Contratti da rinnovare: i lavoratori non devono subire il gioco al ribasso delle associazioni di categoria

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Il dato inflativo sammarinese relativo ai primi 8 mesi del 2022 è inferiore a quello della provincia di Rimini: la media dell’inflazione generale è del 5,2% nella RSM, a fronte del 6,45% dei nostri vicini. Ciò è dovuto prevalentemente al fatto che le tariffe dell’energia elettrica e del gas sul Titano sono aumentate molto meno rispetto al circondario.

Rimane in netta controtendenza il dato della componente del paniere relativa ai prodotti alimentari; la media dell’inflazione a San Marino è del 10,4%, ben superiore al 6,8% che si registra nel territorio riminese. Considerato che l’acquisto dei prodotti da parte delle attività commerciali sammarinesi avviene prevalentemente dai medesimi fornitori delle loro concorrenti del circondario, i ricarichi dovrebbero essere inferiori. In realtà, la forbice continua ad allargarsi.

Vi è poi un altro dato significativo, ovvero il continuo incremento del valore delle transazioni SMAC, relative al settore commerciale, passato dai 380 milioni circa del 2015 ai 601 milioni circa del 2021, con un trend in crescita costante. Anche nel 2020, anno del prolungato lock down, il dato è incrementato rispetto al 2019.

Ovviamente, all’interno del comparto commerciale ci saranno imprese che hanno sofferto più di altre gli effetti della crisi economica determinata dalla pandemia, ma il settore non è di certo in agonia.

Questi dati confermano che la presa di posizione di OSLA ed USC rispetto al rinnovo del contratto per il settore commercio è del tutto strumentale, ovvero determinata esclusivamente dalla volontà di non corrispondere i medesimi aumenti riconosciuti ai lavoratori del settore industriale, artigianale e delle agenzie di assicurazione. Ricordiamo infatti che l’OSLA criticò aspramente gli aumenti riconosciuti con la firma del contratto industria, evidentemente contando di poter assurgere a paladina di buona parte delle imprese e ottenere il loro consenso.

Quindi, i lavoratori dei settori privati con gli stipendi più bassi sono vittime di un gioco al ribasso dettato da logiche di concorrenza tra le associazioni di categoria. Guarda caso, l’OSLA è soggetto firmatario dei contratti del settore commerciale, della ristorazione e dei servizi, che sono scaduti da anni. Pertanto, le imprese hanno già “beneficiato” del mancato adeguamento all’inflazione degli anni precedenti.

Va poi aggiunto che i dati SMAC dimostrano che i lavoratori dipendenti sono i maggiori clienti delle imprese commerciali sammarinesi. Con questo comportamento non si fa altro che spingere sempre più consumatori a fare acquisti fuori territorio.

Veniamo da un paio di decenni di pace sociale tra sindacati ed associazioni di categoria, necessaria anche per chi guarda alla Repubblica di San Marino quale potenziale luogo di investimento. Per le nostre controparti, evidentemente, contano solo gli interessi particolari.

Di questi e altri argomenti si è parlato nell’ultima puntata di “CSdL Informa”, a cui hanno preso parte il Segretario Enzo Merlini, il Segretario Confederale William Santi, il Funzionario FULI Davide Siliquini, il Segretario FUPS Elio Pozzi, mentre ha coordinato il dibattito Giuliano Tamagnini. L’intera puntata si può anch’essa rivedere sulla pagina Facebook “Cuore CSdL”.