Da CSdL, DGB e CGT un impegno comune in Europa per i diritti del lavoro, lo stato sociale, l’equa distribuzione delle ricchezze

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Una panoramica della situazione sindacale, sociale e politica in Germania e Francia, sottolineando gli elementi in comune con la Repubblica di San Marino. È quanto ha consentito l’incontro dei giorni scorsi, presso la sala CSU, tra la CSdL e le delegazioni della DGB dell’Odenwald (Germania) e della CGT della Federazione Grand Est (Francia), la scorsa settimana ospiti della CGIL Rimini in occasione del Congresso provinciale.

Le delegazioni erano rappresentate ai massimi livelli: per la DGB dell’Odenwald il Presidente Harald Staier, il Segretario Regionale Horst Raupp, la Segretaria sindacale della VER.DI. (Sindacato Servizi Uniti) Roberta Basile; per la CGT Grand Est il Segretario Generale Denis Schnabel, e Giovanni Corato, Segretario del settore pubblico impiego della Regione dell’Alsazia.

Ha presentato questo incontro di respiro internazionale il Segretario CSdL Enzo Merlini, che ha ribadito i rapporti di amicizia e di scambio che da molti anni legano queste organizzazioni, insieme alla CGIL Rimini. I problemi che hanno i lavoratori e i pensionati a San Marino, ha sottolineato, sono comuni a tutti i paesi europei.

Ci sono aspetti in cui San Marino è più indietro, come un livello elevato di energie prodotte da fonti rinnovabili, che si registra sia in Germania che in Francia, mentre vi sono altre condizioni in cui la RSM è all’avanguardia: in particolare il valore erga omnes dei contrati collettivi. Merlini ha quindi rimarcato l’importanza di questa occasione che ha permesso di conoscere e confrontarsi su realtà nazionali di grandi paesi europei, utile per comprendere la situazione e le dinamiche più generali dell’intera Europa. Le delegazioni ospiti hanno innanzi tutto espresso la loro soddisfazione per questo ritorno a San Marino dopo gli anni della pandemia, in cui erano state interrotte le visite periodiche reciproche.

La situazione in Francia è stata descritta da Denis Schnabel, Segretario Generale della CGT Grand Est, che ha espresso fortissime criticità sulla Presidenza Macron, e in generale sugli ultimi governi francesi. L’attuale Presidente, ha evidenziato, nelle sue politiche ultraliberiste sta andando oltre Sarkozy; il profitto va alle imprese private, che non finanziano adeguatamente lo stato sociale: i maggiori contribuenti sono ancora una volta i lavoratori ed i pensionati. Inevitabile il parallelo con la situazione sammarinese, caratterizzata dall’enorme debito pubblico.

In Francia dopo la pandemia sono cresciute le disuguaglianze sociali ed è aumentato il livello di povertà. Tutto questo mentre nel 2022 sono stati divisi 80 miliardi di utili tra gli azionisti delle più grandi multinazionali francesi. Questo sistema mette in concorrenza le persone fin dalla loro nascita; concorrenza per il posto di lavoro, per la scuola, la sanità, le strutture per anziani, e così via. Nel 1980 il 65% del PIL era destinato allo stato sociale nel suo complesso, dalla scuola alla sanità, mentre oggi solo il 30% del Prodotto Interno Lordo francese è dedicato alla spesa per il welfare. La CGT si oppone a questo modello sociale, e si batte per l’equità e una più giusta ripartizione della ricchezza.

Ora il Governo francese è in procinto di realizzare una riforma delle pensioni che prevede l’aumento dell’età pensionabile a 64 anni con 43 anni di versamenti; una riforma che ha solo motivazioni di carattere finanziario. Tutti gli otto sindacati francesi sono contrari a questo intervento, e proprio oggi 19 gennaio viene messa in atto una giornata di mobilitazione nazionale.

Dopo quattro anni alla guida della Francia, secondo il rappresentante della CGT il Presidente Macron ha frantumato la struttura sociale del paese. In questa situazione sociale è forte la preoccupazione che prevalgano le forze politiche di estrema destra, che hanno raggiunto il secondo turno alle ultime elezioni presidenziali. Lo scenario che potrebbe concretizzarsi per la CGT è molto preoccupante, con una alleanza tra il capitalismo finanziario e le forze che si ispirano a valori vicini al fascismo.

Il Segretario CSdL Merlini ha poi introdotto gli interventi del presidente della DGB Odenwaldkreis e del segretario regionale della DGB Horst Raupp, sottolineando la norma recentemente varata dal nuovo governo a guida socialdemocratica per aumentare il salario minimo in Germania da 10,45 a 12 euro.

I due rappresentanti della DGB hanno sottolineato che l’aumento del salario minimo è una misura importante di cui beneficeranno circa sei milioni di dipendenti tedeschi, ma non basta: occorre riuscire ad applicare in tutte le aziende i contratti collettivi nazionali. A questo proposito va ricordato che in Germania i contratti collettivi non sono obbligatori; normalmente vengono adottati dalle grandi imprese, ma solo raramente dal resto delle aziende. Il Governo vuole introdurre una nuova legge, che prevede che solo le aziende che applicano i contratti collettivi possono partecipare agli appalti pubblici.

Il nuovo esecutivo ha portato nuove idee e iniziative, anche se la situazione è stata funestata dallo scoppio della guerra in Ucraina con l’invasione russa. In Germania è esplosa la crisi energetica e sono aumentati fortemente i prezzi dei generi alimentari e dei beni di prima necessità. L’attuale governo sta adottando alcune misure efficaci per sostenere e aiutare le fasce più deboli della popolazione, anche sotto la pressione della DGB e dei sindacati affiliati. Ma queste misure non bastano.

In Germania oggi c’è una carenza di lavoratori qualificati in alcuni settori, che è una conseguenza dello sviluppo demografico. Molte attività e servizi funzionano solo grazie alla significativa presenza di immigrati. È prevista una nuova legge che dovrà facilitare l’accesso al lavoro e alla cittadinanza tedesca per gli stessi immigrati: tale norma è osteggiata dalla CDU, guidata da un leader conservatore, e dalla destra, che alimentano sentimenti di paura e di ostilità dei cittadini verso gli immigrati.

In generale, le tre organizzazioni sindacali nell’incontro di venerdì hanno posto l’accento sugli obiettivi posti dalla Confederazione Europea dei Sindacati, che mette al centro la necessità di investire in ogni paese europeo sul futuro, per la riconversione ecologia dell’economia, necessaria per fermare i cambiamenti climatici, per creare posti di lavoro garantiti dalla contrattazione collettiva, per uno stato sociale efficiente, inclusivo e universalistico.

Il Segretario CSdL Enzo Merlini ha espresso grande soddisfazione per lo svolgimento di questo incontro, durante il quale i Rappresentanti Sindacali sammarinesi hanno avuto la possibilità di conoscere in prima persona uno spaccato della situazione politica, economica e sociale tedesca e francese.

Sono stati confermati e ribaditi i valori comuni che uniscono la CSdL alla DGB, alla CGT e alla stessa CGIL: la collaborazione di queste organizzazioni, unitamente alle altre forze sindacali maggiormente affini, si pone l’obiettivo di rafforzare l’azione del sindacato europeo, per costruire un’Europa dei diritti, della solidarietà e dello stato sociale, contrapposta all’Europa della finanza che continua a concentrare le ricchezze in poche mani, alimentando disuguaglianze, ingiustizie e sperequazioni sociali.

CSdL – DGB Odenwald – CGT Grand Est