ISS: “incremento della spesa di 20 milioni di euro in tre anni. Da 84 milioni a 105, il 18% in più”

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COMMISSIONE CONSILIARE PERMANENTE IGIENE E SANITA’, PREVIDENZA E
SICUREZZA SOCIALE, POLITICHE SOCIALI, SPORT, TERRITORIO, AMBIENTE E

Audizione del Comitato Esecutivo dell’ISS in Commissione Sanità.

Al centro degli interventi dei direttori sono le difficoltà nella “ripresa” dei servizi ai cittadini dopo la fase acuta dell’emergenza sanitaria e al contempo la riorganizzazione dei servizi sul territorio in vista della riacutizzazione covid, ma soprattutto a preoccupare sono l’andamento economico e la gestione dell’azienda.

“Siamo partiti da un contesto di incremento importante della spesa- spiega Bruschi-
cresciuta di 20 milioni di euro in tre anni, il 18% in più. Se da 84 milioni di euro si è passati a 105 milioni di euro costi, si parla di una spesa importante in un mercato non libero, dove il bacino di utenti, di residenti, è più o meno lo stesso.

Si è quindi rilevato un “allert”. Forcellini anticipa alcuni dati del bilancio 2019, non ancora approvato: per l’esercizio dello scorso anno il disavanzo per l’attività sanitaria e socio sanitario ammonta a 7 milioni di euro al di fuori dello stanziamento dello Stato.

Dato “ulteriormente aggravato- aggiunge- anche da un disavanzo non coperto nel 2018 di 2,5 mln di euro, a questo si aggiunge un disequilibrio di natura previdenziale che si estende dal 2107 al 2019”. Ovvero: “I Fondi pensione dipendenti hanno registrato un disavanzo non coperto dallo Stato nel 2017 di 3,8 mln di euro, nel 2018 i fondi hanno avuto un disavanzo di circa 6,5 mln di euro non coperto, infine nel 2019 il disavanzo registrato è stato di 24,8 mln di euro ripartito in 10 anni”.

Tirando le somme: “Questa situazione ha prodotto un disequilibrio di circa 38,6 mln di euro- allerta Forcellini- ciò si riperquote, nel rendiconto finanziario, nella tenuta della liquidità dell’istituto che è in una situazione di profonda difficoltà”.

Il direttore amministrativo mette sul tavolo la richiesta alla politica di “trovare una soluzione in tempi celeri per coprire circa 10 mln di euro che riguarderanno o l’apertura di linee di credito o la possibilità di andare ad attingere a fondi pensione del primo pilastro, che dovrà servire a pagare la doppia pensione di dicembre”.

Sul fronte delle Cure Primarie e dei Centri per la salute, sollecitata dalle domande dei
commissari, il direttore Bruschi illustra gli esiti dell’incontro avuto con sindacati e operatori che ha portato a proposte per una nuova organizzazione del servizio territoriale in grado di “per regolare gli accessi e limitare assembramenti”.

In sintesi: i tamponi non saranno più effettuati nei centri sul territorio, ma “centralizzati”, sarà infatti allestito a breve un drive-in dedicato nel parcheggio dell’ospedale.

Più in particolare, rispetto all’attività dei Centri per la salute: “Le visite dei medici sarà regolata- spiega- tra le 8 e le 10 sono previste le visite ordinarie sulla base di 6 prenotazioni, diversamente dalle 3 attuali, dalle 10 in avanti ci saranno le visite urgenti per un massimo di 10”.

Inoltre “sono stati acquistati tre termoscanner per il prelievo della temperatura degli utenti e acquistate telecamere per il tema della sicurezza degli operatori- aggiunge- alla luce dell’aggressività registrata dall’utenza”. Da parte dell’Iss infine si sottolinea la volontà di recuperare e sviluppare la domiciliarità e la presenza territoriale, anche attraverso l’stituzione diuna nuova figura, quella “dell’infermiere di Castello”.

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Nel corso del dibattito, da parte dei commissari, sia di maggioranza che opposizione, viene
apprezzata la relazione del comitato esecutivo ed espressa massima disponibilità a collaborare sui problemi sollevati.

San Marino 14 ottobre 2020

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