Carisp sarà “Banca di Stato”

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San Marino. Un passaggio politico istituzionale di assoluta rilevanza, ha esordito il Segretario alle Finanze Simone Celli, avviando il comma dedicato alla nomina del presidente della Fondazione Carisp. E subito è entrato nel merito, ricordando l’impegno già preso in questo senso dal Consiglio nel marzo 2016 con un ordine del giorno votato a larga maggioranza. Già in questo testo era indicata la volontà politica di intervenire negli asset partecipativi della Cassa di Risparmio e, adesso, il governo intende dare consequenzialità a quell’indicazione rimasta ampiamente inevasa.

“Siamo di fronte ad un’importante ricapitalizzazione” ha affermato il Segretario Celli, ricordando i 180 milioni già versati dallo Stato alla Cassa. “È nostra intenzione assumere una quota maggioritaria nella partecipazione societaria. La Carisp dovrà diventare Banca di Stato”.

Poi ha chiarito: “Non ci sarà nessuna interferenza politica sull’opera del presidente della Fondazione, ma lui deve sapere che la nostra azione avrà una portata strategica e progettuale molto forte, per risanare e rilanciare la finanza pubblica e privata.”

Fuori dai denti, ha avvertito anche che questa manovra in qualche maniera è andata a fermare i tentativi di scalata che stanno venendo avanti da alcune parti. La banca dei sammarinesi deve rimanere tale, ha chiarito Celli, al di là degli slogan elettorali. E in qualche maniera dovrà guidare il risanamento di tutto il comparto bancario e finanziario, per il quale si dovrà trovare “una soluzione di sistema”.

Una forte sottolineatura da Celli è venuta sull’importanza del ruolo della Fondazione Carisp, che è un pezzo di storia del Paese, che ha espresso compiti di natura sociale e culturale soprattutto all’interno di un mondo associativo, il quale spesso non ha risorse per portare avanti le sue attività.

Altrettanto forte il risalto sul metodo per arrivare a questa candidatura, che si è voluta prima di tutto sammarinese, esterna alla Fondazione, con una formazione giuridico economica.  Anche il confronto con le altre forze politico è stato intenzionalmente impostato sui criteri e sui requisiti, prima che sui nomi.

Per ultimo ha lasciato il nome, quello dell’avvocato Marco Giancarlo Rossini, che da un paio di giorni era comunque circolato.

La nomina ufficiale, con la votazione dell’Aula, dopo il dibattito.

a.ve.

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