Nuove circolari sulle norme anti covid da seguire nelle scuole

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Preparativi per la riapertura delle scuole presso il Convitto Nazionale Statal Umberto I , Torino, 26 agosto 2020 ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Riceviamo e pubblichiamo da Gruppo Misto:

Mentre in Consiglio Grande e Generale ci si appresta a discutere e varare i decreti covid, si scoprono circolari – probabilmente indirizzate dal Gruppo Emergenze Iss al responsabile politico della Segreteria di Stato per l’Istruzione – che dettano le regole da rispettare in caso di positività di alunni o di insegnanti all’interno delle classi.
Quanto portato a nostra conoscenza, oltre a creare l’ennesima insostenibile differenziazione e discriminazione tra soggetti vaccinati e soggetti non vaccinati, minerà irrimediabilmente il diritto alla
Istruzione, creando altresì discontinuità nel percorso scolastico con frequente ricorso alla cosiddetta “Dad”, deleteria e inutile se troppo prolungata per i nostri ragazzi, già duramente provati da oltre due anni di limitazioni e restrizioni.
Riteniamo assurdo che, in caso di accertata positività all’interno di una classe, tutti gli alunni non vaccinati ma negativi al tampone di controllo non solo saranno obbligati a seguire le lezioni tramite didattica a distanza ma verranno altresì obbligati a rispettare un insensato periodo di stretta quarantena. Per dieci giorni, dunque, i ragazzi non vaccinati – ma sottolineiamo ancora una volta, accertati negativi – non potranno uscire di casa. Al contempo, invece, all’alunno vaccinato, seppur contatto di positivo, sarà garantita una vita sociale normale. Questo è a tutti gli effetti un sopruso perché è stato ormai ampiamente dimostrato che la trasmissione del virus può avvenire anche da parte di un soggetto vaccinato.
Se la sola finalità è quella di incentivare la vaccinazione di pochi (gli studenti più grandi sono già quasi tutti vaccinati o guariti) è moralmente inaccettabile che la si voglia perseguire pregiudicando il diritto all’istruzione di tutti. Tali diritti si chiamano fondamentali perché la loro tutela non è una opzione.
Allo stesso modo, impedire ad un insegnante di recarsi a scuola anche in seguito a tampone negativo solo perché non vaccinato, sta creando degli evidenti ed insormontabili problemi organizzativi. Diversamente dall’Italia, infatti, a San Marino non abbiamo graduatorie inesauribili e, come conseguenza diretta di tali irragionevoli scelte, il rischio è quello di non poter garantire la necessaria continuità didattica e la permanenza di importanti figure di riferimento per i bambini più piccoli.
Oltre alle gravi conseguenze organizzative fin qui brevemente esposte, ci chiediamo soprattutto se – ed eventualmente sulla base di quale presupposto – un Documento Operativo della sanità possa comprimere fino a questo punto i diritti di un lavoratore.
Inoltre, ci chiediamo per quale motivo gli interventi volti alla limitazione ed al contenimento dei contagi da Covid- 19 nella scuola non debbano seguire lo strumento della decretazione. Ciò ha impedito, ancora una volta, di conoscere per tempo le misure ritenute idonee, senza aver la possibilità di presentare eventuali emendamenti qualora invece considerate sbagliate o non corrette.
Forza Segretario Belluzzi, il confronto e la legge devono valere anche per lei . Le chiediamo, anche e soprattutto, quale autorevolezza potrà mai esprimere una Segreteria di Stato per l’Istruzione che di fatto accetta tutto questo.
Riteniamo senza dubbio importante e ineludibile il confronto con gli organismi sanitari competenti purché da questo non nascano soprusi dei diritti e violazioni delle norme sul diritto allo studio.