lo ribadisco, di debito si tratta. Un debito pubblico perché purtroppo noi oggi non possiamo beneficiare dei finanziamenti, in parte a fondo perduto, che caratterizzano il Recovery fund dei nostri amici italiani ed europei. Debito pubblico che costa e che ci porta a fare una pianificazione molto puntuale perché in tre anni andrà restituito. E’ positivo avere avuto una risposta abbondante da parte dei mercati internazionali. Personalmente mi sento di rimarcare che si tratta per il nostro Paese di un passaggio che rappresenta un’occasione unica (ed ultima) di rilancio. Serve una gestione basata sulla trasparenza del metodo di gestione per cui ogni euro andrà rendicontato e sulla responsabilità.

Alessandro Mancini (Noi per la Repubblica)
L’ultimo atto su un tema così importante spetta alla politica. La politica che oggi è presente nel Consiglio Grande e Generale chiamata a ratificare il decreto delegato previsto dalla legge di bilancio che contiene indicazioni di carattere tecnico sull’acquisizione dei titoli. Un dibattito molto importante che spero possa essere un nuovo inizio per la Repubblica di San Marino. L’emissione di nuovi titoli deriva dal programma di Governo e da un impegno ben preciso indicato nella recente legge di Bilancio previsionale. La necessità di mettere nuova finanza nel nuovo bilancio era una necessità non più procrastinabile e lo strumento utilizzato ossia l’emissione titoli d Stato era quello concordato.

Nicola Renzi (Repubblica Futura)
E’ un risultato importante il fatto che San Marino sia riuscita ad andare sui mercati internazionali mediante il collocamento di un bond. Ora però ci sono tanti distinguo che secondo me inficiano questa positività e che ci mettono sopra un’ipoteca enorme. In primis la bruttissima pagina del prestito ponte: ci ritroviamo con un debito che sarà strutturato. Un’operazione delicatissime che io credo che il nostro Paese difficilmente oggi è in grado di affrontare. Ed è proprio per questo che noi avevamo detto “prima di affacciarvi sui mercati istituite un ufficio del debito per governare questo passaggio epocale”. Ma non avete voluto farlo. Ci ritroveremo in una voragine in cui avete indebitato il paese per 490 milioni alcuni dei quali serviranno per rimborsare i prestiti pregressi. In secondo luogo l’opacità con cui avete agito ed infine l’articolo 11. Nell’articolo 11 avete scritto che 190 milioni di euro verranno destinati per progetti di sviluppo e per il rimborso del finanziamento sottoscritto con la società Cargill Financial Services International, 93 milioni di euro per rimborsare titoli di Stato zero coupon detenuti da Cassa di Risparmio ed oltre 55 milioni per il rimborso del debito verso Banca Centrale. Fate sparire l’articolo 11. Non create questa ipoteca sul Paese.

Carlotta Andruccioli (Domani-Motus Liberi)
I Governi precedenti per paura di perdere il consenso elettorale hanno guardato il proprio orticello e non hanno fatto le riforme necessari. I Governi passati, degli ultimi 11 anni, sono responsabili della situazione in cui ci troviamo adesso. Quella dell’indebitamento è una strada quasi obbligata a causa della pandemia. Benché l’operazione finanziaria in sé sia andata bene non possiamo considerare l’indebitamento un successo. Sarà un successo se sapremo sfruttare le risorse. Ma dobbiamo dimostrare di avere una lungimiranza che i Governi precedenti non hanno avuto. Con le risorse che abbiamo dobbiamo mettere in piedi una serie di interventi che ci permettano di incamerare altre risorse: riforme per incamerare altre risorse ed investimenti strategici per rilanciare il Paese. L’articolo 11 ci fa capire se questo debito può o meno essere un’opportunità per il Paese: io sono preoccupata perché gran parte delle risorse vengono utilizzate per il ridimensionamento del debito ma colgo con favore quanto detto dal Segretario Gatti che ha parlato di stagione di riforme

Segretario di Stato per la Giustizia Massimo Andrea Ugolini
E’ palese che se vogliamo arrivare ad un processo di riforme ambizioso quelle riforma hanno la necessità liquidità per finanziarle. Dobbiamo arrivare ad un punto in cui riusciamo a diversificare il nostro debito e ad attingere a delle risorse esterne. In questo momento è più importante fare in modo che arrivi capitale fresco nel nostro Paese. E’ importante anche il tasso considerando che questa è la nostra prima collocazione. Questo è un inizio di riforme.

Stefano Giulianelli (Pdcs)
Il buon esito dell’emissione dei titoli ha premiato le scelte di politica economica avviate l’anno scorso dal Governo ma sarebbe un errore pensare che questo risultato possa essere di per sé la risoluzione dei problemi di San Marino. L’obiettivo ora è riuscire a vincere la sfida e di trasformare il debito cattivo in debito buono. Serve conoscenza, coraggio ed umiltà nelle nostre decisioni politiche.

La seduta viene sospesa riprenderà alle ore 15

 

Repubblica di San Marino, 20 Febbraio 2021