Fitch Ratings riconosce a San Marino i tanti e importanti miglioramenti portati avanti dal Paese ma, in ragione di fattori esterni e strutturali, abbassa il rating a BB

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La Segreteria di Stato per le Finanze e il Bilancio, preso in esame il report in cui Fitch abbassa il rating di San Marino a BB, report che si inquadra in un contesto internazionale particolare in quanto caratterizzato da eventi come la guerra russo-ucraina, l’aumento dell’inflazione e la crisi energetica dettata dalla difficoltà di approvvigionamento del gas e dagli alti costi energetici, restituisce un’analisi che non concorda con alcuni punti della relazione.

Fitch riconosce alla Repubblica di San Marino i miglioramenti portati avanti dal paese quali il consolidamento del bilancio pubblico anche in termini di livello di liquidità, il miglioramento del sistema bancario sia in termini di coefficienti patrimoniali che di liquidità, i dati della bilancia dei pagamenti riferiti alla partite estere che si sono dimostrati resilienti nonostante la pandemia e la stabilità del sistema politico del Paese. Nonostante questo Fitch decide di effettuare un downgrade del rating in ragione di fattori principalmente esterni che accrescono il rischio sul paese, quali la volatilità dei mercati finanziari internazionali che potrebbe rendere difficile o oneroso un accesso al mercato nel momento in cui si andrà a rifinanziare il titolo nel 2024, l’aumento dei costi dell’energia e il rischio delle forniture che potrebbe incidere e condizionare l’economia sammarinese. L’adeguamento del risultato infine dipende Fitch da questioni strutturali che riguardano gli NPL. ‘E’ stato fatto molto per gli NPL –, commenta il Segretario di Stato per le Finanze e il Bilancio Marco Gatti. A livello legislativo il governo ha fatto la sua parte, ora bisogna velocizzare la cartolarizzazione. Il Paese deve continuare a muoversi come fatto fin qui’.

In quanto agli elementi esterni Gatti aggiunge: ‘San Marino ha già dimostrato nella gestione del Covid, così come dimostrerà nella gestione della crisi, di essere molto più agile e veloce degli altri stati nell’adottare interventi. Durante la pandemia da Covid, San Marino è stato il solo Paese che ha realmente contenuto la decrescita ancorché si prospettassero scenari catastrofici e ha già predisposto un piano per quanto riguarda la crisi energetica. Rispetto agli altri Paesi ha un costo dell’approvvigionamento minore perché si è mossa prima attraverso operazioni di copertura finanziaria. Riteniamo pertanto che le criticità che Fitch vede su San Marino possano essere affrontate e approcciate come fatto finora’.

Si tratta -, proseguono alla Segreteria Finanze, di un giudizio di passaggio che paga lo scotto di una situazione internazionale generale molto difficile con ricadute che Fitch ritiene per San Marino ancora più stringenti e penalizzanti essendo il nostro un piccolo Stato con un’economia aperta. Siamo però fiduciosi che il contesto internazionale migliori e che ci sia il tempo per il sistema Paese di adeguare una serie di indicatori che sono stati evidenziati prima del rollover del bond’.

Il Segretario Gatti conclude: ‘Non ci aspettavamo un downgrade rispetto alle performance del sistema di cui Fitch ha dato atto e che hanno riconosciuto. San Marino è troppo penalizzato da questi eventi esterni che, non riguardando solo il nostro Paese, comunque troveranno una soluzione. Facendo parte dell’Eurozona San Marino non sarà abbandonato, io non distolgo l’attenzione dai prossimi interventi che devo portare avanti in attuazione del programma di governo e del piano di riforme che abbiamo da tempo definito’.