Riforma pensionistica, va collocata in un quadro di giustizia sociale ed equità fiscale

0
25

Nessuna proposta scritta è stata consegnata nell’incontro di ieri sulla riforma pensionistica, che ha visto intorno al tavolo le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria. Proprio l’incontro con il Segretario per la Sanità Roberto Ciavatta è stato il tema della puntata di ieri di “CSdL Informa”, trasmessa in diretta sulla pagina Facebook Cuore CSdL, a cui hanno partecipato, oltre al Segretario Giuliano Tamagnini che ha coordinato il dibattito, il Segretario Confederale William Santi, il Segretario FUPI Antonio Bacciocchi, la funzionaria FULI Simona Zonzini, il funzionario FUCS Sthéphane Colombari, il Segretario FUPS Elio Pozzi.

“Ci è stata illustrata la criticità del sistema, e ci sono stati riproposti numeri che già conoscevamo”, ha commentato il Segretario Confederale William Santi. “Da anni sappiamo che la situazione del sistema previdenziale è seria; negli esercizi annuali le uscite sono di gran lunga superiori alle entrate. Come rappresentanti dei lavoratori siamo preoccupati di questo sbilancio finanziario, che crea un rischio di impoverimento per chi è pensione e per chi ci andrà. La riforma va fatta senza indugio.

Detto ciò, nel ribadire la nostra disponibilità al confronto, ancora una volta abbiamo evidenziato che la riforma pensionistica deve essere collocata in un contesto più ampio, che includa anche altre riforme, in primis la revisione del sistema fiscale, per correggere e completare la riforma del 2013 e indurre tutti a versare al fisco secondo le proprie risorse reali, e tutta la partita che riguarda il debito pubblico, mettendo mano alla questione dei grandi debitori e le responsabilità dei dissesti bancari, che sono la causa principale dell’enorme voragine nei conti dello Stato.”

Prima che ai lavoratori e ai pensionati si chiedano ulteriori sacrifici, è necessario che si metta fine alla diffusa elusione ed evasione fiscale, si perseguano i responsabili dei dissesti bancari, e si venga a conoscenza dei grandi debitori dello Stato.

La stessa riforma previdenziale deve essere necessariamente accompagnata dal consolidamento dei Fondi Pensioni e dalla destinazione delle necessarie risorse dello Stato, hanno sottolineato i dirigenti CSdL. I fondi pensioni allocati nelle banche sammarinesi vanno messi in sicurezza e definitivamente sottratti alle mire di chi vorrebbe utilizzarli per fini diversi. E lo Stato deve predisporsi a immettere risorse per le pensioni, risorse che vanno incamerate attraverso l’emersione di tutti i redditi, in particolare dei lavoratori autonomi, molti dei quali ancora dichiarano redditi inverosimili, spesso inferiori a quelli dei propri dipendenti.

“Relativamente ai fondi pensionistici – ha affermato il Segretario FUPS Elio Pozzi – occorre distinguere l’assistenza, ovvero ciò che viene versato per interventi solidaristici (es. assegno di accompagnamento, integrazione al minimo pensionistico, ecc.), dalla previdenza, costituita dai contributi versati da lavoratori ed imprese, specificando i reali costi di gestione della previdenza.”

La situazione dei fondi pensionistici non è uguale per tutte le categorie; in tal senso la CSdL ha chiesto che vengano presentati i conti separati tra il fondo dei lavoratori dipendenti e quelli dei lavoratori autonomi. Bisogna fare la massima chiarezza, ha puntualizzato la CSdL, tenendo conto che vi sono categorie come gli artigiani e i commercianti che da molti anni hanno i propri fondi in pesante passivo.

“Non vogliamo solo il confronto, ma esigiamo che si dia vita ad una vera e propria contrattazione”, ha rimarcato il Segretario Giuliano Tamagnini, ipotizzando anche le più opportune iniziative di mobilitazione e di protesta se emergesse la volontà di realizzare una riforma non condivisa e senza il necessario consenso dei lavoratori e dei pensionati.

Alla richiesta della CSdL di tenere unita la riforma previdenziali alle altre riforme, il Segretario per la Sanità ha risposto che il sindacato dovrà interpellare i singoli membri di Governo per sollecitare i diversi interventi. Quindi, da parte sua non è emersa nessuna disponibilità a collocare la stessa riforma in un quadro più generale e in una visione di insieme e di sistema da parte dell’intero Esecutivo. Per il Segretario Ciavatta, in sostanza, la riforma previdenziale dovrebbe essere un intervento a sé stante e indipendente dalle politiche complessive del Governo. Esattamente il contrario di quanto chiede la CSdL…

Il calendario del confronto prevede altri tre incontri, il 14, 21 e 29 luglio. Vedremo se nei prossimi appuntamenti saranno consegnate ipotesi scritte, che saranno valutate con la massima attenzione.