Stangata bollette: il Governo tira diritto

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Fattura Elettronica, semplice veloce ed economica

Riceviamo e pubblichiamo da CDLS:

Rincari di luce e gas: il Governo tira diritto e il Segretario CDLS Montanari avverte: “Non assisteremo inerti all’impoverimento di lavoratori e pensionati”.  Si è svolta martedì scorso la videocall convocata dalla Segreteria di Stato per il Lavoro dedicata agli aumenti delle utenze domestiche.  L’incontro è scaturito a seguito delle delibere del 14 Dicembre scorso dell’Authority per i Servizi Pubblici e l’Energia con le quali veniva dato il disco verde ad aumenti pari al 30% per il gas e dal 25 al 35%, in base agli scaglioni di consumo, per l’energia elettrica.  Il confronto con il Governo era stato anche sollecitato da sindacato e associazioni consumatori a seguito delle forti proteste delle stesse rispetto ad aumenti di entità rilevante, che risultano ingiusti per come sono posti e che metteranno in difficoltà le famiglie meno abbienti.

 

AUMENTI DI 300 EURO ALL’ANNO DI LUCE E GAS

“Più che un vero e proprio confronto – puntualizza il Segretario Generale della CDLS Gianluca Montanari – si è trattato di una presa d’atto di decisioni già assunte che, come ci è stato detto, verranno confermate dal Congresso di Stato. Rincari che vanno per la sola luce e gas dal 25 al 35 % e che produrranno aumenti annuali di 250 euro in più per il gas e 80 euro per l’energia elettrica. In pratica un salasso, senza contare che verrà poi deciso, a breve, anche il rincaro dell’acqua potabile”.

“Sottolineare l’inevitabilità degli aumenti – prosegue Montanari- a causa delle dinamiche schizofreniche dei mercati energetici e soprattutto con la giustificazione che da oltre dieci anni le tariffe non aumentano, non giustifica l’inaccettabile mancanza di confronto preventivo con il Governo, concertato e coordinato tra le varie Segreterie di Stato, da svolgersi nell’ambito di un tavolo politico che tenga conto di tutte le riforme in cantiere”.

 

I RINCARI PESANO SULLA PARALSI CONTRATTUALE

Il segretario CDLS pone poi l’accento sulla possibile “fiammata inflazionistica generata dall’aumento delle tariffe, con aumenti dei prezzi dei generi di largo consumo e l’inevitabile ripercussione sui salari”. Tutto questo dentro uno scenario socio-economico segnato da “una paralisi contrattuale che ormai interessa l’intero mondo del lavoro e con contratti che attendono il rinnovo da oltre dieci anni”.

 

“Se questo è il metodo che il Governo intende perseguire – sottolinea Montanari – non solo il sindacato, e la CDLS in particolare, non potrà condividerlo, ma sarà l’intero Paese a non seguirlo. Se da parte di maggioranza ed Esecutivo c’è reale volontà di percorrere un percorso di concreta e costruttiva condivisione sui provvedimenti e sulle riforme, la Confederazione Democratica sarà come sempre disponibile, ma se intende proseguire per la sua strada con forzature, imposizioni ed atti unilaterali, non potremo che prenderne atto promuovendo tutte le iniziative necessarie ad informare, tutelare e mobilitare la cittadinanza, i lavoratori ed i pensionati”.

 

AUMENTI DA CALMIERARE PER I REDDITI BASSI

Il segretario CDLS per l’ennesima volta rinnova infine la richiesta di attivare ”un tavolo coordinato” per definire l’entità e l’impatto complessivo sui bilanci delle famiglie delle riforme che si vogliono introdurre, ivi compresi i costi per utenze e servizi e chiede al Governo di “sospendere gli aumenti di luce e gas anche tenendo conto della necessità di introdurre i necessari interventi economici per attenuarne l’impatto sulle famiglie con redditi più bassi e sui pensionati e cittadini più in difficoltà. E per calmierare i prezzi sui beni di largo consumo”.