Residenze Fiscali non domiciliate: ritorno al passato, tra elusione ed evasione

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L’ostinazione del Governo nel portare a termine lo spacchettamento del famigerato DES – Distretto Economico Speciale in più provvedimenti ha avuto successo: il Consiglio Grande e Generale, dopo un acceso dibattito e guarda caso in seduta notturna, ha approvato i famigerati articoli che riguardano le Residenze Fiscali non domiciliate – RFND,  nonostante la ferma contrarietà del sindacato e di larga parte del Paese. Evidentemente il suggerimento di dividere il progetto sul DES in più parti è stata una strategia vincente, riproporlo in assestamento di bilancio per renderlo non assoggettabile a referendum tranquillizza i futuri beneficiari di questa norma, gli interessati “assist” al Governo apparsi sulla stampa nei giorni scorsi non tranquillizzano il sindacato ed il Paese: come affermato da più parti, quella che è stata approvata è “la parte peggiore del DES”.

 E’ indubbio che questo Governo e la maggioranza che ha votato gli articoli incriminati, avranno la piena responsabilità delle ricadute negative in termini di trasparenza, fiducia e credibilità del nostro Paese, è fin troppo evidente che tali norme attrarranno a San Marino, inevitabilmente anzi, quasi sicuramente, i tanto decantati “nomadi digitali” ma anche i famigerati “nomadi fiscali”: parliamo di un sottobosco fatto di opacità, transazioni in criptovalute, speculazioni finanziarie o sulle materie prime, triangolazioni finanziarie e commerciali con Paesi , e similari che dovrebbero essere tenuti ben lontani – e non certamente attratti – dal nostro Paese. Aver poi ricompreso tra i possibili beneficiari delle RFND anche i residenti fiscali in Italia, inizialmente esclusi dalla norma in prima lettura, siamo convinti che creerà inevitabili tensioni e problemi con la vicina Italia e comporterà il rischio concreto di attrarre “colletti bianchi” collegati ad organizzazioni criminali. 

 Sorgono spontanee molte domande alle quali il Governo non ha dato risposta, molti quesiti e dubbi che derivano anche dalla reiterata volontà dell’Esecutivo di evitare un vero confronto con tutte le parti sociali.  Chi sarà in grado di controllare puntualmente e con i necessari strumenti informatici e transnazionali questi personaggi abituati a muoversi in maniera disinvolta tra i cinque continenti e che per loro natura sono sfuggenti ed opachi? Perché il Governo ha avuto fretta a far approvare i due articoli sulle RFND quando, come affermato nel dibattito consigliare, non produrranno effetti immediati sul Bilancio dello Stato e, soprattutto, tenendo conto che in territorio non esistono strutture alberghiere a cinque stelle? La priorità del Governo e maggioranza sono le RFND, quando sempre più famiglie sono in difficoltà con l’aumento delle bollette, dei beni di prima necessità e con le retribuzioni falcidiate dall’inflazione? Che impatto avrà l’approvazione degli articoli sulle RFND rispetto alla trattativa di associazione con l’UE quando dal dibattito consigliare sono emersi molti dubbi, anche da parte del Governo, a tale riguardo?  Una domanda su tutte: perché Governo e maggioranza sfuggono un confronto con le forze sociali ed il Paese?

 Altro aspetto che ci preoccupa è la concorrenza sleale da parte dei soggetti che richiedono la RFND rispetto all’economia sana e stabile del nostro Paese. I beneficiari della RFND oltre a corrispondere la ridicola cifra di 10.000 Euro quale tassazione forfettaria per le persone fisiche, senza obbligo di presentare la denuncia dei redditi a San Marino, potranno chiedere infatti un Codice Operatore Economico temporaneo per la durata del soggiorno che – al contrario di tutto il resto dei lavoratori autonomi – sarà sottoposto ad una tassazione ultra agevolata del 5% e non dovranno pagare contributi previdenziali! E’ addirittura paradossale e ridicola l’autodichiarazione del richiedente la RFND su cittadinanza, residenze degli ultimi sette anni, assenza di carichi pendenti e regolarità fiscale in qualsivoglia Paese: siamo curiosi di comprendere come verranno verificati tutti questi elementi, con tempestività e puntualità, in “qualsivoglia Paese” del mondo!

Questa sessione consigliare ha portato alla ribalta anche la dinamica, denunciata in più occasioni dal sindacato, dell’evasione ed elusione dei contributi da parte di alcune categorie. Da riferimento dell’ex Segretario di Stato alla Sanità è emerso che esistono 50 co.co.pro. – in particolare piloti – che non versano contributi, denunciando a fine anno zero introiti, ma poi riattivando la collaborazione l’anno successivo: viene da chiedersi come fanno a sopravvivere questi malcapitati lavoratori e, soprattutto, chi ha l’onere di controllare che questa presa in giro al Paese debba cessare definitivamente. Ma non solo, lo stesso ex Segretario alla Sanità evidenzia che ci sono circa 550 amministratori di società, per la quasi totalità non residenti, che non versano un centesimo alla Gestione Separata assommando un ammanco di circa un milione di Euro. Anche in questo caso perché non si è intervenuti tempestivamente attivando immediatamente il recupero delle somme o la revoca d’ufficio dell’amministratore?

 Ma non è ancora finita: nell’alveo delle rivelazioni emerse in Consiglio Grande e Generale, da parte dell’ex Segretario alla Sanità è emerso che ci sono anche 300-350 codici operativi (COE) con milioni di Euro di debito verso l’ISS, soggetti che addirittura non rispettano i piani di rientro e persone giuridiche, che a quanto detto pare siano anche parte attiva in Associazioni di categoria, che non hanno mai pagato contributi negli ultimi 10/11 anni, creando di fatto una concorrenza sleale nei confronti degli operatori seri e puntuali! Una domanda sorge spontanea: perché non si è fatto nulla di concreto finora per aggredire tempestivamente i beni e le attività degli evasori mentre, nel contempo, si aumentavano i contributi e si diminuivano le prestazioni a carico del lavoratori subordinati?  Perché questa problematica, così grave e rilevante in termini sociali ed economici, non si è affrontata nell’ambito della riforma previdenziale, visto che in quell’occasione si sarebbero potute introdurre norme più stringenti a tutela dell’ISS e dei fondi pensione?  Attendiamo risposte!

 Se consideriamo anche le insolvenze relative alla monofase ed alle altre imposte, si raggiungono delle somme da capogiro che lo Stato si è rassegnato a non incassare, legalizzando – di fatto – una situazione di illegalità e garantendo agli evasori la totale impunità.

 Il sindacato terrà alta l’attenzione sugli aspetti legati alle Residenze Fiscali non domiciliate e sugli impatti che le stesse potranno causare a danno della reputazione dell’economia sana, delle famiglie e del Paese; tenuto conto di quanto emerso dal dibattito consigliare e dalla bocciatura di tutti gli emendamenti che intervenivano per introdurre norme stringenti sull’evasione ed elusione dei contributi ISS di molte categorie, le Organizzazioni Sindacali si attiveranno con tempestività per richiedere alla Segreteria di Stato alla Sanità un report dettagliato delle posizioni che non rispettano gli obblighi contributivi  ed alla Segreteria di Stato alle Finanze il dettaglio riguardante la situazione dei mancati incassi riguardanti le imposte dirette ed indirette.

 Il contrasto a tutto campo contro l’elusione e l’evasione è una battaglia di civiltà che il sindacato ha da sempre posto al centro della propria azione sindacale; la tutela dell’economia sana, produttiva, stabile è uno dei pilastri fondamentali del futuro di San Marino, non è certamente tramite un ritorno al passato con una improbabile economia “mordi e fuggi”, con “nomadi fiscali” e con l’arrivo in territorio di investitori opachi che si risolvono gli enormi problemi del Paese. E’ solo con il sacrificio, l’impegno ed il lavoro, promuovendo l’arrivo a San Marino di investitori seri e rispettabili ed incentivando gli investimenti delle aziende virtuose che operano da anni sul territorio, che possiamo lasciare ai nostri figli un Paese che può presentarsi nel contesto internazionale a testa alta.