San Marino. “Decreto ristori per operatori turistici: è un provvedimento necessario, ma sui criteri servono approfondimenti”

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Il Decreto n.4 del 17 gennaio sui ristori per le agenzie di viaggio e i tour operator, vista la profonda crisi del settore a causa della pandemia, era necessario. Già ad inizio della crisi sanitaria la CSU aveva chiesto l’istituzione di un fondo straordinario per aiutare i cittadini e le imprese più in difficoltà, così come avvenuto poi in tutta Europa.

Non abbiamo elementi per valutare la congruità dello stanziamento di 500.000 euro previsto dall’ultimo Decreto, anche perché non siamo stiamo interpellati. Ci preme però evidenziare come i criteri di erogazione di queste risorse non risultino così rigorosi e selettivi come è avvenuto con il sostegno alle famiglie in difficoltà economica. Infatti, per avere accesso al reddito minimo famigliare, sono state imposte delle condizioni molto rigide, tra cui il possesso di patrimoni mobiliari ed immobiliari, che hanno escluso molti cittadini in condizioni di difficoltà da questo intervento. Lo stesso importo, seppur ritoccato negli ultimi mesi, è rimasto ampiamente insufficiente rispetto alle necessità dei singoli cittadini e delle famiglie.

Per l’erogazione dei ristori alle aziende, per la CSU è necessario applicare criteri  stringenti e selettivi. Il comparto nel complesso è senza dubbio in forte crisi, ma non tutti gli operatori turistici sono nella stessa condizione, anche a seconda del mercato di riferimento. Vi sono anche aziende del settore che hanno assunto personale nelle ultime settimane. Inoltre, immaginiamo esserci esigenze molto diverse, ad esempio tra aziende consolidate o di recente apertura, così come tra soci in grado di coprire le perdite, anche a fronte di guadagni considerevoli negli anni di prosperità, e altri no.

Si ricorda che dall’inizio della pandemia la CSU ha condiviso la CIG straordinaria per i lavoratori e le aziende di questo settore, e si è spesa per ottenere le proroghe necessarie: ora ha condiviso il suo ulteriore prolungamento fino al 31 marzo di quest’anno.

Tale strumento ha consentito di sostenere economicamente i lavoratori, e per le aziende di azzerare il costo della manodopera inattiva, impedendo allo stesso tempo la fuga di figure professionali, che comporta anche il rischio di perdere fette consistenti del portafoglio clienti. Se anche dopo il 31 marzo la situazione non offrirà prospettive migliori, l’intento della CSU sarà quello di ottenere una ulteriore proroga di questo fondamentale strumento a sostegno dei lavoratori e delle aziende.

Va sottolineato il fatto che si tratta di un settore con una netta maggioranza di personale femminile, con professionalità e specializzazioni elevate, acquisite in un lungo periodo di tempo; un patrimonio che va ancor più tutelato, stanti le gravi difficoltà nell’accesso al lavoro per le donne.

Da inizio pandemia le Federazioni Servizi della CSU hanno organizzato molte assemblee coi lavoratori; non appena le condizioni lo consentiranno, intendiamo riprendere le iniziative assembleari con gli stessi lavoratori, per continuare ad affrontare insieme a loro la delicata e difficile situazione del settore agenzie di viaggio e tour operator.

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