di Augusto Michelotti: San Marino Bio

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San Marino Bio,

un progetto che c’era e purtroppo c’è stato anche chi si è dato da fare per farlo saltare per aria e far rientrare il tutto nelle maglie della più grigia qualunquistica banalità generata dall’ignoranza dei nuovi padroni del vapore.

Ma andiamo per ordine, agli inizi del 2017, appena entrato in Segreteria al Territorio e all’Ambiente, mi diedi subito da fare per dare le gambe a un’idea che mi frullava in testa da tempo: trasformare la nostra Repubblica nel primo paese al mondo a regime completamente biologico, cioè rendere biologica non solo l’agricoltura, settore trainante di questa tematica con tutte le sue filiere, come tutti fanno, ma tutto il territorio, compreso il verde pubblico e il verde privato (orti, giardini, ecc.) da regolamentare con norme ad hoc proibendo l’uso di prodotti chimici velenosi e inquinanti a favore di quelli organici e naturali. Il progetto era ambizioso e aveva l’obiettivo di rendere la Repubblica di San Marino il primo stato al mondo Bio al 100% in sinergia con il progetto parallelo “San Marino 2030” ovvero il nuovo PRG di Stefano Boeri. Si stava cercando di far apparire (finalmente) San Marino come un’eccellenza immediatamente riconoscibile all’interno del panorama internazionale con progetti di alta qualità e soprattutto realizzabili in tempi ragionevoli. Naturalmente uno degli aspetti da curare con anticipo, era il riconoscimento di San Marino come presenza Bio in Europa, percorso abbastanza complicato per un paese terzo che è fisicamente in Europa ma fuori dall’Unione Europea. Si sono messi all’opera i funzionari dell’UGRAA e del Dipartimento al Territorio, riuscendo ad impegnare la Commissione Europea a discutere ed eventualmente approvare l’apertura del commercio di prodotti Bio da e per San Marino che era un problema tra i più urgenti da sciogliere, perché il mercato del Bio era già presente e attivo a San Marino pur tra innumerevoli difficoltà. Si sa che la burocrazia ha i suoi tempi e gli enti Europei non sono da meno per cui ci siamo messi in attesa che si riunisse la Commissione di Bruxelles anche se sapevamo che l’accettazione di San Marino era ben vista con ottime possibilità di essere accolta. Così è stato e i nuovi governanti, senza aver fatto nulla, si sono ritrovati un problema risolto senza averne alcun merito. Un grazie a chi ci ha lavorato sarebbe stato gradito, non tanto a me che ho solo dato gli impulsi e le indicazioni politiche ma almeno ai funzionari che ci hanno lavorato; evidentemente la signorilità non fa più parte di questo nostro mondo maleducato e i nostri nuovi governanti ne sono un bell’esempio. Stanno ancora vivacchiando sulle nostre idee, a volte cercando di eliminarle (forse perché non le capiscono), altre volte rubacchiandone la paternità e assumendosene tutti i meriti non dovuti.

Come si può notare, né il sig. Canti né i cervelloni di Rete che si sono sperticati a fantasticare e magnificare i nuovi eventi sul Biologico di cui, ripeto, questo governo non ha nessun merito, non si sono accorti che il progetto “San Marino Bio”, seppur complesso nella sua realizzazione, era già partito e stava decollando con risultati lusinghieri, ma probabilmente quel progetto non l’hanno mai letto perché altrimenti, forse, avrebbero impedito al sig. Canti di licenziare gli esperti (quelli veri) e di chiudere un’esperienza che ci avrebbe rilanciato nel mondo come i primi, i migliori, i più virtuosi, i più originali, della serie San Marino uguale Bio, facendoci fare quel balzo in avanti in un settore in cui avremmo veramente potuto guardare tutti gli altri dall’alto della nostra esperienza sul campo. Ma quando ci si mette di mezzo la mediocrità, ecco che le migliori idee si ridimensionano, ecco che il paese ritorna indietro verso la più ottusa banalità; niente record, niente nuovi punti di opportunità, niente eccellenze, faremo il Bio come lo fanno tutti, senza mai riuscire ad uscire dall’ordinario di una costante ignoranza che mai si lancia e si lancerà verso quei voli pindarici di cui abbiamo un estremo bisogno per risorgere come l’Araba Fenice. La necessità aguzza l’ingegno, si dice, ma un minimo d’ingegno bisognerebbe comunque averlo. Penso che la nostra Repubblica meriti di più che una banda di improvvisati parolai poveri di idee che non si rendono conto del ruolo che potrebbe avere il nostro paese nel mondo, perché noi siamo tra gli Stati più piccoli ed è per questo che dobbiamo navigare alto, dobbiamo obbedire all’assioma per cui: “piccolo Paese, grande Paese” piccolo nelle dimensioni ma grande nelle idee e nelle opportunità che possiamo realizzare proprio perché siamo piccoli. E’ per questo che volevamo realizzare il progetto “San Marino Bio”, perché noi potevamo farlo, perché la nostra dimensione è la nostra forza. C’era un gruppo di lavoro che operava per controllare che le cose andassero per il verso giusto e contemporaneamente desse assistenza tecnica agli operatori agricoli dispensando soluzioni che ogni filiera aveva bisogno di ricevere per raggiungere gli obiettivi preposti. Mi dicono che è stato creato un nuovo gruppo di lavoro interno a San Marino, dubito che sia competente come quello di prima, non per gettare discredito, ma credo che nessuno a San Marino lavori nel settore Biologico da più di trent’anni accumulando esperienze. Non mi stupirebbe che venissero richiamati gli esperti licenziati in marzo per fare i necessari corsi di aggiornamento un po’ per tutti.

P.S. – Non c’entra niente col Bio, ma mi piacerebbe sentire ogni tanto il nostro Segretario agli Interni pronunciarsi sulla sua posizione personale, di governo e di partito (Rete) sulla Cartiera Ciacci che una volta era l’obiettivo di una sua crociata personale per farla chiudere. Per tre anni, dai banchi dell’opposizione, non ha parlato d’altro, come un disco rotto che ripete sempre lo stesso ritornello, un mantra. Ora che ha posizione di governo, sig.ra Tonnini, cosa sta facendo? Ci dica Segretario, ci dica, siamo tutt’orecchi, pendiamo dalle sue labbra, ha già preparato l’ingiunzione di chiusura o se n’è altamente sbattuta ora che anche grazie alla Cartiera ha raggiunto l’obiettivo poltrona? Gradirei risposta, grazie.

Augusto Michelotti

Libero cittadino

 

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