L’intervento di Celli in commissione finanze

Il suo j’accuse alla magistratura, banca centrale e opposizione. La replica della Tomasetti: “Non è un edificio vuoto, è una banca con professionalità eccellenti a livello di Banche centrali, con persone che lavorano con grande senso di responsabilità”

L’intervento di Celli in commissione finanze

Celli v/s tutti e la difesa della Tomasetti
Catia Tomasetti, la prima donna ai vertici di Banca Centrale
Catia Tomasetti nuovo Presidente di Banca Centrale

San Marino. Con un intervento non proprio all’insegna del “politicamente corretto”, Simone Celli annuncia le dimissioni dall’incarico di Segretario di Stato per le Finanze: parlando già come uomo non più di governo, intervenendo nella seduta odierna della Commissione Finanze, Celli sferra un vero e proprio J’accuse nei confronti di magistratura, Banca centrale e opposizione, puntando il dito contro “strane convergenze istituzionali- politico- giudiziarie”.

L’intervento del Segretario dimissionario giunge dopo un comma comunicazioni ad alta tensione, in cui i commissari di opposizione hanno richiamato governo, in particolare il Ccr e lo stesso Celli, e la maggioranza alle proprie responsabilità politiche,  alla luce dei recenti sviluppi in Bcsm e Cassa di Risparmio e dei contenuti di stralci di un’ordinanza pubblicati  online. L’intervento di Celli precede quello atteso del presidente di Bcsm, Catia Tomasetti, nel comma in cui i vertici di Banca centrale sono stati convocati in audizione per chiarire sulle ultime dimissioni avute nella Direzione generale e in Vigilanza.
“Dobbiamo essere convincenti e rivitalizzare l’azione di governo – manda a dire il Segretario uscente – replicare con i fatti alle strane convergenze istituzionali-politico-giudiziarie. Per queste ragioni la mia esperienza di governo finisce qui, senza rimorsi e rimpianti, con la consapevolezza di chi ce l’ha messa tutta per portare avanti un progetto di risanamento, consolidamento e rilancio del settore finanziario sammarinese e per conquistare, anche adottando decisioni impopolari l’equilibrio del bilancio dello Stato”.

Celli si dice amareggiato e deluso sul piano personale e politico: “Come fingere di non aver visto che nei miei confronti era iniziato un vero e proprio tiro al bersaglio? Sono stato additato come responsabile di qualunque cosa. Sono stato macellato sul piano politico e personale”. E non tralascia un riferimento ai rumors sul suo coinvolgimento nelle recenti ordinanze: “Se per delegittimare un rappresentante delle istituzioni bastano due righe di un’ordinanza dove dicono che appare il mio nome e in cui, per verità, nulla mi si addebita allora si impone una riflessione”.  Nel mirino di Celli l’azione della magistratura, identificata in “un giudice elevato al grado di eroe, che fa continue endorsement a questa o quella forza politica”. Ma sotto tiro anche Banca centrale, definita “una multiforme e rissosa accozzaglia capace solo di dire no, oppure non parla, è solo un muro che sbarra ogni strada”.  Al centro di tutto insomma i dubbi sulla “sinergica convergenza tra iniziative giudiziarie, azioni di Bcsm e i proclami politici dell’opposizione”.

Non raccoglie la sfida Tomasetti, che piuttosto entra nella questione al centro dell’audizione di oggi spiegando come la revoca dell’incarico del DG Moretti da parte del Consiglio direttivo non sia legata a un’ordinanza giudiziaria ma “dettata da motivi di grandi inadempienze nella gestione e svolgimento del suo ruolo, e come conseguenza dal venir meno della fiducia da parte dell’organo amministrativo nei confronti di chi doveva gestire la banca”. Anche le dimissioni di Mazzeo e la mancata nomina a successore di Moretti, spiega, non derivano dall’ordinanza della magistratura. L’ex capo della Vigilanza, chiarisce, aveva manifestato al Consiglio direttivo che in caso non fosse nominato Dg, si sarebbe dimesso, mentre “noi abbiamo comunicato che sarebbe stato necessario testare la fiducia” e che la nomina non sarebbe stata immediata. “Alla luce dell’ordinanza, Mazzeo ha deciso di fare un passo indietro che comunque ci aspettavamo già”. In replica alle critiche lanciate da Celli a via del Voltone, il Presidente risponde semplicemente dichiarandosi orgogliosa del suo incarico presso l’istituto: “Non è un edificio vuoto, è una banca con professionalità eccellenti a livello di Banche centrali, con persone che lavorano con grande senso di responsabilità”.  I lavori della Commissione terminano con l’annuncio di una nuova convocazione per lunedì prossimo in cui, come anticipato in comma Comunicazione da Celli, sarà affrontato il nodo della cessione dei crediti Delta di Cassa di Risparmio, rispetto cui l’assemblea degli azionisti dell’istituto oggi ha posticipato la decisione. I lavori di lunedì saranno in seduta segreta.

SMNA

 

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