Caso Titoli e Fondi pensione: la CDLS insieme al Consiglio per la previdenza nella costituzione di parte civile

0
16

Netta la posizione del Segretario Generale della CDLS Gianluca Montanari, in piena sintonia con il Consiglio per la Previdenza ISS, riguardo la costituzione di parte civile a difesa dei “Fondi Pensione ISS”. Per la CDLS sarebbe inaccettabile che nel prossimo futuro si chiedano sacrifici a lavoratori e pensionati in un contesto di assoluta impunità per i responsabili dei dissesti bancari

C’erano grandi aspettative di fare finalmente chiarezza, nonostante il lunghissimo periodo istruttorio, in merito ai ai provvedimenti che sarebbero stati emessi dal Commissario della Legge sul famoso “caso titoli” e riguardo alla ben nota problematica relativa ai “Fondi Pensione ISS” relativi al primo pilastro gestiti dalla ex Banca CIS mediante “pronti contro termine” che – di fatto – pare fossero garantiti da titoli che gli ex vertici della banca avevano già impegnato in altre operazioni finanziarie con controparti estere.

Molte anticipazioni erano apparse nei mesi scorsi sui media locali grazie allo stralcio di alcune ordinanze dalle quali appariva uno scenario inquietante, con intrecci e commistioni tra gli ex vertici di Banca Centrale, di Banca CIS e altri soggetti non meglio indentificati, alcuni dei quali – probabilmente – collegati alla politica.

E’ stata forte la reazione della CDLS nel momento in cui si è concretizzato il commissariamento di Banca CIS con il contestuale rischio per i Fondi Pensione ISS e Fondiss depositati presso la banca; tramite il Consiglio per la Previdenza la CDLS ha sin da subito condiviso la necessità di presentare un esposto alla Magistratura per fare la massima chiarezza su quanto avvenuto in Banca CIS e verificare la correttezza dell’operato dei vertici della banca.

La raffica di archiviazioni che emerge dalle notizie apparse sulla stampa, ci lascia stupefatti ed amareggiati. Pur non entrando nel merito di quanto ha deciso il Magistrato inquirente, va sottolineato che l’archiviazione di molti capi di imputazione e l’esclusione di personaggi di primo piano in questa inquietante vicenda è per la CDLS una occasione mancata per fare chiarezza, approfondire quanto avvenuto e portare in giudizio tutti i responsabili di quanto avvenuto.

Il rischio concreto, come già avvenuto sin troppe volte anche nel recente passato, è che ai cittadini ed al Paese resti per i prossimi decenni l’onere e la certezza dei debiti causati da queste gestioni sciagurate, mentre nel contempo calerà un velo impenetrabile sull’accertamento approfondito delle reali responsabilità di tutti i soggetti coinvolti (ivi compresi gli eventuali legami con la politica) e, come atto finale, arrivi la definitiva mannaia della prescrizione dei reati.

Per la CDLS sarebbe inaccettabile che nel prossimo futuro si chiedano sacrifici a lavoratori, pensionati ed alle loro famiglie o, peggio ancora, ulteriori interventi sui Fondi Pensione in un contesto nel quale – ad oggi – non si ha la minima certezza di punire in modo esemplare i responsabili dei dissesti bancari e di poter recuperare dagli stessi – anche in parte – i debiti a carico della collettività e delle future generazioni. Lo scenario che emerge da quanto avvenuto è quello di una costante, ripetuta ed inaccettabile impunità.

Nella seduta di martedì 20 Gennaio, il Consiglio per la Previdenza ISS ha deliberato di costituirsi parte civile affinché sia rigoroso l’accertamento di quanto accaduto, si accertino le responsabilità sul piano giudiziario e si possa arrivare senza indugio a comminare pene congrue alla gravità di quanto commesso, ivi compreso il ristoro economico a favore della collettività: tutto ciò in piena sintonia con l’orientamento del membro della CDLS – il Segretario Generale Gianluca Montanari.

Per la CDLS il reato più grave che i responsabili dei dissesti bancari hanno compiuto – anche se non penalmente perseguibile e sanzionabile – è stato quello di ipotecare il futuro del nostro Paese e delle generazioni che verranno: rispetto a tutto questo non esiste né prescrizione né archiviazione!