Consiglio Grande e Generale, lunedì 18 dicembre: pomeriggio

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Sedie installate nella sala del consiglio per ospitare i segretari di stato
CONSIGLIO GRANDE E GENERALE, SESSIONE 13-22 DICEMBRE
-LUNEDI’ 18 DICEMBRE- Seduta del Pomeriggio
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     Nel pomeriggio prosegue l’esame dell’articolato del Pdl “Bilancio di previsione 2024”, in particolare, si riprende dal dibattito agli emendamenti presentati all’Articolo 1  “Deleghe al Congresso di Stato”.
Grazia Zafferani, Gruppo misto: Sono la bellezza di 3-4annni che continuiamo con le deleghe in Finanziaria e anche il Consiglo europeo ci fa notare che facciamo abuso delle decretazioni. Le parole fanno fatica ad uscire, sono in imbarazzo, mi sembra di discutere non il bilancio di previsione, ma un programma elettorale con 29 deleghe all’articolo 1, a fine Legislatura.
Pasquale Valentini, Pdcs:  Quando un cittadino mi chiederà nei prossimi giorni cosa abbiamo fatto con la Legge di bilancio, devo sapere rispondere. Non posso dire che abbiamo dato delle deleghe, perché le deleghe hanno senso a fronte di norme che esistono già.  A meno che si metta la cifra destinata per quella delega, perché allora acquista un significato in quella legge di bilancio.
Ci siamo abituati a questo modo di procedere, negli Assestamenti e nei Bilanci: tutti pensiamo ‘adesso tiriamo avanti per un po’ così, poi vediamo’. E se arriviamo a giovedì, si inizierà ad ‘asciugare’: si dirà cosa è disposta a ritirare la maggioranza e cosa è disposta a ritirare l’opposizione, e mi domando perché dobbiamo fare questa sceneggiata. Non è ragionevole impostare le cose così fin dall’inizio. Che una asciugatura sia necessaria lo vedono tutti. Io non sono contento per l‘ambiguità e per la gravità che questo comporta rispetto al ruolo che abbiamo. La mia proposta è questa:  credo che questa asciugatura sia indispensabile, anche rispetto l’anno che abbiamo davanti che è un anno elettorale. Inserire deleghe che vanno al 31 dicembre significa che pensiamo che le elezioni possano essere a dicembre. Anche come maggioranza ci dobbiamo dare chiarezza, altrimenti è un bilancio non realistico.
Fabio Righi, Sds Industria: Colgo l’occasione per un tema toccato da più consiglieri inerente alla delega sulla possibilità di intervenire con la creazione di apposite sendbox normative. C’è anche un emendamento totalmente abrogativo che è non accoglibile, un altro aggiuntivo della lettera f) che trovo non possa comunque essere accolto perché dà una specificità ulteriore non adeguata. In sintesi: abbiamo cercato di spiegare che elemento di competitività per San Marno può essere quello di mettere a disposizione il proprio ecosistema, che diventa ideale per chi fa attività di ricerca e sviluppo all’interno nostro contesto. A livello internazionale possiamo offrire la nostra autonomia legislativa, dare strumenti flessibili per progetti pilota con una normativa specifica di durata limitata a pochi mesi. Dare un quadro normativo non esteso a tutto il paese. ma a un progetto che è elemento di assoluto interesse: in quella direzione va quell’intervento. Sarà poi il decreto delegato a definire chi e con che modalità accedere a questo regime, di qui la generalità del decreto.
Marica Montemaggi, Libera: L’intervento del Sds Righi conferma che nel primo articolo il governo ha lanciato argomenti, senza specifici paletti. S si va ad esautorare ancora una volta il ruolo di quest’Aula, dando mandato al governo di fare un po’ di tutto, interventi spot che si fa fatica a comprendere.
Daniela Giannoni, Rete: Questo articolo 1 è problematico proprio per il numero di deleghe che si vanno a inserire e per questo non si può parlare di una Finanziaria asciutta, unico modo per averla sarebbe da abrogare questo articolo che contiene deleghe irrealizzabili a fine legislatura. Vorrei capire poi l’influenza che personaggi del passato hanno avuto rispetto a questa Finanziaria, fintanto che Rete era al governo certi personaggi quanto meno non venivano in riunioni di maggioranza. Pensavamo i nostalgici ci fossero solo a destra invece, a quanto pare, ci sono anche a sinistra. Non so se la politica sammarinese aveva bisogno di questo e se, quanto meno, sia opportuno.
Mariella Mularoni, Sds Sanità: Intervengo sull’inserimento di norme sull’attività libero professionali in ambito sanitario, rispetto cui il governo ha introdotto una delega. Dopo il referendum del 2014, la libera professione è disciplinata da regolamento e dal decreto 153 del 1991, è una normativa che richiede un aggiornamento anche per attrarre ulteriori professionalità, vista la carenza dei medici. L’attività libero-professionale può contribuire a potenziare il servizio e favorirebbe anche la crescita professionale, dato che la casistica in sanità è fondamentale. Visto ci sono emendamenti che chiedono l’emissione di un decreto e che ci siamo impegnati anche noi, dal punto di vista nostro c’è la possibilità di trovare accordo.
Giovanni Zonzini, Rete: E’ un articolo non commentabile anche perché in 4 minuti è impossibile parlare delle decine di deleghe presentate. E’ un emendamento che vale come 30 emendamenti normali, è solo un modo per ridurre il dibattito consiliare al silenzio. Che c’è eccesso di decretazione è vero, purtroppo la complessità delle faccende che l’Aula si trova ad affrontare rende oggettivamente complesso seguire un iter legislativo ordinario, significherebbe avere commissioni e Consiglio riuniti costantemente. Non contesto questo al governo, quanto l’incapacità di trovare accordo su ciò che è delegato, così come la scadenza al 31 dicembre.
Vladimiro Selva, Libera: Se guardiamo al valore di queste deleghe, anche nella precedente Finanziaria, nei fatti rimaste inutilizzate, sono una trentina di reiterazioni. Nei fatti non erano negli obiettivi del governo, tanto vero che siamo qui oggi a ricrearne delle altre.
Marco Gatti, Sds Finanze: Rispetto agli interventi presentati, ci potrebbe essere un articolo su cui ragionare, è quello che riguarda la libera professione medica, come ha anticipato il Sds alla Sanità. Sugli emendamenti presentati dal Gruppo misto mi sembra che rientrino in una logica: si abroga l’articolo 1, però poi sono riproposte deleghe, alcune speculari e altre integrative a quelle del testo. Noi siamo per mantenere così come presentato l’articolato, eventualmente, se c’è qualche miglioramento vediamo su che cosa, se c’è deroga che merita accoglimento, mentre dove sono speculari proponiamo il mantenimento del testo.
Alessandro Rossi, Gruppo misto: Mi fa piacere il Sds Gatti abbia compreso la logica degli emendamenti presentati in un’ottica di miglior chiarezza e comprensibilità del testo. Abroghiamo l’articolo 1 e riproponiamo ogni articolo con delega per circoscriverla maggiormente. Ci terremmo se fosse disponibile a recepire parte delle nostre indicazioni come sostenuto da parte del segretario alla Sanità, ma anche quello sugli incentivi per aziende software pensiamo che qualche elemento si potrebbe migliorare.
Emanuele Santi, Rete: Il governo ha voluto ricondurre tutti i mal di pancia e i desiderata in un libro dei sogni che non si realizzeranno in un unico articolo per dare delega a tutto campo. Non abbiamo voluto fare emendamenti soppressivi su tutte le deleghe, però abbiamo scelto di fare emendamenti abrogativi su alcuni temi che, a nostro avviso, non centrano con la delega. Poniamo attenzione alla maggioranza sul fotovoltaico su terreni, sappiamo che anche che dentro la Dc in tanti non lo vogliono. Per gli altri due temi chiedevamo spiegazioni, su SendBox e regimi fiscali agevolati, ma non ci hanno convinto le spiegazioni del Segretario. Se la maggioranza vuole cogliere anche su queste due deleghe l’opportunità di toglierle, non sarebbe male, perché andiamo a spaziare su un settore su cui  è bene ragionarci prima di dare deleghe in bianco al governo.
Guerrino Zanotti, Libera: Al comma 4, rispetto l’intervento sulle attività libero professionali in ambito sanitario, abbiamo voluto focalizzarci sul fatto che questo intervento deve tenere conto della situazione già critica rispetto alle liste di attesa per l’accesso ai servizi Iss e porlo come focus.  Poi due emendamenti soppressivi al comma 6, la previsione di intervenire con la creazione di regimi agevolati di residenza di soggetti che operano in ambito delle aziende software, che proprio all’indomani della conclusione dell’accordo Ue ci risulta anacronistico. E  l’emendamento soppressivo al comma 12: non siamo d’accordo sulla possibilità di installare pannelli fotovoltaici su terreni privati o pubblici perché riteniamo che la salvaguardia di ambiente e territorio sono prerogative che con un provvedimento di questo tipo non hanno nulla a che vedere.  Siccome ci è stato detto che ci sarà la possibilità di accogliere alcuni emendamenti e uno è quello di Libera al comma 4, mi chiedo quando riusciremo a confrontarci.
Dopo qualche minuto di sospensione per consentire il confronto sugli emendamenti dell’opposizione rispetto cui si è mostrata apertura del governo, si procede al voto: come previsto, sono respinti a maggioranza quasi tutti gli emendamenti dei gruppi di minoranza ad eccezione di due. Il primo è l’emendamento del Gruppo misto aggiuntivo di un comma bis, “Delega modifica disciplina giochi della sorte” per mettere dei limiti all’esercizio delle lotterie su montepremi e a quelle non telematiche. Il secondo emendamento accolto è quello di Libera modificativo del comma 4, per cui viene rielaborato il testo con modifica della data per l’emissione di un decreto che intervenga ad aggiornare la normativa sulla libera professione in ambito sanitario.
 L’Aula passa quindi all’esame dell’Articolo 2 “Differimento di disposizioni normative” su cui è presentato un emendamento solo da parte del governo, ma su cui si sviluppa ampio dibattito. Il Segretario di Stato Gatti illustra quindi le integrazioni all’articolo che riguardano alcune proroghe di decreti: “La delega per l’incentivazione dell’industria audiovisiva, il differimento dei termini di delega sugli alberghi, il differimento dei termini delle deleghe dei crediti di plastica e similari, i comma 17-18 riguardano poi le proroghe riferite all’Ufficio Marchi e brevetti, il Comma 19 è la proroga dei termini per la presentazione delle dichiarazioni fiscali al pagamento Igr. Per quanto riguarda il comma 20 è la proroga di incarico del direttore di Unità organizzativa, sarà fatto un bando per l’assegnazione e dal primo gennaio inizierà l’accorpamento dell’Unità per la Ragioneria dello Stato. L’ultimo il comma, il 21, è la proroga per la presentazione delle norme tecniche di autorità Ict che scadeva a fine anno, ma ancora non sono pronte e ci hanno chiesto una proroga di tre mesi”.
Si apre quindi il dibattito in cui l’opposizione continua ad esprimere perplessità e contrarietà sull’eccesso di decretazione. “Dopo l’articolo Milledeleghe, ci troviamo qui l’articolo Milleproroghe- rimarca  Emanuele Santi, Rete- la prima cosa da evidenziare è che al comma 1 c’è il differimento di un altro anno rispetto alle deleghe presentate in Finanziaria lo scorso anno, sono 20 deleghe, forse 22. Ciò conferma quanto già detto: l’anno scorso, per accontentare tutti, furono fatte deleghe su tutti i temi possibili immaginari, e ad alcune- fortunatamente- non è stato dato corso e quest’anno succederà uguale”.  Per Guerrino Zanotti, Libera, questi articoli “l’1 in particolare, ma anche il 2, decretano l’inefficienza del governo rispetto temi che lui stesso ha ritenuto degni di essere affrontati nella Legge di Bilancio l’anno scorso, a dicembre 2022, che però ha ignorato o comunque sui quali non ha concretizzato le proprie politiche”. Roberto Ciavatta, Rete ribadisce il concetto: “Qui discutiamo di deleghe introdotte in normative precedenti e che non sono state realizzate nel corso dell’anno scorso e sono reiterate- spiega- Sono tutti provvedimenti che il governo doveva fare quest’anno ma non ha fatto, non c’era volontà di farli, era risaputo agli inizi del 2023, tanto da portare alla scissione della compagine governativa”. Non solo: “Tra prima e seconda lettura- prosegue Ciavatta- ci si è anche dimenticati di alcuni decreti da rinnovare, tanto che hanno dovuto fare un emendamento per inserirli, a dimostrazione che non c’è la capacità di concentrarsi sulle urgenze”. “Questo emendamento fa pendant a quello visto in precedenza- osserva Nicola Renzi, Rf-  ed è la conclamata conferma che il governo non è riuscito a realizzare gli obiettivi che il Consiglio gli aveva affidato. C’è una corsa spasmodica a dover realizzare le idee e i progetti non più con leggi, ma con decreti, ma la decretazione ha lato negativo: quello di deleghe totalmente aperte e quello della scadenza.” E “lo stesso presidente della Dc- ricorda Renzi citando Valentini- ci ha detto che il modo di delegare al 31 dicembre 2024 è inaccettabile”. Tira le somme Vladimiro Selva, Libera: “Qui abbiamo 25 decreti, a cui oggi diamo altri 12 mesi in un contesto in cui c’è una maggioranza che di fatto baratta la possibilità di effettuare questi decreti con l’una e con l’altra forza”. Eppure, “se sono di interesse generale- prosegue- non si capisce perché non siano stati già emessi. Ora il governo avrà 20 decreti nuovi in forza dell’articolo 1 e qui altri 25 di cui si prevede ulteriore decorrenza”. I numeri sono però corretti al rialzo da Giovanni Zonzini, Rete: “La situazione è peggiore, sono 29 i decreti nell’articolo 1 ed è difficile persino prevedere la quantità di proroghe, almeno una trentina all’articolo “. In conclusione, “sostanzialmente il governo, entro il 31 dicembre prossimo, dovrebbe fare tra i 50 e i 60 provvedimenti- stima Zonzini- di cui 29 sono quelli che non è riuscito a fare dal 2022. Tra questi ci sarebbe anche la riforma fiscale e non si capisce perché è una scadenza che viene prorogata, visto che non la volete fare”.
Alla fine del dibattito l’articolo 2 emendato dal governo viene approvato con 30 voti favorevoli e 20 contrari.
L’ultimo articolo esaminato nella seduta del pomeriggio è l’Articolo 3 “Acquisizione di risorse mediante finanziamenti nazionali o internazionali o emissione di Titoli del debito pubblico”, su cui è presentato un emendamento di Rete. Lo illustra Roberto Ciavatta: “Il governo ribadisce che anche per il 2024 ci sarà la necessità di un roll over e nel comma 1 stabilisce che c’è anche la previsione di reiterazione di 50 mln di titoli piazzati internamente al Paese. Noi riteniamo quella percentuale di debito sia da piazzare internamente, eliminando la dicitura che prevede la possibilità di collocamento anche sul mercato internazionale, perché si deve ridurre l’esposizione verso l’estero. Il nostro emendamento si occupa della parte finale del comma 1 e va a indicare che i titoli di debito pubblico siano da fare verso il mercato nazionale fino a 100 mln di euro e che il debito estero sia ridotto di 50 mln. Questo perché il debito estero piazzato quest’anno ha interessi al 6,5%, quello interno al 3,5%,, se il debito scendesse a 50 mln verso l’estero e salisse a 100 mln internamente, avremmo un guadagno netto di circa 1,3 mln sul costo degli interessi, che sono intervento comunque di risparmio”.
Replica il Sds Gatti, motivando l’orientamento contrario del governo all’emendamento di Rete: “Abbiamo avuto incontri con Abs in cui ci hanno detto di stare attenti e non esagerare a esautorare le riserve interne. Il prossimo anno ci sono 100 mln di euro di debito interno di roll over . Non credo gli investitori interni siano più benevoli rispetto quelli esterni, il tasso dipende dalla durata e anche se il debito interno può portarci a un risparmio, temo possa essere più pericoloso rispetto al vantaggio di avere oggi una diversificazione. Tra l’altro anche Fitch ci sollecita che le nostre forme di finanziamento sono poche e ci sollecita di farne di più e non ci dice di fare debito interno perché le riserve interne non sono così rilevanti.”  L’Emendamento di Rete all’Articolo 3 viene quindi respinto con 28 voti contrari e 17 favorevoli.
Prima di chiudere la seduta del pomeriggio viene quindi approvato l’articolo 3 con 28 voti favorevoli e 17 contrari. In seduta notturna proseguirà l’esame dell’articolato e degli emendamenti alla Legge di Bilancio 2024.