Consiglio: scoppia il caso dei bilanci “falsificati”

Se fosse vero, chiedono le opposizioni, ci sarebbe dolo e quindi sarebbero necessarie azioni di responsabilità. L’attacco è diretto al Segretario Zafferani che ha scritto l’affermazione sui bilanci di Cassa

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San Marino. Come era nelle attese, il Consiglio di settembre si apre con uno scontro diretto tra maggioranza e opposizione. Il tema è sempre quello delle banche, della situazione in cui vive l’intero comparto e, in particolare, le questioni che ruotano intorno a Cassa di Risparmio. Sul tema, sono stati presentati ben tre Ordini del Giorno.

Non basta la testa di Savorelli. Anzi, la lettera inviata dal CCR a Banca Centrale per chiederne il licenziamento, consegnata ieri mattina in Aula dal Segretario Celli, fa infuriare ancora di più le opposizioni. Che vi riscontrano aspetti gravissimi.

Così si chiede anche la testa di Grais e di tutti coloro che in questi mesi, in maniera del tutto autonoma, hanno portato il Paese alla crisi. Ben tre ordini del giorno vengono presentati su questo tema.

Uno a firma DC, che recista: “Il Consiglio grande e generale (…) sollecita il Consiglio direttivo di Banca centrale ad evitare la conclusione di ogni forma transattiva in via bonaria nei confronti del dott. Savorelli, ritenendosi sussistente la giusta causa alla base del licenziamento’”.

Un secondo Odg a firma di Rete-Msdi: “Il Consiglio grande e generale impegna il congresso di Stato 1) ad avviare l’iter in Consiglio per la sostituzione immediata del presidente di Banca centrale; 2) ad avviare le procedure previste dalla legge al fine di addivenire entro 30 giorni alla sostituzione del comitato direttivo e l’interruzione di ogni contratto instraurato con il personale operante nel coordinamento della vigilanza; 3) a stabilire per legge la separazione tra banche commerciali e di investimento; 4) a predisporre insieme a forze sociali ed economiche un progetto di sviluppo del sistema bancario 5) a intraprendere azioni volte a riaprire il dialogo con Bankitalia per addivenire nel più breve tempo possibile alla sottoscrizione del Memorandum d’intesa”. 

Un terzo ordine del giorno accende i fari su un’altra questione molto delicata, conseguente alle affermazioni del Segretario di Stato Zafferani sui “bilanci falsificati” di Carisp. Non falsi, o sbagliati, ovvero azioni che potrebbero essere indotte da buona fede, ma azioni “dolose” intraprese per fini oscuri, e che pertanto hanno una valenza penale. L’affermazione non è stata fatta durante una chiacchiera da bar, ma addirittura è stata sottoscritta da un Segretario di Stato. Quindi, il governo, deve essere conseguente.

Di qui, il testo dell’Odg che chiede di verificare l’operato di tutti gli organismi che hanno gestito Cassa di Risparmio dal 2008 in poi, cioè dal momento in cui è scoppiato il caso Delta. “Il Consiglio grande e generale(…) impegna il Congresso a dare indicazioni all’Ecc.ma Camera di intraprendere azioni di responsabilità nei confronto di coloro che hanno avuto un ruolo nella stesura del bilancio di Cassa di risparmio dal 2008 in poi e nella fattispecie: 1) i membri dei Cda di Cassa che si sono avvicendati negli anni 2)  tutti i dirigenti di Cassa che hanno avuto ruolo nella concessione di crediti e nella redazioni di bilanci e dei piani industriali; 3)tutti i sindaci di governo che hanno partecipato all’approvazione dei bilanci per conto dell’Ecc.ma Camera; 4) le società di revisione coinvolte nell’approvazione dei bilanci; 5) i legali rappresentanti dei soci azioni di Cassa  che hanno partecipato e approvato bilanci dichiarati ‘falsificati’ da un Segretario di Stato in carica’”.

Anche su tutti gli altri argomenti, in Consiglio è muro contro muro.

Al Segretario Celli e alla maggioranza viene indicato “l’obbligo” riconoscere la responsabilità di aver trasformato una crisi patrimoniale in crisi di liquidità. Viene ricordata la ferma posizione della maggioranza sul fatto che “l’autonomia di Bcsm non si tocca” mentre l’opposizione sosteneva che BCSM doveva comunque rispondere alla linea politica del Ccr.  Ora il governo lo ha messo in un decreto per evitare che un pazzo arrivasse qua a far saltare il paese. Ancora: Romito doveva andare via per primo, ma è rimasto solo lui e se ne va quando vuole, il 14. Su Asset, l’augurio è che ci si sieda al tavolo per spalmare le sue perdite perché l’annessione creerà ulteriori problemi.

“Dobbiamo evitare che permanga la sfiducia sul sistema bancario – dicono le opposizioni – o la risolviamo tutti o andiamo tutti all’aria. Allora bisogna fermarsi tutti insieme, adesso quali sono le soluzioni?”

Dai banchi della maggioranza, al contrario, le posizioni sono fermissime sulla difesa dell’operato del governo. “. C’erano obiettivi da raggiungere, il 5 ter, la cessione in blocco di Asset, che sono di competenza e riguardano l’autonomia di Bcsm. Per questo si è giunti a un livello di criticità innalzata nel tempo, fino al punto di non ritorno con il dito medio che è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.  Rimangono validi i due macro obiettivi quindi: Cassa di Risparmio con un bilancio che dia un quadro chiaro e netto della situazione, spalmando la perdita in modo compatibile con la situazione finanziaria del nostro Stato, quindi l’accelerazione sull’operazione di Asset-Cassa. Il rallentamento era dovuto non alla politica, ma ad organismi che gravitano attorno agli istituti.”

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