Revenge porn: approda in Consiglio il progetto di legge del Movimento Giovanile del Pdcs

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I lavori del Consiglio Grande e Generale si sono focalizzati oggi in particolar modo sul Progetto di legge “Modifiche al Codice Penale – Introduzione del reato di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti (revenge porn)” (presentato dai Consiglieri Lorenzo Bugli e Alice Mina). “Il presente progetto di legge – spiega Lorenzo Bugli (Pdcs) – si pone come obiettivo quello di proseguire nella battaglia contro la violenza sulle donne e di genere, ivi compresa quella domestica, introducendo nella legislazione nazionale una nuova figura delittuosa già prevista in Germania, Israele, Regno Unito, in trentaquattro Stati degli USA ed introdotto, con la Legge n. 69 del 2019, anche nella vicina Italia: il reato di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti”. “Il primo articolo – aggiunge Bugli – è finalizzato all’ introduzione nel codice penale dell’ articolo 177 quinques «Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti». Il primo comma stabilisce che fatta salva l’ipotesi che il fatto costituisca più grave reato, commina la pena della prigionia di secondo grado cioè da sei mesi a due anni e la multa da 4.000 a 10.000 euro a chiunque dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video di organi sessuali o a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate”. “Ci sono persone – dice Carlotta Andruccioli (Domani – Motus Liberi) – che si sono tolte la vita a seguito di queste vicende. E’ qualcosa di umiliante che lede la dignità delle persone e spetta al legislatore e tutti noi prendere coscienza del problema e agire. Questo anche per adeguarci al contesto e alle relazioni internazionali”. “La violenza – aggiunge Alice Mina (Pdcs) – deve essere combattuta anche e sopratutto con la cultura. Ci vogliono tempo, educazione e sensibilizzazione costante. Una sana educazione sessuale e digitale”

Fonte Ag. DIRE

Il commento di Lorenzo Bugli (Pdcs): “Vorrei ringraziare tutti i colleghi del Pdcs, e in particolar modo i ragazzi e le ragazze del nostro Movimento Giovanile, insieme ad Alice Mina e al dottor Marco Mularoni, per aver contributo alla definizione e stesura di questa proposta che riteniamo essere un importante contributo in termini di tutela dei diritti delle persone nella nostra Repubblica. Si tratta di una figura delittuosa già prevista negli ordinamenti di Germania, Israele, Regno Unito, in 34 Stati federali degli Usa e, recentemente, introdotto anche nella vicina Italia. Con questo progetto abbiamo deciso di andare a colmare una lacuna del nostro codice penale, anche in relazione alla crescente diffusione del fenomeno connessa soprattutto alla presenza sempre più massiccia delle nuove tecnologie nelle nostre vite. A San Marino in passato sono stati già rilevati dei casi, senza che magari ce ne rendessimo conto. Per questo è nostro dovere imprescindibile punire chi fa del male agli altri. Altrettanto importante sarà accompagnare l’introduzione di questa tipologia di reato con un percorso incentrato sull’educazione. Fin da subito, dunque, dovremo iniziare a lavorare nelle scuole e negli altri centri di aggregazione giovanile per promuovere una cultura del rispetto del prossimo, ma anche un uso consapevole di internet e dei social network”.

Commento di Alice Mina (Pdcs): “Abbiamo ritenuto opportuno e non più rinviabile un intervento in questo ambito, per andare a colmare un vuoto legislativo e offrire una risposta a un problema che, anche a causa della diffusione sempre più massiccia delle nuove tecnologie, è radicato in maniera profonda nella società. Il Revenge porn non è semplice vendetta, ma una vera e propria forma di violenza sessuale, capace di ledere la dignità della persona. Secondo un sondaggio di Amnesty International, emerge che il 23 per cento delle donne intervistate ha subito abusi  o molestie online. Pensiamo al risvolto psicologico spesso devastante sulle vittime, le quali hanno sofferto danni relazionali e professionali e hanno assistito alla compromissione delle relazioni personali. Il progetto prevede che chiunque dopo aver realizzato o sottratto video e immagini, li pubblichi e li diffonda, venga punito con prigionia e multa; misure che si applicano anche a chi contribuisce a diffondere il materiale. Prevista aggravante se la vittima è una persona in condizioni di inferiorità fisica o in gravidanza. Ma la violenza deve essere combattuta anche e sopratutto con la cultura. Ci vogliono tempo, educazione e sensibilizzazione costante”.

c.s. – San Marino 24 settembre 2020/1720 d.F.R.

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