Ali Turki: devo avere 30 milioni da banca CIS

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San Marino. Torna Ali Turki con un’intervista al tg della sera di RTV. Dopo l’altra, famosa, intervista in cui aveva annunciato un progetto da 500 milioni di euro per San Marino, con la costruzione di un ospedale nuovo, di un aeroporto a Torraccia e di un maxi albergo, oltre all’acquisto di banca CIS per 92 milioni di euro, questa volta torna a spiegare perché tutto questo non è avvenuto. Il momento è importante, proprio perché banca CIS è al centro di molte attenzioni in quanto sottoposta ad amministrazione controllata e al blocco dei pagamenti, mentre il suo direttore e amministratore delegato è stato prima sottoposto agli arresti domiciliari, poi liberato e ampiamente scagionato.

Ali Turki si sente parte lesa e precisa, già in prima battuta, che “lui non è indagato” nella vicenda banca CIS. Ritenendo di aver subito un danno, ha fatto depositare dal suo avvocato Stefano Caroli, due denunce: una presso la Procura di Rimini e una al Tribunale di San Marino. Quindi racconta come sono andate le cose relativamente al master plan non andato in porto. Inizialmente, l’imprenditore saudita ebbe un incontro con il governo sammarinese insieme ad un gruppo cinese. Accompagnati da alcuni funzionari, i futuri investitori visitarono le zone interessate, con l’idea di tornare successivamente con un team di esperti del gruppo cinese. “Abbiamo comunicato la data di arrivo – riferisce Ali Turki – ma da San Marino ci hanno detto che avremmo dovuto aspettare due mesi. Abbiamo aspettato, dopo di che, ho fatto arrivare a Milano, con soldi miei, quindici persone dalla Cina.”

Continua a raccontare che anche una società italiana era interessata al progetto sammarinese. “Ma alla fine è saltato tutto perché, per questioni burocratiche, non è stato possibile visitare i siti e fare gli approfondimenti necessari, compresa l’analisi dei costi. Tutto avrebbe dovuto essere finanziato dal gruppo che includeva i cinesi.”

Riferisce quindi che era stato introdotto a San Marino dall’egiziano Mohamed Ali Ashraf  e Flavio Pelliccioni. “Mi dissero che il potenziale investimento in banca CIS sarebbe stato un buon affare e che la banca era sana.”

Mentre Ashraf è citato nell’ordinanza Morsiani, di Pelliccioni non si fa cenno da nessuna parte. Turki dice aver interrotto ogni relazione con entrambi e di mantenere una residenza in una villa in affitto a Misano Adriatico: “Per proteggere i mie interessi – rivela – recuperare i miei soldi messi nella banca, in cui ho trasferito complessivamente più di 30 milioni. Ho messo soldi veri a San Marino!”

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