Morsiani sequestra i verbali della Commissione giustizia

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San Marino. Dopo gli esposti presentati dai consiglieri Teodoro Lonfernini  e da Federico Pedini Amati, la magistratura ha disposto il sequestro dei verbali della Commissione Affari di giustizia che il quotidiano   “L’informazione” pubblicava per stralci già da qualche giorno.

Mercoledì 5 dicembre, Teodoro Lonfernini, nella sua veste di Consigliere, aveva presentato un esposto alla Gendarmeria, contro chi aveva fornito il materiale per la pubblicazione da parte del giornale “L’informazione di San Marino”, dei presunti verbali oggetto di segretazione.  Subito gli si era affiancato il consigliere Pedini Amati.
La segretazione dei verbali, aveva puntualizza Lonfernini, che i consiglieri non appartenenti alla Commissione Giustizia e al Consiglio Giudiziario Plenario, hanno sempre rispettato nonostante l’oggetto del contendere sia da più di un anno al centro di attività e dibattiti Istituzionali, nonché di indagini giudiziarie in corso. La loro divulgazione si configura come una violazione grave. Se questi documenti sono segretati ai Consiglieri e per oltre un anno viene loro “opposta/vietata” la legittima visione, devono ritenersi non accessibili da parte di tutti. L’esposto era stato quindi consegnato alla Reggenza, accompagnato da una lettera che chiedeva ai Capi di Stato di intervenire affinché temi così delicati per la vita del nostro Paese e che riguardano in maniera anche riservata l’andamento istituzionale, non siano oggetto di strumentalizzazioni attraverso il “veicolo legittimo” quale è considerata l’informazione, e che arriva in maniera diretta, ma in questi casi fuorviante alla pubblica opinione.

A dare notizia del sequestro è lo stesso giornale raggiunto da un provvedimento firmato dal Commissario della Legge Simon Luca Morsiani. “Si vuole impedire che i sammarinesi conoscano quello che è realmente successo”  obiettano i rappresentanti del quotidiano “L’informazione” i quali anticipano l’intenzione di inviare segnalazioni agli organismi internazionali e non, in nome della tutela della libertà di stampa.

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