“RURI. Abitare nel territorio in età romana”

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In età romana le città costituivano il fulcro, i “centri servizi” dei territori, organizzati in modo attento e razionale per ottimizzare le risorse disponibili. Agricoltura, pastorizia, caccia, produzione di legname, impianti produttivi per laterizi e ceramica, cave di estrazione della pietra sono alcune delle attività economiche attestate, a dimostrazione di una economia vivace anche nelle aree collinari e montane.

Il 22 e il 23 marzo 2017 si terrà a Bologna il convegno “RURI. Abitare nel territorio: la Regio VIII dall’età romana all’alto medioevo”, che si pone l’obiettivo di valorizzare le conoscenze sull’abitare il territorio dell’attuale Emilia Romagna nell’antichità.

Al convegno, organizzato dall’Università degli Studi di Bologna con l’IBC e le Soprintendenze, parteciperanno anche gli Istituti Culturali – Musei di Stato, con un poster sugli “Insediamenti rustici romani nel territorio della Repubblica di San Marino”, che rende conto delle ricerche archeologiche condotte dal 1997 ad oggi in territorio sammarinese dai Musei di Stato.

San Marino, che in età romana faceva parte dell’entroterra di Ariminum (Rimini), nonostante la limitatezza della sua estensione (61 kmq, dei quali oggi è controllabile circa la metà), ha restituito 56 aree di interesse archeologico (siti e aree di affioramento di materiali) di età romana. Gli scavi e i sondaggi archeologici e gli studi naturalistici hanno consentito di ricostruire il paesaggio culturale nel corso dei secoli e di delineare le attività economiche, tra le quali è attestata la lavorazione della pietra del Titano, tradizionalmente legata alla figura stessa del santo fondatore della Repubblica.

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