GDC: “Il solito al lupo al lupo che frena lo sviluppo del Paese”

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Puntualmente, nel dibattito pubblico della nostra Repubblica, assistiamo al solito copione: allarmismi ingiustificati, un gridare “al lupo, al lupo”, una caccia alle streghe che come solo effetto ha quello di generare una sorta di fobia per tutto ciò che ha a che fare con il mondo imprenditoriale. Anche di recente c’è chi è tornato a calcare la mano sul tema delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico e finanziario del nostro Paese. Si tratta sicuramente di un fenomeno che merita attenzione e che richiede di tenere la guardia alta, per il quale la prevenzione è la miglior difesa. Ma di certo i toni usati in determinate occasioni non favoriscono l’attrazione di nuovi investimenti, contribuendo alla demonizzazione di una categoria che, almeno a San Marino, è costituita quasi interamente da piccole-medie imprese a conduzione familiare, la spina dorsale su cui è costruita la nostra economia, ma anche da grandi industrie che hanno sempre operato in maniera virtuosa e trasparente e che generano sviluppo e valore per tutto il territorio. Non è possibile continuare a fare di tutta l’erba un fascio, paventando continuamente nuove minacce senza alcun presupposto materiale e concreto, gonfiando a dismisura la preoccupazione che alberga nella cittadinanza e gettando ombre e discredito sulla classe imprenditoriale sana. C’è chi, per ragioni puramente ideologiche, ha deciso di dichiarare guerra a qualsiasi forma di investimento o di iniziativa privata, anche quelle che portano indubbi vantaggi per la nostra Repubblica, creando posti di lavoro e contribuendo alla riqualificazione, in chiave ecologica ed ecosostenibile, del nostro sistema industriale, con una visione miope e anacronistica che molto probabilmente ha il solo scopo di intercettare voti in determinate sacche di elettorato. Negli anni San Marino ha saputo sviluppare degli anticorpi molto forti contro i tentativi di ingerenza, anche da parte del mondo criminale. Proprio nelle scorse settimane il Consiglio Grande e Generale ha approvato il decreto che adegua San Marino alle convenzioni e agli standard internazionali in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Un traguardo importante, frutto del lavoro della Segreteria di Stato per le Finanze, che è un indicatore del grado di sensibilità che la nostra Repubblica rivolge al contrasto delle attività illecite. Dunque giudico incomprensibile questo atteggiamento di ostilità preconcetta nei confronti dell’imprenditoria da parte di una certa parte politica; anzi, ritengo che possa essere addirittura dannoso nella misura in cui concorre a generare un clima di sfiducia che ha pesantissime ripercussioni sui comportati economici sammarinesi.
In conclusione in questi casi l’attenzione deve ricadere sulle difese predisposte dallo Stato, valutando l’effettivo grado delle forme di prevenzione già adottate. Ma tutto questo senza cadere all’interno di un immobilismo, causato da un eccessivo e spropositato controllo, la cui naturale conseguenza sarebbe il freno allo sviluppo delle nostre imprese e dello stesso Paese.