Affollamento sui bus, la preoccupazione dei genitori

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La presentazione di dieci nuovi autobus dell' Anm (Azienda Napoletana Mobilita'), cui ha partecipato il sindaco Luigi de Magistris. Napoli, 6 novembre 2018 ANSA / CIRO FUSCO

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato dell’Associazione Pro Bimbi

Come Associazione esprimiamo preoccupazione per questa ulteriore ed imminente reintroduzione della DAD a rotazione nelle scuole medie (ad eccezione delle classi prime) per diminuire l’affollamento dei bus, specialmente dopo che sono fortemente emerse le criticità nei ragazzi delle superiori, che pur sono più grandi ed autonomi.

Riteniamo che per i trasporti si possa e si debba cercare un’altra soluzione senza arrivare subito e semplicemente ad “alleggerirli” di ragazzi, senza prevedere alternative che consentano a tutti di poter continuare a frequentare in presenza e, a quelli che hanno reale necessità, di utilizzarli per il tragitto casa-scuola.

, con un questionario simile a quello inviato per avere informazioni sulla dotazione tecnologica, ̀ / , per capire in quanti potrebbero farlo e quanto questo gioverebbe alla diminuzione dell’affollamento nei bus.

Sicuramente di fronte alla necessità del momento e alla prospettiva della DAD, molti genitori che non lavorano, che lavorano da casa o in proprio o che hanno orari flessibili potrebbero farlo; sarebbe al limite più equo permettere l’utilizzo dei pullman solo a chi ha entrambi i genitori impossibilitati ad andare a prenderli anziché mettere tutti, anche se a “turni”, in DAD (ovviamente a fronte di opportuna “giustificazione”, così come già avviene per consentire l’ingresso anticipato nelle scuole a chi ha questo problema). Pensiamo che probabilmente anche i datori di lavoro potrebbero privilegiare una eventuale breve uscita dei genitori (e magari saltuaria se prestano servizio su turni o si alternano con l’altro genitore) per andare a prendere i figli piuttosto che avere una assenza di una intera settimana ogni tre. Perché ovviamente si parla di ragazzi di 11 e 12 anni che non potrebbero stare soli e ancora una volta si tornerebbe a penalizzare principalmente le mamme (visto che non tutti i lavori si possono fare in smart working, specialmente quelli che vedono maggiormente occupate le donne e che comunque tale modalità non è ancora stata attivata per la pubblica amministrazione). Ma più realisticamente la realtà sarà un’altra: verranno lasciati a casa soli, o ancor peggio con i nonni.

Quindi siamo a richiedere di valutare altre possibilità per ovviare il problema dei trasporti, se questo è il problema. All’andata sappiamo che già molti genitori accompagnano i figli e che le criticità dovrebbero presumibilmente verificarsi maggiormente al ritorno e soprattutto per alcune linee legate ai plessi di Città. Se non si riuscisse a regolare l’affluenza attraverso la disponibilità dei genitori a prenderli all’uscita, si potrebbe allora pensare ad altre diverse soluzioni:

– alternando a rotazione le diverse classi (anziché una settimana ogni tre, che è un intervallo troppo frequente), perché sarebbe molto più gestibile dalle famiglie e permetterebbe di avere quella didattica integrata che si auspicava a supporto ed integrazione della didattica in presenza.

– , anche più piccoli, nelle linee o quantomeno in tratti delle linee più affollate (se si faticasse a trovare pullman grandi non dovrebbero esserci grossi problemi per quelli fino a 20-30 posti, anche ricorrendo ai servizi di noleggio con conducente).

– , uno immediatamente successivo all’altro. Questo comporterebbe un leggero sfasamento e scaglionamento dell’orario di uscita di uno dei due ordini scolastici (medie e superiori) o di alcune classi a rotazione nei diversi ordini, ma probabilmente sarebbe meglio un’ora in meno di lezione ogni “x” giorni piuttosto che un quarto delle lezioni in DAD per una settimana intera ogni tre e per chissà per quanto tempo. L’ora “sottratta” potrebbe comunque essere recuperata con un collegamento nel primo pomeriggio una volta che i ragazzi sono a casa.

Purtroppo, dopo mesi nei quali si è ribadita da più parti la volontà di ragionare per trovare una soluzione all’affollamento di alcuni mezzi di trasporto – indicazione prevista anche negli ultimi decreti – e pur essendo possibili molteplici scenari per la scuola che potrebbero ovviare a questo problema, pare venir scelta la soluzione più semplice ed immediata per le Istituzioni, ma che va a gravare sui cittadini, creando non poche difficoltà alle famiglie e alle fasce più deboli (minorenni e pensionati). Chiediamo quindi di ripensare a questa decisione e di non scaricare sul mondo della scuola problemi che vanno affrontati e risolti in altri contesti.